Il Museo di Zoologia e Casa delle farfalle dell'Università di Catania è il più antico Museo di Zoologia della Sicilia. Fondato nel 1853 dallo zoologo Andrea Aradas, assieme al Gabinetto di Zoologia annesso alla Cattedra di Zoologia, con sede presso il Palazzo Centrale dell'Università, fu trasferito nel 1923 presso l'attuale sede di via Androne, in un'ala di un edificio in stile Liberty costruita appositamente per ospitarlo ed al quale si accede oggi da via Lago di Nicito, con un ingresso indipendente rispetto a quello della sezione dei Biologia Animale del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali cui è formalmente annesso. Attualmente fa parte del Sistema Museale d'Ateneo (SiMuA) dell'Ateneo di Catania.
Il patrimonio storico
Il patrimonio, inizialmente costituito dalle collezioni dei Soci dell'Accademia Gioenia di Scienze Naturali e da una parte dalla Collezione malacologica Aradas, si è via via arricchito nel tempo grazie a donazioni e acquisti.
Due importanti collezioni ornitologiche furono donate al Museo agli inizi del secolo scorso: nel 1911 la Collezione del Circolo dei Cacciatori della Provincia di Catania (oltre 160 reperti di provenienza italiana) e nel 1923 quella del barone Michele Auteri, noto e facoltoso collezionista catanese della metà del XIX secolo, di circa 1.000 esemplari di provenienza prevalentemente extraeuropea, che annovera anche alcune pregiate campane di vetro, risalenti ad un periodo compreso tra la fine dell'800 e l'inizio del 900, contenenti variopinti uccelli esotici riuniti in base a criteri meramente estetici e non scientifici, che rivestono comunque un notevole interesse storico ed espositivo.
Le acquisizioni più recenti
Due reperti di particolare valore didattico sono il cranio di capodoglio ed un giovane di elefante africano, conosciuto come 'Menelik', dal nome dell'imperatore di Abissinia che lo volle donare a suo tempo al re d'Italia, che a sua volta lo diede alla città di Catania in segno di amicizia e in riconoscimento del simbolo cittadino.
Nel 1989 il Museo ha ulteriormente arricchito il proprio patrimonio scientifico con l'acquisto di due importanti collezioni ornitologiche (Baglieri e Baglieri-Benanti), comprendenti oltre 500 esemplari siciliani. Si tratta di collezioni di particolare rilevanza per lo studio dell'avifauna della nostra regione in quanto annoverano tutte le specie stanziali (con almeno un esemplare di ambedue i sessi in abito e non e anche pulli) e molte specie svernanti e di passo.
Nei primi anni '90 dello scorso secolo è stata acquistata la Collezione Briganti, ricca di circa 30.000 esemplari di Coleotteri Stafilinidi italiani e maghrebini, fra i quali sono presenti anche olotipi e paratipi, la maggior parte dei quali identificati dai maggiori specialisti.
Nello stesso periodo l'Istituto di Agrumicoltura Sperimentale di Acireale ha donato al Museo la Collezione Ragusa che consta di 88 scatole entomologiche contenenti circa 5.800 lepidotteri europei, 43 scatole contenenti circa 8.500 coleotteri europei e 89 scatole contenenti più di 18.000 esemplari della coleotterofauna siciliana. Per quanto riguarda quest'ultima è bene evidenziare che si tratta della più importante collezione coleotterologica siciliana che riveste un enorme valore storico e scientifico in quanto su di essa si basa il primo catalogo completo ed organico dei Coleotteri di Sicilia, che ancora oggi, a distanza di più di 150 anni, rappresenta un punto di riferimento per tutti gli entomologici che si occupano della coleotterofauna mediterranea ed in particolare di quella siciliana. La Collezione Ragusa è stata interamente restaurata nel 2002 grazie ai fondi del progetto Catania-Lecce.
Attualmente al piano terra del salone principale del Museo sono esposti circa 200 esemplari di vertebrati, in particolare mammiferi europei ed extraeuropei, tra cui un esemplare di orso bianco, un alce, una tigre, un leone ed una leonessa e numerosi altri felini, ma anche una ricca collezione di specie australiane, africane e americane.
Infine, nei magazzini sono conservate le collezioni scientifiche, frutto del lavoro dei docenti del Dipartimento, che annoverano più di 200.000 esemplari di invertebrati, fra i quali numerosi olotipi e paratipi.
La recente ristrutturazione e le nuove esposizioni
Il Museo è stato recentemente ristrutturato e riallestito seguendo un nuovo progetto espositivo che ha previsto l'eliminazione di tutte le vetrine tematiche e la sistemazione degli esemplari su pedane aperte in cui gli esemplari sono raggruppati secondo criteri sistematici o zoogeografici. L'idea è stata quella di sostituire la classica narrazione lineare sequenziale e, utilizzando un ambiente aperto e complesso, permettere una fruizione con un carattere spiccatamente emozionale, lasciando comunque possibile anche il classico approccio didattico. Tale nuova presentazione, basata sulla biofilia, è stata ampiamente apprezzata dai visitatori, tanto da portare ad un aumento considerevole delle visite, che dalla nuova riapertura, 9 luglio 2021, ha visto costantemente aumentare il numero dei visitatori arrivando alle attuali 20.000 unità all'anno, più del doppio rispetto al precedente allestimento.
Dopo la sua riapertura il Museo si è arricchito di nuovi spazi espositivi fra i quali sono da menzionare quello dedicato alla problematica delle specie aliene invasive realizzato nell'ambito di un progetto Interreg Italia-Malta (FAST, Figth Aliens Species Tranborder) e un altro dedicato alla evoluzione degli Ominidi ("Faccia a faccia con la preistoria") dove i calchi dei crani di otto specie di Ominidi, dagli Australopitechi ai Parantropi fino a diverse specie del genere Homo, sono ora associati alle ricostruzioni facciali degli stessi eseguite con tecnologie forensi.
Il progetto di ampliamento del Museo di Zoologia
Nel mese di luglio del 2024 è iniziata la ristrutturazione integrale dell'edificio contiguo al Museo, che ospitava la storica sede della sezione di Biologia Animale del Dipartimento. Al termine dei lavori, previsto nel 2027/2028, si registrerà una considerevole estensione degli spazi museali, che risulteranno più che raddoppiati rispetto alla situazione attuale, poiché la superficie espositiva e quella dedicata alle collezioni scientifiche del Museo di Zoologia si allargherà a tutto il piano terra dell'edificio, facendo diventare il Museo zoologico dell'Università di Catania il più grande della Sicilia e uno dei più grandi del meridione.
La Collezione di colibrì
Nella Collezione ornitologica Auteri sono presenti ben 217 esemplari di colibrì, che rappresentano una delle collezioni più ricche di specie e di esemplari di trochilidi custodite ed esposte nei musei naturalistici italiani.
La particolarità dei colibrì è quella di essere gli uccelli più piccoli del mondo; il loro peso medio varia, infatti, fra 3,5 a 9 grammi. È ben nota la loro capacità di librarsi, e, unici fra gli uccelli, di volare all'indietro, o addirittura capovolti, grazie anche all'elevata frequenza del loro battito alare che può variare, dai 10 agli 80 colpi al secondo. La loro dieta è prevalentemente nettarivora; nel suggere il nettare, il becco e il capo del colibrì rimangono intriso del polline dei fiori, e, quando questo si sposta da un fiore all'altro svolge il ruolo di impollinatore, così come le api, le farfalle e molti altri animali. Ciò rappresenta un tipico esempio di coevoluzione con vantaggio reciproco per ambedue le specie (mutualismo dispersivo).
Sono esclusivi del continente americano, concentrati nelle zone tropicali ed equatoriali, sebbene alcune specie siano presenti in regioni temperate e anche fredde come l'Alaska meridionale o la Terra del Fuoco.
Per approfondimenti:
Sito web del Museo di Zoologia dell'Università di Catania
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Instagram: muzoocatania