In Liguria, nella sua porzione più occidentale, vive un serpente che non si può trovare in nessun altro luogo d'Italia, il colubro lacertino (Malpolon monspessulanus).
Insieme al Cervone (Elaphe quatuorlineata) è uno dei serpenti più lunghi nel nostro Paese e addirittura d'Europa. Alcuni maschi raggiungono anche i 2 metri di lunghezza mentre le femmine tendono ad essere più piccole.
Il suo areale di distribuzione comprende l'Africa nordoccidentale, quindi Marocco ed Algeria, quasi tutta la penisola Iberica, buona parte del tratto costiero mediterraneo della Francia fino a lambire le coste liguri in Italia.
I fossili risalenti al Pliocene e al Pleistocene nella penisola iberica suggeriscono una colonizzazione probabilmente durante il periodo messiniano (5,3-5,9 milioni di anni fa), quando un collegamento terrestre tra il Nord Africa e la penisola iberica si formò in seguito all'essiccamento del Mar Mediterraneo. C'è stata poi un'espansione demografica e spaziale durante l'ultimo periodo glaciale, favorita dall'aumento degli habitat idonei, seguita da una retrazione in rifugi montani durante i periodi aridi.
Oggi frequenta habitat tipicamente mediterranei, si trova anche in boschi radi di latifoglie e arbusteti, ma non disdegna anche aree coltivate, oliveti, vigneti e persino giardini privati, con la maggior parte delle osservazioni all'interno di specifici parametri termici (temperatura media annuale di 13°C e media di luglio di 21°C), almeno in Liguria. La maggior parte degli avvistamenti avviene tra il livello del mare e i 200 metri, però è possibile incontralo fino ai 700 m s.l.m.
Un'analisi a lungo termine (1981-2014) ha rilevato una riduzione delle dimensioni corporee della specie nel sud della Spagna, attribuita al riscaldamento globale. Questo fenomeno è associato alla scomparsa degli individui più grandi, probabilmente a causa della loro maggiore vulnerabilità alle alte temperature e alla scarsità di prede di grandi dimensioni.
La dieta in Italia sembra essere concentrata soprattutto su altri rettili, principalmente sauri, in particolar modo la dieta dei giovani individui è costituita al 90% da lucertole, negli adulti c'è anche una maggior presenza di micromammiferi ed uccelli.
Nonostante sia una specie territoriale vi sono casi eccezionali dove alcuni maschi sono in grado di condividere porzioni di territorio, come dimostrato da uno studio su una zona perirubana in Francia.
Una particolarità di questo serpente è che si trata di un colubride opistoglifo: possiede denti scanalati per far scorrere il veleno nella parte posteriore della bocca, anzichè in quella anteriore come nei viperidi. Questa particolarità serve ad inoculare la tossina quando ormai la preda è già nella cavità boccale. La bassa possibilità di farsi inoculare questo veleno e la sua bassa tossicità nei nostri confronti, rendono questo serpente quasi del tutto innocuo.
Essendo una specie molto legata alle condizioni climatiche sono necessari studi per approfondire la conoscenza delle popolazioni attuali e per valutare gli effetti dei cambiamenti climatici, contribuendo alla conservazione di questa specie.
Chi è Federico Crovetto
Federico Crovetto è nato a Genova nel 1987 dove ha studiato Scienze naturali, laureandosi alla triennale dell'Università con una tesi sui sistemi per indagare la dieta alimentare degli anfibi e una tesi magistrale sull'ecologia della lucertola agile in Piemonte.
Le conoscenze acquisite con gli studi accademici gli hanno permesso di avvicinarsi a soggetti per i più sconosciuti o mal visti, come anfibi, rettili e artropodi, suoi soggetti fotografici principali.
Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e ha pubblicato diversi articoli scientifici.
Le sue foto sono state pubblicate in alcuni libri tra cui l'ultimo: Italia in natura - Liguria e Piemonte, dove ha curato un capitolo.
Ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi di fotografia naturalistica internazionali.
Web: www.federicocrovetto.it
Instagram: @federico.crovetto
Facebook: Federico Crovetto Naturalist and Wildlife Photographer
