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Le mille forme dell'acqua in inverno

In natura, durante la stagione invernale, ci si può imbattere nelle svariate forme che l'acqua assume in presenza di basse temperature e per fenomeni diversi.

  • Testo e foto di Bruno Usseglio
  • Febbraio 2025
  • Mercoledì, 26 Febbraio 2025
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Le mille forme dell'acqua in inverno

Cristalli

Frequentando l'ambiente esterno durante la stagione invernale, non è raro imbattersi in spettacolari paesaggi, modellati temporaneamente da cristalli, che ricoprono intere superfici, donando un colore bianco e creando suggestive cartoline. Queste formazioni possono però materializzarsi per fenomeni diversi.

La brina

Durante le notti invernali, con cielo sereno e assenza di vento, il vapore acqueo, venendo in contatto con una superficie fredda, con una temperatura inferiore a zero gradi, si congela. Si formano così dei cristalli, che possono crescere sino a qualche centimetro, e che rivestono con un ricamato abito alberi, cespugli e suoli. Nell'analisi del manto nevoso, l'Associazione Interregionale di coordinamento e documentazione per i problemi inerenti alla NEve e alle VAlanghe (AINEVA), identifica e codifica dei cristalli che si possono formare sulla neve: la brina di superficie. Questi cristalli si creano per sublimazione sulla superficie fredda della neve per trasferimento del vapore acqueo. Lo strato così costituito, però, anche se partecipa nel creare quello scintillio che attira l'attenzione e la meraviglia di tutti, si presenta molto fragile e, se inserito all'interno del manto nevoso (per nevicate successive), può rappresentare un piano di rottura e una superficie di scorrimento per le valanghe.

La galaverna

In altri casi, invece, si può assistere a un panorama ancora diverso: può succedere, inoltrandosi in un ambiente con rilievi, di notare i versanti "colorati di bianco" per una più o meno ampia fascia orizzontale. Quest'ultima, vista da vicino, risulta essere costituita da cristalli di ghiaccio a forma di aghi o di scaglie. Siamo davanti alla formazione di galaverna, prodotta dalla presenza di nebbia e temperature inferiori a zero gradi. Le goccioline d'acqua, in equilibrio instabile, rimangono sospese allo stato liquido, ma quando incontrano una superficie fredda, il loro equilibrio si infrange, e si congelano.

La neve pallottolare

Un altro effetto che si può riscontrare, è la neve pallottolare, quando cioè sembra nevicare a piccoli pallini. L'AINEVA la definisce come una forma particolare di neve fresca costituita da cristalli brinati, ovvero da cristalli sulle cui facce si sono congelate, durante il processo di crescita, le gocce d'acqua sopraffusa presenti nella nube. Anche questa tipologia di neve, se compresa all'interno di uno strato nevoso, può diventare un piano di scorrimento per le valanghe.

Diversi siti forniscono approfondimenti sulla sicurezza in montagna e la meteorologia alpina, fra questi quello dell'AINEVA 

 

 

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