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Tra natura, scienza e sostenibilità al tempo dell’Antropocene

La struttura in vetro e acciaio, luminosa e green, richiama nel profilo le vette frastagliate delle montagne trentine. La forma dell'edificio, metafora della montagna, ordina il percorso espositivo dall'alto verso il basso. E' il MUSE di Trento, potente progetto architettonico di Renzo Piano e vero scrigno di conoscenza per le generazioni di oggi e di domani.

  • Adele Gerardi (Ufficio stampa MUSE)
  • Novembre 2025
  • Martedì, 18 Novembre 2025
Il MUSE  Il MUSE

Immerso nello splendido scenario delle Dolomiti, il Museo delle Scienze di Trento (MUSE), non è solo un potente progetto architettonico di Renzo Piano, è un vero e proprio scrigno che custodisce la storia della vita e l'anima del territorio alpino. Le sue collezioni sono un ponte tra il passato geologico e il futuro della sostenibilità, offrendo percorsi di conoscenza che coinvolgono il pubblico con una narrazione dinamica delle scienze naturali, resa possibile da esperienze sensoriali e immersive. Il MUSE coniuga i contenuti dei musei di storia naturale con le modalità di interazione dei più moderni science centre. Qui, il pubblico è il vero protagonista della visita grazie a exhibit interattivi e installazioni multimediali.

L'architettura che emoziona

L'edificio con la sua struttura in vetro e acciaio, luminosa e green, richiama nel suo profilo le vette frastagliate delle montagne trentine. È un inno alla sostenibilità e un legame tra la natura e le conoscenze scientifiche custodite al suo interno. Un equilibrio di vuoti e pieni, che prepara la mente a un'esplorazione verticale della vita sui monti: il percorso espositivo si sviluppa su più piani, seguendo un filo conduttore tematico che va dalle vette alla profondità della Terra, in un viaggio che racconta la vita sul nostro pianeta, attraverso la lente di lettura della montagna.

Dalle vette all'infinitamente piccolo

La forma dell'edificio, metafora della montagna, ordina il percorso espositivo dall'alto verso il basso. La visita inizia dalle alte vette dove si tocca con mano un vero ghiacciaio per conoscerne anche l'impatto dei cambiamenti climatici. Poi si scende gradualmente attraversando i diversi ambienti naturali che cambiano a seconda dell'altitudine: è un'immersione nella geologia, nella flora e nella fauna alpine, con installazioni interattive che rendono tangibile l'ecosistema montano.

Si esplorano così la storia geologica e l'incredibile varietà di vita che lo popola. Il percorso naturalistico si conclude al piano interrato con il racconto dell'origine della vita. In esposizione si incontrano scheletri di rettili terrestri, marini e volanti, che rappresentano anche il pretesto scientifico per analizzare i fenomeni di estinzione di massa.

Imperdibile lo scheletro dell'imponente balenottera che, sebbene si tratti di un cucciolo, domina lo spettacolare Big Void, lo spazio centrale del museo. L'esplorazione del museo diventa interattiva con installazioni iper-tecnologiche e postazioni hands-on. Il MUSE invita a sperimentare, mettere in discussione e conoscere divertendosi. È un luogo ideale per tutte e tutti coloro che mantengono viva la curiosità.

Aree tematiche

Un percorso orizzontale si giustappone a quello verticale, producendo un dialogo tra Alpi e resto del mondo, tra sensibilità locale e impegno globale.

La Galleria della Sostenibilità è uno spazio che approfondisce i temi dei 17 obiettivi sostenibili dell'Agenda 2030 dell'ONU, esplorando i molteplici futuri del pianeta. Il FabLab (Fabrication Laboratory) è un'officina aperta al pubblico che offre strumenti per la personal digital fabrication (stampanti 3D, laser cutter, ecc.). Il Maxi Ooh! (Bosco Sensoriale) è invece lo spazio dedicato a bambine e bambini da 0 a 5 anni in cui possono vivere un'esperienza plurisensoriale dell'ambiente del bosco misto alpino. Il Biotopo è un laghetto che si trova a pochi passi dal museo e che ospita piante acquatiche rare. Agorà, infine, è uno spazio collettivo e partecipato per discutere temi rilevanti come la crisi climatica, ecologica e sociale, e costruire futuri alternativi.

Un tuffo nella biodiversità tropicale

Una delle gemme nascoste del museo è la serra tropicale, una vera e propria immersione in una foresta pluviale in miniatura, che permette di scoprire la biodiversità delle foreste tropicali dell'Africa. Un contrasto sorprendente con il paesaggio alpino esterno.

La ricerca e il Museo esteso

Il MUSE svolge attività di ricerca interdisciplinare condotta in tre ambiti: ambiente e paesaggio, biologia della conservazione, clima ed ecologia. Oltre ad alimentare la programmazione culturale del museo, l'attività di ricerca, a forte carattere interdisciplinare, fornisce supporto ai progetti di documentazione e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale e di gestione dell'ambiente e della biodiversità. Ente di ricerca riconosciuto dal Ministero dell'Università e della Ricerca e dal Sistema Trentino di Alta Formazione e Ricerca (STAR), il museo collabora con centinaia di istituti di ricerca nazionali e internazionali. Il MUSE è anche il centro di una rete diffusa di musei e sedi territoriali: il Museo delle Palafitte del Lago di Ledro, sito Patrimonio UNESCO dell'Età del Bronzo; il Giardino Botanico Alpino Viote del Monte Bondone: uno dei più grandi e antichi delle Alpi, con oltre 1.500 specie di piante rare; il Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo: un viaggio nella storia geologica delle Dolomiti e ricca collezione di fossili; Il Palazzo delle Albere: sito nel parco del MUSE, l'edificio cinquecentesco ospita mostre temporanee di arte e scienza.

Il MUSE è infine l'unico museo italiano con una sede permanente all'estero, il Centro di Monitoraggio Ecologico e Educazione Ambientale dei monti Udzungwa, Tanzania.

Collezioni e progetti di digitalizzazione

Il patrimonio conservato nei depositi del MUSE, assemblato a partire dal XIX secolo, dimostra un forte legame con il territorio locale ed è un importante strumento conoscitivo della natura e del popolamento umano del Trentino. I reperti coprono un arco temporale che copre quasi 300 milioni di anni, sono oltre 5 milioni, mentre sono 336 le differenti collezioni.

Un patrimonio immenso, di cui solo l'1% si trova esposto nelle sale. la restante parte è costante oggetto di cura e studio da parte dello staff e rimane permanentemente a disposizione della collettività e della comunità scientifica. Le collezioni riguardano la Botanica, la Limnologia e Algologia, la Zoologia degli invertebrati e dei vertebrati, la Geologia, la Preistoria. Un patrimonio naturalistico e archeologico a cui - di recente - si è aggiunta la Collezione Antropocene MUSE: un percorso pluriennale tra arte e scienza per accogliere, comprendere e illuminare l'attuale crisi ambientale nella sua complessità.

GEOdi è un progetto che ha portato alla digitalizzazione e messa online di 11.500 reperti geologici e mineralogici appartenenti alle collezioni del MUSE e del Museo Geologico delle Dolomiti a Predazzo. L'obiettivo era quello di trasformare questi campioni in "Digital extended specimens", rendendoli un vero patrimonio collettivo accessibile a ricercatori, appassionati o semplici curiosi di tutto il mondo. Il progetto ha anche sviluppato alcuni strumenti di divulgazione coinvolgenti, come l'esperienza Multimediale in Realtà Virtuale (VR): tramite visori 3D, chi lo desidera può compiere un viaggio immersivo e coinvolgente alla scoperta della geologia e delle miniere del Trentino.

Conclusa la digitalizzazione di questa porzione delle proprie collezioni, il MUSE si sta ora dedicando (2025) alle collezioni botaniche e zoologiche. Sono già online buona parte delle collezioni entomologiche conservate a secco. Per le raccolte pubblicate, relative a 140.000 esemplari di lepidotteri, coleotteri ed emitteri, sono disponibili le immagini di tutte le scatole entomologiche e l'elenco completo delle specie contenute in ciascuna di esse. Per quanto riguarda l'erbario, che conserva più di 150.000 campioni botanici, sono ora in corso le attività di curatela preparatorie alla digitalizzazione.

MUSE per tutti: accessibilità e inclusione senza barriere

Accessibilità e inclusione sono parole chiave al MUSE e vengono declinate in un processo continuo per l'eliminazione delle barriere fisiche, sensoriali, cognitive e culturali. Le misure di accessibilità e inclusività si articolano su diversi livelli: dall'accessibilità strutturale e fisica, a quella delle persone con Bisogni Educativi Speciali o disabilità sensoriali, al Linguaggio Easy to Read (ETR) utilizzato per veicolare informazioni sul museo scritte in un livello semplificato, ma chiare ed efficaci.

L'impegno si traduce in un'offerta culturale sensoriale e cognitiva pensata per accogliere ogni visitatrice e ogni visitatore. 

Sono regolarmente proposte visite guidate a occhi chiusi e laboratori tattili e olfattivi che permettono alle persone con disabilità visive (e non solo) di "vedere" il museo con sensi diversi. Inoltre il museo è attento all'uso di linguaggi chiari e semplificati, con programmi e strumenti di mediazione culturale che facilitano la comprensione dei contenuti anche per persone con disabilità cognitive o linguistiche.

Vengono sviluppate specifiche attività e percorsi (come letture animate e laboratori inclusivi) che coinvolgono attivamente il pubblico con esigenze speciali, trasformando la visita in un'esperienza di crescita e confronto per tutte e tutti. Per le persone con disturbi dello spettro autistico è stato realizzato uno Spazio Calmo: un ambiente riservato con luci soffuse, colori, suoni e profumi per consentire una pausa rilassante dalla visita, fruibile in autonomia. La guida del museo in Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), che utilizza simboli, è disponibile per le persone che necessitano di un supporto comunicativo visivo.

Gli articoli "I Musei delle Meraviglie" sono curati da Sabrina Lo Brutto, Università degli Studi di Palermo e National Biodiversity Future Center; Vittorio Ferrero, Università degli Studi di Torino; Franco Andreone, Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Le foto di questo articolo sono state gentilmente concesse dal MUSE di Trento.