L''Alcedo atthis, chiamato anche Martin pescatore comune o europeo, appartiene alla famiglia Alcenidae. È uno degli uccelli europei più belli e inconfondibili per il suo piumaggio colorato: il dorso presenta una colorazione turchese e verde smeraldo, mentre il petto è di un arancione acceso. Nel suo aspetto complessivo risulta compatto. Di fatto appartiene all'ordine dei Coraciformi, dal greco "a forma di corvo" perchè come quest'ultimo presenta testa e becco di grandi dimensioni e corpo compatto.
Il dimorfismo sessuale non è spiccato, ma nel periodo riproduttivo si può osservare una diversità nella colorazione del becco: nei maschi è interamente nero, mentre le femmine hanno una macchia rossastra alla base della mandibola inferiore.
Sono aviatori efficaci, con la capacità di mantenere un volo rapido e uniforme, lungo una traiettoria rettilinea, radente al corso d'acqua. In volo, il Martin pescatore, spesso emette un verso simile a un fischio acuto e ripetuto.
Vive principalmente in ambienti fluviali, frequentando corsi d'acqua lenti, laghi e stagni, ovvero zone umide caratterizzate da rive sabbiose o ripe di terra. Qui la specie realizza di tunnel di 30-90 cm, all'interno dei quali costruisce un nido sferico. Depone da 4 a 8 uova su una lettiera di borre, covate per 19-21 giorni da entrambi i partner. Solitamente la specie si riproduce due volte all'anno.
Visitando il Museo di Zoologia dell'Università della Calabria, afferente al Sistema Museale di Ateneo (SIMU) ci si sofferma, affascinati, a osservare un esemplare, tassidermizzato, dai colori sgargianti e con un becco assai allungato,di Martin pescatore (Alcedo atthis Linnaeus, 1758).
È ampiamente diffuso in Calabria, come risulta in questa rappresentazione cartografica
che utilizza i dati provenienti dalla banca dati iNaturalist. La sua presenza è particolarmente concentrata nei principali bacini idrografici e nelle aree costiere, specialmente in corrispondenza delle foci dei fiumi, come indicato dai simboli a forma di asterisco. Sono state inoltre registrate segnalazioni nel Parco Nazionale della Sila, dove è stato recentemente documentato come nidificante da Congi G. nel 2021 (rappresentato dal simbolo a croce verde). Ulteriori dati sulla distribuzione sono forniti da Verducci D. nel 2022 (indicati dal pallino marrone sulla mappa).
Gli esemplari presenti nella collezione del Museo di Zoologia provengono da Sellia Marina (CZ) e Spezzano Albanese (CS).
(I dati sono stati elaborati attraverso il software QGIS 3.40, uno strumento che permette di analizzare ed editare dati spaziali per generare mappe).
Alcedo atthis, un abile pescatore
La strategia di pesca usata dal Martin pescatore sembra abbastanza semplice, ma le sue abilità lasciano di stucco chiunque abbia modo di osservarlo. Nonostante possieda occhi altamente specializzati, con retine dotate di due fovee ciascuna e un'elevata percentuale di cellule antiriflesso (goccioline rosse) che fungono da filtri cromatici e facilitano l'avvistamento dei pesci, questi ultimi mettono in atto strategie difensive complesse e difficili da superare. A ognuno di noi è capitato, almeno una volta, di provare a prendere un pesce con le mani e ciò è risultato impossibile. Come mai è così difficile catturare i pesci? Questi animali acquatici sono dotati di recettori specializzati, definiti nel loro insieme "linea laterale", che gli permettono di percepire le perturbazioni nell'acqua.
Allora come fa il Martin pescatore a predare in maniera così efficace? Ebbene, tra le caratteristiche che spiccano in questo uccello di piccole dimensioni, c'è il suo becco. Quest'ultimo ha una forma conica e stretta, e la sua punta sottile, allargandosi in modo uniforme, gli consente di opporre la giusta resistenza all'acqua per penetrare agevolmente in essa. Tutto ciò gli permette di guadagnare millisecondi importanti per raggiungere la preda. Anche la lunghezza del becco influisce sull'efficacia della pesca, poiché maggiore è la lunghezza, minori saranno gli spruzzi generati che potrebbero spaventare i pesci.
Shinkansen, dal problema alla soluzione
La biomimetica consiste nello studio della natura, flora e fauna, per ideare e sviluppare soluzioni sostenibili per i problemi umani in vari settori. Un progetto di biomimesi ha unito le caratteristiche del Martin pescatore e i treni proiettile giapponesi ad altissima velocità, denominati Shinkansen.
La Shinkansen, dal giapponese "nuovo tronco ferroviario" (
), è la rete ferroviaria giapponese ad alta velocità sulla quale viaggiano i cosiddetti dangan ressha, ovvero i "treni proiettile".
La rete ferroviaria nacque nel 1964, per collegare Tokyo, Nagoya e Osaka. Dagli anni '80 si rese necessaria una modifica strutturale del treno a causa di due problematiche, che affliggevano non solo i viaggiatori, ma anche gli abitanti del posto.
La prima problematica era data dalla rumorosità: l'alta velocità causava la formazione di onde di pressione atmosferica anteriormente alla direzione del treno, nel momento in cui quest'ultimo attraversava i tunnel. Era proprio l'onda di compressione, che si propagava alla velocità del suono, a causare il forte boato all'uscita del tunnel, udibile anche a 400-500 metri di distanza.
La seconda, di natura più dinamica ma causata sempre dalla compressione, produceva una perdita di velocità del treno, in quanto l'aria costuiva un ostacolo invisibile, ma molto forte e presente.
A questo punto, un team di ingegneri si mise al lavoro per la risoluzione di queste due criticità, bisognava scegliere tra velocità e rumorosità. Il risolutore del problema fu Eiji Nakatsu, al tempo Direttore generale del dipartimento di sviluppo tecnico per i treni proiettile e membro attivo della Wild Bird Society of Japan.
Era il 1997 quando Nakatsu trovò la soluzione ispirandosi proprio al Martin pescatore, l'uccello che riesce a gestire i cambiamenti generati improvvisamente dalla resistenza dell'aria.
Il team di ingegneri, guidati da Nakatsu, effettuò diversi test in cui vennero sparati proiettili di varie forme all'interno di un tubo: la forma ideale seguiva esattamente le linee del becco del Martin pescatore. Questo nuovo design non solo ridusse i rumori a un livello definito ponderato, ma permise anche di aumentare la velocità, riducendo la potenza. Per raggiungere la velocità di 300 Km/h non era quindi più necessario utilizzare tanta energia e carburante. La biomimesi e, in questo caso, il Martin pescatore, avevano migliorato e agevolato la vita degli esseri umani!
L'alcedo atthis tra miti e leggende
Ripercorrendo la storia dell'uomo si è potuto constatare come il Martin pescatore occupi un ruolo centrale in diverse culture, al punto da essere usato come simbolo di buon auspicio.
Nella mitologia greca e latina, in particolare nelle Metamorfosi di Ovidio, si narra la storia di Alcione, figlia di Eolo ed Enante e sposa di Ceice (Re di Eraclea Trachinia). La vita dei due sposi fu così felice che gli stessi erano soliti chiamarsi "Zeus ed Era". Zeus, venuto a conoscenza di ciò, si sentì oltraggiato e, mentre Ceice era in viaggio per mare, creò una terribile tempesta, che ne causò la morte. L'ombra del congiunto apparve ad Alcione che, intuitane la morte, decise di lasciarsi morire nelle acque del mare. Gli dèi, impietositi dal suo gesto, decisero di trasformare entrambi in alcioni, ovvero Martin pescatori. Tuttavia il nido dei due sposi, costruito in prossimità del mare, veniva continuamente distrutto dalle tempeste. Così Eolo placò i venti e le burrasche, permettendo loro di nidificare in tranquillità per sette giorni prima e sette giorni dopo il solstizio d'inverno.
Il mito di Alcione vuole mettere in risalto l'etimologia del nome scientifico del martin pescatore, Alcedo atthis, che sembrerebbe derivare proprio da Alcione.
La curiosità è che questi uccelli costruiscono il proprio nido in quattordici giorni, gli stessi citati nel mito, periodo che viene definito "i giorni di Alcione".