Il serpente di Esculapio (Zamenis longissimus), chiamato anche saettone, è una specie non velenosa, diffusa in diverse aree dell'Europa centrale e meridionale, nei Balcani, in Anatolia e fino all'Iran. Conosciuto un tempo come Elaphe longissima, studi recenti basati sul DNA hanno portato alla sua riclassificazione nel genere Zamenis. Questo serpente è noto per il suo corpo affusolato e una lunghezza media di 1,2-1,4 metri, che in alcune regioni può superare 1,6 metri. I maschi sono generalmente più grandi delle femmine, mentre il colore della pelle varia tra tonalità di grigio, marrone, giallo e olivastro, con disegni che possono includere bande o strisce più chiare.
Distribuzione e diffusione
Un tempo diffuso anche nel nord Europa durante l'Olocene, il serpente di Esculapio oggi sopravvive in aree isolate, come in Germania, Repubblica Ceca e Polonia. I suoi habitat preferiti includono boschi di latifoglie, zone rurali con arbusti e foreste ben conservate, ma non disdegna aree suburbane o terreni agricoli. In Italia è presente in tutte le regioni settentrionali fino alla parte superiore della Puglia.
Questa specie, spesso riservata, si avvicina talvolta agli insediamenti umani, utilizzando compost e cumuli di letame per deporre le uova. Tuttavia, la frammentazione dell'habitat causata da urbanizzazione, agricoltura e strade rappresenta una seria minaccia. In aree suburbane, i serpenti formano piccole popolazioni isolate, con limitati scambi genetici. La perdita di habitat influisce negativamente anche sul rischio di predazione e sulla disponibilità di prede, come piccoli mammiferi, lucertole e anfibi, che costituiscono la loro dieta principale.
Una ricerca scientifica su tre individui conservati in Danimarca raccolti nel 1800 ha contribuito a ricostruire parte della storia genetica di questa specie. L'analisi del DNA di questi esemplari ha rivelato che la popolazione danese ormai estinta apparteneva al ceppo balcanico, collocando la sua origine al medio Olocene, periodo in cui le alte temperature avevano favorito la diffusione di questa specie anche più a nord, trasformando la vecchia popolazione danese in una popolazione relitta.
Sebbene queste analisi siano state limitate dalla degradazione del DNA, esse dimostrano il loro potenziale per comprendere meglio l'evoluzione delle specie.
Riproduzione e tecnica di difesa
Il suo territorio è in genere poco superiore a un ettaro, ma un maschio può percorrere anche 2 km alla ricerca di una femmina per l'accoppiamento che avviene tra maggio e giugno e può essere preceduto da un combattimento tra maschi; il corteggiamento consiste in una "danza" elegante, in cui la coppia assume la forma ad "S" con le code intrecciate. Dopo circa un mese e mezzo la femmina depone da 2 a 18 uova di forma allungata. La schiusa avviene tra fine agosto e i primi di settembre; i giovani nati, lunghi dai 12 ai 37 cm, sono subito indipendenti e normalmente vanno in letargo poche settimane dopo gli adulti.
Un comportamento interessante del serpente di Esculapio è la vibrazione della coda per spaventare i predatori, simile a quello di altre specie. In ambienti meno degradati questi serpenti tendono a crescere di dimensioni maggiori, un fenomeno osservato anche in altre specie simili.
Il serpente di Esculapio ha un valore culturale significativo. Nell'antichità, era associato a Esculapio, il dio della guarigione, e spesso veniva accolto nei templi a lui dedicati. Un serpente di Esculapio è raffigurato nel logo dei medici e della loro organizzazione più rappresentativa a livello mondiale, l'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
In Italia, questa specie è parte integrante di una tradizione religiosa: ogni primavera, nella processione di Cocullo, viene celebrata insieme ad altre specie, come il Cervone e il Biacco. Purtroppo, il serpente di Esculapio è minacciato in alcune zone d'Europa. La paura o l'ignoranza spingono spesso le persone a ucciderlo, nonostante sia innocuo.
Conservare il serpente di Esculapio significa non solo proteggere una specie fondamentale per l'ecosistema, ma anche preservare un simbolo del legame tra natura, scienza e cultura umana.
* Chi è Federico Crovetto
Federico Crovetto è nato a Genova nel 1987 dove ha studiato Scienze naturali, laureandosi alla triennale dell'Università con una tesi sui sistemi per indagare la dieta alimentare degli anfibi e una tesi magistrale sull'ecologia della lucertola agile in Piemonte.
Le conoscenze acquisite con gli studi accademici gli hanno permesso di avvicinarsi a soggetti per i più sconosciuti o mal visti, come anfibi, rettili e artropodi, suoi soggetti fotografici principali.
Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e ha pubblicato diversi articoli scientifici.
Le sue foto sono state pubblicate in alcuni libri tra cui l'ultimo: Italia in natura - Liguria e Piemonte, dove ha curato un capitolo.
Ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi di fotografia naturalistica internazionali.
Web: www.federicocrovetto.it
Instagram: @federico.crovetto
Facebook: Federico Crovetto Naturalist and Wildlife Photographer
