Da quest'anno l'Ente Parco ha avviato un approfondito monitoraggio dell'avifauna nei quattro Siti Natura 2000 di cui ha la gestione: Valmanera, Stagni di Belangero, Verneto di Rocchetta Tanaro e Parco di Rocchetta Tanaro.
L'iniziativa, condotta con il supporto di Mario Cozzo, ornitologo dell'ISPRA e la collaborazione dei volontari del Gruppo Piemontese Studi Ornitologici (GPSO), si pone un obiettivo ambizioso: "fotografare" la ricchezza e lo stato di conservazione delle comunità di uccelli nei diversi periodi dell'anno – nidificazione, migrazione e svernamento.
Una fotografia stagionale della biodiversità
Il monitoraggio prevede rilievi sistematici ripetuti in primavera (aprile-maggio), autunno (settembre) e in pieno inverno (dicembre). I primi risultati, relativi alla stagione riproduttiva appena conclusa, sono più che incoraggianti: sono state infatti osservate ben 73 specie nidificanti, un dato che testimonia la buona qualità ambientale delle aree indagate.
Le specie più comuni appartengono agli ambienti boschivi, habitat dominante nei Siti Natura 2000 astigiani. Tra le più osservate troviamo la capinera, il colombaccio, il pettirosso, il merlo, l'usignolo e la cinciallegra.
L'usignolo, unico migratore a lungo raggio del gruppo, ci ricorda la dimensione globale della migrazione: in autunno attraversa il Mediterraneo e il Sahara per trascorrere l'inverno in Africa subsahariana.
Specie più esigenti, come il rampichino comune e il picchio muratore, segnalano invece la presenza di boschi maturi, elementi fondamentali per la biodiversità.
La Riserva Naturale degli Stagni di Belangero
Gli ambienti umidi, seppur limitati, rappresentano un tassello prezioso della rete ecologica locale. Sebbene di dimensioni non eccezionalmente estese, l'area degli Stagni di Belangero, resiste ancora e costituisce per la provincia di Asti una rilevante zona di nidificazione, passaggio e svernamento per molte specie di uccelli.
Numerose sono le specie che a Belangero e in altre zone umide dell'Astigiano, è possibile avvistare o contattare attraverso versi e canti durante i vari periodi dell'anno.
La stragrande maggioranza dell'area è costituita da campi coltivati e da colture di pioppo. Bordi naturaliformi sono principalmente presenti lungo le rive del corso del Tanaro, e qua e là in alcune bordure tra i campi. La vegetazione è fortemente costituita da specie alloctone, in particolare dal falso indaco (Amorpha fruticosa) e robinia che sono caratterizzate da bassi livelli di biodiodiversità.
Laddove sono presenti siepi più o meno alberate, con ricca vegetazione spontanea e autoctona, troviamo nidificanti il canapino
, il saltimpalo, l'usignolo, la capinera, la sterpazzola.
Nei pioppeti coltivati trovano posto per la nidificazione la cornacchia grigia, il rigogolo, il picchio verde, il picchio rosso maggiore, lo storno, il lodolaio. Più legati invece alle alberature non coltivate e lasciate libere di crescere in boschetti di latifoglie anche con altra vegetazione spontanea alla base, troviamo la ghiandaia, il rampichino, il picchio rosso minore, la tortora selvatica, il colombaccio, il gheppio, la poiana, il falco pecchiaiolo, il falco pellegrino, il picchio muratore, il codibugnolo, cianciallegra, cinciarella, lo scricciolo, il pettirosso.
Anche il cuculo, trova nei nidi di alcuni uccelli passeriformi (ad es. codirosso, canapino), la possibilità di deporre un uovo per nido, lasciando alla cova e alle cure dei genitori adottivi, l'allevamento e svezzamento della propria prole.
I laghetti di Belangero e la vicina "Cascina Sardegna", sono il sito di nidificazione per gli uccelli acquatici, anatre, svassi e rallidi. Infatti, durante le uscite, si possono osservare sulla vegetazione galleggiante in mezzo all'acqua, nidi di svasso maggiore, di tuffetto, della gallinella d'acqua, di numerose folaghe. Nascosti invece nella vegetazione dei bordi degli specchi d'acqua, altre specie nascondono il loro nido: il germano reale, il fistione turco (specie rara di recente insediamento per la quale la nidificazione nelle zone umide astigiane assume valenza regionale)
, il tarabusino, il porciglione, e nelle rive terrose e sabbiose a picco sull'acqua, poco o nulla celate dalla vegetazione si può scorgere la cavità di nidificazione del martin pescatore. Gli stagni sono anche sede di passaggio e svernamento di altri anatidi come ad esempio l'alzavola, la marzaiola, il mestolone, il codone, la moretta mentre più raramente si può osservare la Cicogna nera
.
Il relativo scarso disturbo recato all'area dalle attività antropiche, alcune specie trovano modo di riposarsi e rifocillarsi durante il passaggio migratorio, come beccafico, la balia nera, lo stiaccino, il prispolone, o altre che di passo perché non sussistono più le condizioni ambientali adatte alle loro esigenze ecologiche, come averla piccola e lo strillozzo, specie legate agli ambienti rurali ormai divenuti molto rarefatti.
Diverse anche le specie svernanti: l'averla maggiore, il migliarino di palude, il lucherino, la pispola, la passera scopaiola, il regolo, e diversi limicoli come il piro piro culbianco, il piro piro boschereccio, la pantana, il beccaccino.
A volte diventano importanti dal punto di vista ornitologico aree eccezionalmente allagate, come è successo quest'anno, quando le piogge tardo primaverili hanno allagato un campo rendendolo idoneo alla nidificazione del cavaliere d'Italia, piccolo trampoliere migratore che nidifica a terra costruendo un nido spesso in prossimità o dentro l'acqua su piccole zolle di terra emergenti, predisponendo una leggera incavatura guarnita e rivestita da materiale vario vegetale o animale (piccole conchiglie, penne...) raccolto sul posto dalla coppia. Purtroppo, il proprietario del campo lo ha prosciugato precocemente mandando così a monte la nidificazione ormai in stadio avanzato.
Tra le specie legate agli ambienti fluviali, o alle immediate vicinanze purchè siano zone umide, troviamo nidificanti la sterna comune, il corriere piccolo
, il piro piro piccolo.
Durante la nidificazione, riveste un ruolo importante la presenza di una importante sito di nidificazione di ardeidi e cormorani, che è la garzaia dell'Oasi urbana del WWF "La Bula", dove nidificano l'airone cenerino, la garzetta, l'airone guardabuoi, la nitticora, il cormorano, oltre che negli stagni le stesse specie citate già precedentemente per gli stagni di Belangero. Eccezionale la nidificazione dell'airone rosso documentata nel 2015 ![]()
Dati che diventano tutela
Lo studio non si limita a un semplice censimento. Al termine del progetto verrà redatta una checklist stagionale che documenterà per ciascuna specie la presenza nei diversi periodi dell'anno: nidificazione, migrazione e svernamento. Si tratta di uno strumento fondamentale non solo per la ricerca scientifica, ma anche per la gestione e la tutela dei Siti Natura 2000.
In base alla legge nazionale n.157/92 è infatti vietata la distruzione dei nidi su tutto il territorio italiano. Inoltre, le Misure di Conservazione specifiche per il Piemonte rafforzano ulteriormente la protezione degli uccelli selvatici e dei loro habitat riproduttivi.
Una rete che merita protezione
Il monitoraggio dell'avifauna nell'Astigiano conferma dunque che i Siti Natura 2000 locali sono in buono stato di conservazione, capaci di ospitare una ricca varietà di specie, dalle più comuni a quelle rare o legate a habitat specifici.
Questi risultati sottolineano il valore delle aree protette come scrigni di biodiversità, ma anche la necessità di mantenerle integre e gestite con attenzione.
Ogni canto di usignolo, ogni volo di cavaliere d'Italia, ogni colonia di aironi ricorda che la tutela della natura non è soltanto un dovere di legge, ma un patrimonio di bellezza e conoscenza da trasmettere alle generazioni future.
NB: Le foto di questo articolo sono di Carlo Nebbia