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Il caso dello scoiattolo europeo e del suo antagonista nordamericano

Torniamo sul tema "specie aliene e conservazione" con il caso dello scoiattolo grigio nordamericano, sempre più diffuso, a svantaggio della specie autoctona.

  • Raffaella Amelotti, Serena Fornò
  • Gennaio 2025
  • Martedì, 1 Aprile 2025
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Scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris) - Foto M. Piacentino Wildlife Photographer Scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris) - Foto M. Piacentino Wildlife Photographer

L'occasione si è presentata grazie a un incontro divulgativo organizzato dall'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese intitolato Specie aliene e conservazione: il caso dello scoiattolo europeo, a Casale Monferrato, lo scorso ottobre. Una sala gremita e una grande attenzione per l'argomento, raccontato con precisione e chiarezza da Sandro Bertolino, professore dell'Università degli Studi di Torino e Aurelio Perrone, tecnico faunistico, che ha approfondito gli aspetti delle specie alloctone invasive su scala locale e, più nel dettaglio, sul territorio delle Aree protette del Po piemontese. 

Lo scoiattolo europeo: come riconoscerlo?

Lo scoiattolo europeo o comune (Sciurus vulgaris) è anche comunemente chiamato scoiattolo rosso ma, in realtà......non sempre è rosso!
Infatti, mentre in Inghilterra, tende a prevalere la colorazione del manto rossastra (da lì il nome red squirrel), in Italia invece lo scoiattolo europeo, soprattutto sulle montagne delle Alpi, ha una colorazione scura, con la coda quasi nera. È una specie facilmente adattabile: la sua distribuzione va dalla Spagna alla Siberia, fino all'isola di Hokkaido, in Giappone.

Il suo habitat è costituito da boschi di conifere dove si nutre dei semi delle pigne, funghi e frutti, ma è presente anche nei boschi di latifoglie e, addirittura, nei parchi cittadini. Ha un ruolo ecologico importante per il bosco stesso in cui vive: infatti attraverso la dispersione dei semi, che spesso sotterra e dimentica, permette loro di germogliare contribuendo così al rinnovamento del bosco.

... Poi arriva "il grigio"

Una vita tranquilla tra gli alberi, quella dello scoiattolo europeo, se non fosse per la presenza scomoda di un elemento di disturbo: lo scoiattolo grigio nordamericano (Sciurus carolinensis).

Questa specie alloctona in Europa, originaria dell'America del Nord, tra gli Stati Uniti e il Canada, è stata introdotta per la prima volta in Italia nel 1948 da un diplomatico di Candiolo al suo rientro da Washington per i trattati del dopoguerra.

Oltre alle dimensioni - il suo peso varia tra i 450 e i 600 grammi, dunque pesa il 60% in più di quello europeo – caratteristiche utili al riconoscimento dello scoiattolo nordamericano sono, l'assenza di ciuffi auricolari (presenti invece nell'europeo) e l'alternanza di colorazione nel pelo della coda che crea una sorta di alone bianco verso la parte esterna, riconoscibile anche durante la corsa.

Nel corso del XX secolo, è avvenuta poi una seconda importazione dal continente americano con l'introduzione dello scoiattolo grigio nel Parco di Genova Nervi oltre a episodi successivi all'origine dei nuclei attualmente presenti in Piemonte, Lombardia, Veneto e Toscana.

In Gran Bretagna, l'introduzione dello scoiattolo nordamericano risale addirittura al 1872. La sua distribuzione sul territorio britannico ha causato la totale scomparsa dello scoiattolo rosso in alcune zone in cui il nordamericano si è diffuso maggiormente.

Dopo qualche anno di convivenza, lo scoiattolo europeo purtroppo soccombe alla maggior adattabilità dell'invasore; il suo areale si è rimpicciolito anno dopo anno tanto da essere inserito nella "lista rossa" della IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) come specie a rischio di estinzione. Queste specie rappresentano delle priorità di conservazione, perché senza interventi specifici mirati a neutralizzare le minacce nei loro confronti e in alcuni casi a incrementare le loro popolazioni, la loro estinzione è una prospettiva concreta

Sebbene in condizioni di abbondanza di semi, si registri un aumento del successo riproduttivo dello scoiattolo rosso, la competizione per la risorsa "cibo" favorisce lo scoiattolo grigio. Questo avviene perché il grigio, negli anni in cui il bosco produce pochi semi, è in grado di nutrirsi anche delle ghiande delle querce, avendo sviluppato nel Nordamerica (dove le querce sono molto ricche di tannini) un enzima che gli consente di digerire questa molecola, indigesta per lo scoiattolo europeo.

Entrambe le specie, poi, sotterrano i semi come risorsa invernale: lo scoiattolo grigio, più pesante e meno arboricolo rispetto al nostro scoiattolo europeo, passa molto più tempo al suolo dove ritrova, casualmente anche i semi lasciati dallo scoiattolo rosso. In questo modo può arrivare a sottrarre fino al 50% delle riserve dello scoiattolo comune. Inoltre, in Gran Bretagna, anche la diffusione di un virus letale per lo scoiattolo rosso ha contribuito alla sostituzione della specie autocotona con quella alloctona.

La situazione in Piemonte

Da Candiolo, lo scoiattolo grigio è arrivato ai boschi di Stupinigi, dove fino agli Anni '60 era ancora presente lo scoiattolo rosso. Nel giro di qualche anno, lo scoiattolo grigio lo ha sostituito e ora si sta espandendo verso Sud, nella provincia di Cuneo, lambendo il fondo valle delle Alpi, e lungo il Po (Casale, Valenza). Una situazione analoga è in atto anche in Lombardia.
Aurelio Perrone focalizza l'attenzione sul rischio che lo scoiattolo grigio riesca ad attraversare il Fiume Po arrivando a colonizzare anche altre aree verso la Lombardia e il Sud del Piemonte.

L'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese è impegnato in attività di cattura coordinate da Laura Gola, tecnico faunista del Parco, con la collaborazione di Aurelio Perrone e dell'Università degli studi di Torino.

L'illustrazione di questa attività di contenimento, una volta esplicitata, provoca in sala un po' di comprensibile brusio: l'immaginario disneyano evocato da tutti gli scoiattoli, compreso l'esotico invasivo nordamericano, stride con le attività di conservazione necessarie alla salvaguardia!

Tuttavia, spiega Bertolino, è di vitale importanza capire che, il danno causato all'ecosistema in termini di perdita di biodiversità dallo scoiattolo grigio, è del tutto assimilabile a quello di altre specie esotiche invasive, le quali, per loro caratteristiche morfologiche, non suscitano nell'uomo gli stessi sentimenti di tenerezza riconosciuti allo scoiattolo. E l'esempio portato alla platea richiama la zanzara tigre, presenza assai sgradita.

Non solo scoiattolo grigio

Lo scoiattolo nordamericano e le altre specie alloctone invasive, infatti, oltre a entrare in concorrenza diretta con alcune delle nostre specie endemiche, possono alterare lo stato degli habitat e degli ecosistemi naturali e provocare danni economici alle attività agricole oltre che probabili pericoli alla salute umana.

In Europa sono presenti circa 12.000 specie esotiche, delle quali approssimativamente il 10-15% è ritenuto invasivo. L'Unione Europea si è attivata emanando provvedimenti al fine di proteggere la biodiversità.

Dal 1 gennaio 2015 è in vigore nei paesi dell'Unione Europea il Regolamento 1143/2014, recante disposizioni volte a prevenire e gestire l'introduzione e la diffusione delle specie esotiche invasive.

Il 14 febbraio 2018, in Italia, è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 230 il quale stabilisce le norme atte a "prevenire, ridurre al minimo e mitigare gli effetti negativi sulla biodiversità causati dall'introduzione e dalla diffusione, sia deliberata che accidentale, delle specie esotiche invasive all'interno dell'Unione europea, nonché a ridurre al minimo e mitigare l'impatto che queste specie possono avere per la salute umana o l'economia".

Gli interventi si basano su prevenzione, rilevamento precoce ed eradicazione rapida o, nel caso di specie già ampiamente diffuse, della loro gestione.

Le specie invasive di rilevanza unionale, inserite nelle liste pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea, comprendono 88 specie, 47 delle quali sono presenti anche in Italia, in ambiente naturale.

Tra queste, oltre allo scoiattolo grigio nordamericano, si segnalano gambero rosso della Louisiana (Procambarus clarkii), calabrone asiatico a zampe gialle (Vespa velutina nigrithorax), rana toro americana (Lithobates catesbeianus), testuggine palustre americana (Trachemys scripta), ibis sacro (Threskiornis aethiopicus), nutria (Myocastor coypus).

Si tratta di specie introdotte nel territorio nazionale o dell'Unione Europea per intervento dell'uomo, sia come rilascio volontario in ambiente naturale sia attraverso l'introduzione involontaria veicolata, ad esempio, con i trasporti aerei o navali.

Le disposizioni dell'Unione Europea riguardo le misure da attuare per tutelare la biodiversità sono chiare, ed un tassello fondamentale è rappresentato dall'informazione alla cittadinanza riguardo argomenti che, talvolta, toccano le corde del cuore.

Disney ci ha fatto amare Cip e Ciop, ma in questi anni, in cui l'ambiente è spesso oggetto di sfruttamento per le risorse, la tutela della biodiversità è un impegno imprescindibile.

Per approfondimenti:

Piano di gestione dello scoiattolo grigio

Scoiattolo grigio - Scheda completa

Scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris) foto di Massimo Piacentino Wildlife Photographer
Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) Wikimedia fernando losada rodriguez
Scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris) foto di Massimo Piacentino Wildlife Photographer
Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) Wikimedia lwolfartist
Scoiattolo europeo (Sciurus vulgaris) foto di Massimo Piacentino Wildlife Photographer
Scoiattolo grigio (Sciurus carolinensis) Wikimedia birdphotos.com

 

 

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