Primavera, periodo di rinascita: piante che fioriscono e... un piccolo di capriolo che spunta dall'erba!
In questa stagione è facile imbattersi in cuccioli di capriolo che, nascosti tra la vegetazione, aspettano l'arrivo della madre. È un comportamento noto come hider strategy: mentre la madre è lontana in cerca di cibo - e torna regolarmente per allattare il suo cucciolo e prendersene cura - il piccolo evita possibili pericoli rimanendo perfettamente immobile e mimetizzato nell'erba alta.
Un'altro animale che adotta una strategia simile è la lepre: durante il giorno la madre non resta con i cuccioli, ma torna da loro solo di notte per l'allattamento e per tutte le necessarie cure parentali. Svolti questi compiti lascia nuovamente i cuccioli per qualche ora. Una volta soli, i cuccioli si disperdono e si nascondono nell'erba per diminuire il rischio di predazione e aumentare così le possibilità di sopravvivenza.
Questo comportamento, per noi umani, è spesso difficile da comprendere. Se ci troviamo di fronte un cucciolo da solo, l'istinto ci spinge ad aiutarlo, ma quello che dovremmo imparare è che molto raramente la fauna selvatica ha bisogno del nostro aiuto.
Il piccolo immobile nell'erba sta facendo quello che secoli, se non millenni, di evoluzione hanno perfezionato: sparisce agli occhi del mondo, una strategia anti-predatoria estremamente efficace.
Cosa succede se l'essere umano interviene?
La presenza, il contatto, insomma il disturbo umano, oltre a non permettere alla madre di tornare dal suo piccolo, causa forte stress all'animale e lo spinge a muoversi, remando contro quell'istinto naturale che gli dice che la sua salvezza dipende proprio dall'immobilità e dal mimetismo.
Toccarlo, spostarlo o costringerlo a muoversi significa interrompere un equilibrio costruito da milioni di anni di selezione naturale e condannarlo a una vita in gabbia o alla morte.
Purtroppo continuano a verificarsi casi di contatto umano con questi cuccioli. Per questo motivo, le Aree Protette delle Alpi Marittime hanno avviato una campagna di comunicazione attraverso locandine sul territorio e divulgazione sui canali social e sul sito dell'Ente.
Questi mesi sono tra i più meravigliosi ma delicati per la natura e gli animali, moltissime energie vengono dedicate infatti alla crescita dei piccoli. Dai cuccioli che rimangono nascosti in attesa della madre, ai piccoli di camoscio e di cinghiale che invece la seguono ovunque, ai lupacchiotti che rimangono in tane sicure nelle prime settimane di vita, ogni specie adotta una strategia diversa ma per noi umani vale sempre la stessa regola: non avvicinare mai la fauna selvatica, ancor di più in questo periodo delicato in cui le madri sono pronte a tutto per difendere la prole.
Se vi trovate di fronte a un animale selvatico, dunque non avvicinatevi e soprattutto non toccatelo. Se vi sembra in difficoltà, contattate il Centro Recupero Animali Selvatici (C.R.A.S.) più vicino.