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Valleandona, il borgo dei murales paleontologici

La piccola frazione di Valleandona, immersa nelle colline astigiane, punta a diventare "il borgo dei murales". Un sogno che nasce dal dialogo tra arte e paleontologia, due linguaggi capaci di raccontare – in modo diverso ma complementare – le profondissime radici del territorio.

  • Testo e foto di Alessandra Fassio
  • Ottobre 2025
Lunedì, 20 Ottobre 2025
Le autorità davanti a uno dei murales, in occasione dell'inaugurazione  - Foto L. Nosenzo Le autorità davanti a uno dei murales, in occasione dell'inaugurazione - Foto L. Nosenzo

Il primo passo concreto è stato compiuto nell'estate 2025 con la realizzazione del murale di Alessandro Battisti, inaugurato ufficialmente lo scorso ottobre sul muro sotto la chiesa di Nostra Signora Assunta. Un'opera imponente che unisce creatività e divulgazione scientifica, trasformando il borgo in una porta d'accesso ideale alle Valli del Mare e alla Riserva Naturale di Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande, cuore pulsante del Parco Paleontologico Astigiano.

Un viaggio nel tempo: dal Mare Padano ai mastodonti

Il murale è un racconto visivo di milioni di anni di storia. Sul grande sfondo si alternano antiche creature marine del Mare Padano, come balene e delfini, e l'imponente scheletro di mastodonte rinvenuto proprio a Valleandona nel 1881, a Ca' dei Boschi. Il fossile, oggi esposto al Museo Capellini dell'Università di Bologna, è un tesoro di straordinario valore scientifico e simbolico: sette metri di lunghezza e tre di altezza, acquistato dal professor Giovanni Capellini dal collezionista piemontese Filippo Cantamessa per dodicimila lire (circa cinquantamila euro odierni). Questi proboscidati preistorici vivevano nell'età Villafranchiana nelle zone paludose quando il mare Padano si stava piano piano ritirando. Si nutrivano di arbusti e frutti come il kiwi che trituravano con i loro grossi molari mammellonari da cui il nome deriva. camera-2112207 960 720

Non mancano nel murale i riferimenti alle specie fossili più tipiche, come Isognomon maxillatus e Glycymeris insubrica camera-2112207 960 720, molluschi che ancora oggi è possibile osservare, accompagnati dalle guide del Parco, negli affioramenti attrezzati della riserva paleontologica. In particolare Isognomon è una conchiglia fossile madreparlacea che si può osservare in strati molto densi per venti metri circa lungo la parete sabbiosa ma per molti chilometri in tutto l'astigiano. Questi molluschi vivevano a circa quindici metri di profondità in un ambiente di mare caldo subtropicale in aree di crescita delle mangrovie. Il mollusco Glycymeris insubrica, invece, viveva in fondali più profondi 30-40 metri e si può ammirare nel nuovo affioramento denominato "Gonella" dove i gusci sono perfettamente conservati e in connessione anatomica.

"Street Art sulle colline del mare"

L'opera di Valleandona si inserisce nel progetto "Street Art sulle colline del mare", promosso dal Distretto Paleontologico dell'Astigiano e del Monferrato, dal Parco Paleontologico Astigiano e dalla Square23 Gallery di Davide Loritano.

Un percorso diffuso di arte contemporanea che unisce oltre venti murales e installazioni ispirate al tema paleontologico, disseminati nei borghi e nei paesaggi dove la storia geologica ha lasciato il suo segno. Tutte le opere sono raccolte nel sito di "arte in collina".

Il murale di Battisti è stato realizzato anche in occasione dei 40 anni della Riserva Naturale di Valle Andona, Valle Botto e Valle Grande, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Un sogno collettivo: il borgo dei murales

Durante la cerimonia di inaugurazione, don Luigi Berzano, parroco e anima della comunità, ha rilanciato una visione ambiziosa, quella che Valleandona diventi il borgo dei murales, uno per ogni casa, a partire dagli edifici pubblici. camera-2112207 960 720 L'idea è quella di far rientrare Valleandona tra i 150 borghi italiani che si distinguono per un simbolo identitario forte. In questo caso, la paleontologia diventa il filo conduttore che lega storia naturale, comunità locale e bellezza paesaggistica.

Nuove prospettive per il Parco Paleontologico

L'inaugurazione ha rappresentato anche il primo saluto pubblico della nuova presidente del Parco Paleontologico Astigiano, Sara Rabellino, che ha sottolineato l'importanza di unire tutela e valorizzazione e ha sottolineato l'apprezzamento per un progetto che coinvolge le comunità e lascia un segno visibile sui territori e ribadito l'impegno a lavorare sulla tutela e conservazione delle aree protette, ma anche sulla loro fruizione e promozione. Foto 4 Il prossimo anno infatti verrà inaugurato un nuovo affioramento fossilifero che mette in luce nuovi strati di fondale marino più profondo datati a circa 3 milioni e mezzo di anni fa, un vero e proprio museo a cielo aperto, fatto resti fossili che raccontano la nostra storia geologica in modo accessibile a tutti.

Un territorio da leggere e da esplorare

Nel frattempo, al Parco Paleontologico di Asti, è disponibile il numero speciale di Piemonte Parchi "Fossili, memorie di un territorio" interamente dedicato alla paleontologia. Le prime sessanta pagine sono focalizzate sul territorio astigiano. È un sogno che si realizza: un volume che unisce divulgazione, ricerca e amore per il territorio. Centotrenta pagine per un viaggio tra antichi squali del Monferrato, spiagge di cristalli lungo il Tanaro, elefanti della Val Cerrina e altre meraviglie che rendono il Piemonte un laboratorio naturale unico al mondo.

Con il murale di Valleandona, l'arte incontra la scienza e insieme disegnano un paesaggio che parla di passato, ma guarda al futuro dove la paleontologia non è solo ricerca, ma anche identità, memoria e bellezza condivisa.

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