Molti riti carnevaleschi presentano attori dai mille colori, un anticipo di primavera.
Gli abiti, i copricapi, i nastri, gli oggetti della festa tradizionale tipica di questo periodo di passaggio evocano la speranza in una nuova stagione rigogliosa. L'inverno muore simbolicamente attraverso l'uccisione di diversi personaggi (il Carnevale, il Buffone, l'Arlecchino e altri ancora) che miracolosamente ritornano alla vita grazie a particolari riti, evocando, ogni anno, il prezioso ritorno della primavera. Un tempo ciclico e non lineare, tipico di un calendario rurale.
Così, terminato il periodo carnevalesco, riposte le maschere, ecco comparire nuove immagini di ritrovi, a volte davvero affollati, attorno a viali alberati, tinti di rosa o di bianco. Diverse sono le località che si attrezzano per attirare numerose persone desiderose, queste ultime, di potersi immergere, per qualche istante, in un'atmosfera primaverile fatta di colori e di profumi. Accanto al bisogno di dimenticare le problematiche della vita quotidiana, magari utilizzando un rito collettivo, è possibile aggiungere un pizzico di senso di solitudine, percorrendo qualche sentiero per rinnovare il senso di meraviglia che si apre quasi ad ogni passo grazie al meraviglioso agire del mondo della natura.
