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Stambecchi all’alba

Cronaca di un'ordinaria giornata di monitoraggio degli stambecchi del personale dell'Area di conservazione e gestione della biodiversità dell'Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie.

  • Testo e video di Bruno Usseglio
  • Febbraio 2025
  • Venerdì, 28 Febbraio 2025
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Stambecchi all’alba

La sveglia

Quando fa freddo il suono della sveglia è davvero sconsolante. Il tepore sotto le coperte non invoglia il corpo ad alzarsi nella consapevolezza delle temperature che si possono trovare all'esterno. Ma senza quasi sapere il perché, si è in piedi. Ci si prepara, si mette qualcosa di caldo nello zaino e si esce di casa. Il ritrovo avviene quando ancora è buio. Uno scambio di saluti con gli altri operatori, un breve viaggio in auto per raggiungere il luogo di partenza. Verificata l'attrezzatura, compresa quella di sicurezza, occorre avviarsi a piedi verso la zona da monitorare, inserita all'intero di un'area protetta piemontese. Oggi è infatti previsto un controllo invernale degli stambecchi.

La meta

Il sorgere del sole coglie gli operatori lungo il percorso di avvicinamento, sarà solo un'idea, ma i primi raggi del sole, perlomeno nei tratti con la giusta esposizione, riscaldano un po' il corpo e al contempo indicano che la meta non è lontana. Raggiunto un punto panoramico, sempre lo stesso nel corso degli anni, per avere dei dati comparabili, si dà uno sguardo d'insieme con i binocoli. Dopo un breve cercare, qualcuno indica un punto, ecco finalmente alcuni stambecchi. Femmine, giovani e un maschio dalla corporatura possente. Si può ora piazzare il cannocchiale, che consente di cogliere maggiormente i dettagli. Il maschio sembra irridere i nuovi venuti con una espressione irriverente. In realtà siamo a dicembre, nel periodo degli amori. Non è sicuramente interessato dalle lontane figure sottostanti, ma sta cercando di comprendere quando si presenterà l'attimo giusto per potersi accoppiare.

La parola dell'esperto

A questo proposito, il dott. Luca Maurino, dell'Area di conservazione e gestione della biodiversità dell'Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Cozie, con una pluriennale esperienza nello studio di questi animali, precisa: «Durante il mese di dicembre inizia la stagione degli accoppiamenti per questa specie e i maschi cominciano a concentrarsi nei quartieri invernali dove sperano di potersi accoppiare con le femmine. Non tutti avranno questa possibilità, solo quelli adulti e più forti riusciranno in questa impresa (per gli altri occorrerà aspettare l'anno prossimo). Questa specie è caratterizzata da un forte dimorfismo sessuale con i maschi che sono molto più grandi e robusti delle femmine. I maschi, per poter avvicinare le femmine, hanno sviluppato una serie di comportamenti che ai nostri occhi possono sembrare buffi: abbassare le corna, fino a sfiorare la schiena, indica una mancanza di aggressività; mentre annusare e aprire le labbra serve per capire se le femmine sono in estro, come si vede al termine del video».

Si ringraziano Luca Maurino, Patrick Stocco, Arcangelo Vita.

 

 

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