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Sirfidi, gli impollinatori che rivelano talenti

Piemontese e biologo dell'ambiente: Umberto Maritano studia gli impollinatori e sviluppa nuovi protocolli di allevamento di specie autoctone per contrastare organismi patogeni in agricoltura. Il suo obiettivo? Lavorare insieme a chi si occupa di biodiversità in Piemonte e... aggiudicarsi prestigiosi riconoscimenti. 

  • Emanuela Celona
  • Dicembre 2025
  • Martedì, 2 Dicembre 2025
Nella foto, Umberto Maritano in un bioblitz a Dronero, nell'estate 2025  | Foto L. Astesano Nella foto, Umberto Maritano in un bioblitz a Dronero, nell'estate 2025 | Foto L. Astesano

È alla ricerca sui sirfidi che è stato destinato uno dei prestigiosi premi del National Biodiversity Future Center, aggiudicato a Umberto Maritano. Piemontese, il biologo dell'ambiente studia gli impollinatori e sviluppa nuovi protocolli di allevamento di specie autoctone per contrastare organismi patogeni in agricoltura. Il suo obiettivo? Lavorare insieme a chi si occupa di biodiversità in Piemonte.

Quando si pensa agli impollinatori, si immaginano api e bombi. Meno noti sono invece i sirfidi (Diptera: Syrphidae), piccoli ditteri spesso confusi con vespe e api per la loro livrea mimetica. Eppure, la ricerca scientifica degli ultimi anni li riconosce come impollinatori molto efficienti, in grado di visitare un'elevata varietà di fiori anche in condizioni climatiche variabili, ma anche predatori naturali di afidi durante lo stadio larvale di alcune specie (un servizio ecosistemico prezioso per la salute delle piante) e indicatori affidabili della qualità degli habitat, perché ogni specie è legata a microhabitat ben precisi (legno morto, colature arboree, bulbi, detrito vegetale umido, ecc.).

I sirfidi, quindi, sono ottimi alleati non solo per l'agricoltura sostenibile, ma anche per la gestione delle aree naturali. Comprendere con precisione la loro distribuzione, diversità e risposta ai cambiamenti ambientali permette di valutare lo stato di salute di un ecosistema in modo estremamente accurato.

Un premio per il monitoraggio dei sirfidi

Il National Biodiversity Future Center nel 2024–2025 ha avviato un ampio programma di formazione avanzata dedicato allo sviluppo di nuove competenze nel campo della biodiversità, ed è in questa cornice che è stato aggiudicato il premio alla ricerca sui sirfidi. Lo studio di Umberto Maritano ha dato, infatti, origine a una progettualità che ha ottenuto sia il premio iniziale a Roma per l'accesso a un percorso formativo, sia il premio finale a Venezia riservato ai 10 migliori talenti selezionati fra 60 partecipanti.

"Partendo dalla mia esperienza di ricerca sugli insetti impollinatori – spiega Maritano – e grazie a questa opportunità, si è delineata la possibilità di creare una realtà specializzata nello studio degli impollinatori, nel monitoraggio degli ecosistemi e nello sviluppo di protocolli innovativi di allevamento di specie autoctone volte al contrasto di alcuni organismi patogeni in agricoltura, riducendo così l'uso di fitofarmaci. L'obiettivo è lavorare insieme agli enti gestori delle aree naturali e agli organismi che si occupano di biodiversità in Piemonte".

Un database internazionale sulle comunità di sirfidi

"Il percorso formativo NBFC è stato avviato per creare consapevolezza sulle potenzialità delle metodologie innovative per il monitoraggio della biodiversità. Tra queste, uno strumento particolarmente interessante per le aree protette è Syrph the Net, un database internazionale che consente di analizzare le comunità di sirfidi e tradurre i dati raccolti in indicatori sullo stato di conservazione degli habitat. È una metodologia ampiamente riconosciuta in diversi contesti scientifici europei e che in Piemonte è già stata testata in progetti di monitoraggio forestale", spiega Maritano.

Il database permette confronti diretti tra siti diversi, individua rapidamente le carenze ecologiche di un ambiente (ad esempio mancanza di legno morto, scarsa eterogeneità del sottobosco, assenza di microhabitat umidi) e supporta le decisioni gestionali fornendo indicatori replicabili e standardizzati. Accanto a questi strumenti, l'impiego di tecniche come il prelievo di eDNA apre nuove possibilità per l'identificazione di specie rare e per progetti mirati di conservazione.

Un ponte tra ricerca e territorio: il ruolo dei parchi

Una parte significativa del lavoro premiato riguarda la collaborazione tra università, parchi naturali, associazioni scientifiche e progetti dedicati agli impollinatori.
"Il Piemonte è una regione ricchissima di habitat differenti: dalle faggete d'altitudine alle zone umide di fondovalle, dai vecchi castagneti ai mosaici agricoli tradizionali. In molti di questi ambienti i sirfidi non sono ancora stati studiati in modo sistematico e rappresentano una fonte preziosa di informazioni per valutare lo stato di salute dei boschi vetusti, la presenza di cavità naturali fondamentali per alcune specie rare e l'efficacia degli interventi gestionali, oltre alla connessione ecologica tra aree agricole e naturali", racconta Maritano. Collaborare con i parchi significa restituire al territorio il valore dell'investimento pubblico ricevuto grazie al programma NBFC: mettere conoscenze scientifiche e competenze tecniche a disposizione della comunità e trasformarle in strumenti utili per chi tutela la natura ogni giorno. Il Piemonte, con la sua rete di parchi e aree protette, è un laboratorio ideale per sperimentare buone pratiche e contribuire alla conservazione degli impollinatori più vulnerabili".

Impollinatori, competenze e biodiversità

"Il monitoraggio sui sirfidi si tradurrà in una start up che si occuperà di un'attività di allevamento potenziata per ottenere nuove specie autoctone da utilizzare nella lotta biologica in agricoltura contro organismi patogeni e nell'impollinazione in serre idroponiche. I test in campo saranno svolti grazie alla collaborazione di enti e aziende come la Fondazione Agrion, che metterà a disposizione colture per le prove scientifiche e fungerà da collegamento con gli agricoltori", spiega il ricercatore.

Secondo Maritano, il percorso NBFC ha mostrato come investire nella formazione possa generare un impatto sul territorio, creando nuove professionalità e metodologie operative per affrontare il declino della biodiversità. La start up sui sirfidi, infatti, assumerà una persona per i laboratori di allevamento e successivamente potenzierà l'organico, aprendo nuove opportunità di lavoro.

"Il mio impegno per i prossimi anni sarà lavorare fianco a fianco con enti pubblici, ricercatori e associazioni per rendere disponibili strumenti scientifici rigorosi ma immediatamente applicabili, nella convinzione che la tutela della biodiversità sia un percorso collettivo che parte dalle conoscenze, attraversa i territori e torna alla comunità", conclude il ricercatore.

Quando il PNRR funziona

Il National Biodiversity Future Center (NBFC) nasce da un finanziamento del PNRR – NextGenerationEU che nel 2024–2025 ha avviato un programma di formazione avanzata dedicato allo sviluppo di nuove competenze nel campo della biodiversità. Tra questi, il percorso Upskilling NBFC sulla tutela della biodiversità, che ha coinvolto giovani talenti provenienti da tutta Italia con l'obiettivo di trasferire conoscenze specialistiche utili alle sfide più urgenti: valorizzare la biodiversità anche attraverso nuove imprese innovative e figure professionali qualificate.

Si è trattato di un investimento interamente pubblico, pensato perché le competenze acquisite non restino nei laboratori ma si traducano in ricadute concrete per territori, aree protette e comunità locali.

Il percorso è stato multidisciplinare, con lezioni frontali con esperti di sostenibilità, economia d'impresa, Nature-Based Solutions e uscite sul territorio per visitare centri di eccellenza in Italia - come il CNR di Montelibretti, Aboca e le Foreste Modello nel Casentino – e all'estero, in Romania, con Fondazione Carpathia tra foreste primarie, bisonti e castori. 

 

Sullo stesso argomento:

Sirfide, bioindicatore della salute degli habitat (da Piemonte Parchi del 13/10/2022)

Sirfidi, ovvero i termometri degli ecosistemi (da Piemonte Parchi del 15/01/2021)

 

 

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