A dicembre 2025 è arrivato un inaspettato regalo direttamente dal Cantone del Ticino: il giovane gipeto maschio della prima coppia nidificante sul territorio svizzero ha finalmente rivelato la sua identità. Si tratta di Herculis (BG0849). Per comprendere l'importanza di questo "ritorno", è necessario tornare indietro di una decina di anni e raccontarvi la sua – e la nostra – storia.
Un salto nel passato
Nel secolo scorso, i gipeti sono stati additati come mangiatori di agnelli... E di bambini. Proprio per le false leggende che circolavano (per saperne di più guarda il video sul sito del Parco Alpi Marittime) la specie è stata perseguitata, cacciata e avvelenata, fino a essere dichiarata estinta sulle Alpi all'inizio del XX secolo.
È l'estate del 1993 quando i gipeti, grazie a un progetto internazionale promosso dalla Vulture Foundation Conservation, tornano a volare nel Parc national du Mercantour e nel Parco Naturale delle Alpi Marittime. Da allora, i Parchi hanno reintrodotto 45 esemplari, di cui gli ultimi due nell'area protetta italiana nel 2015: si tratta di Roman ed Herculis. Questi giovani maschi sono stati anche dotati di un trasmettitore GPS per seguirne i futuri movimenti.
A febbraio 2016, l'allarme. Il trasmettitore di Herculis non dà più segni di vita; il giovane gipeto è in difficoltà o, peggio, deceduto? Immediato l'intervento di una squadra del Parco Naturale Alpi Cozie – gli ultimi segnali del GPS arrivavano dal Parco Orsiera-Rocciavrè – che, fortunatamente, riesce ad avvistare Herculis in volo. Su un ripido pendio a circa 2400 metri la squadra trova anche il trasmettitore che, non si sa come, si era staccato.
Da quel momento è stato quindi impossibile tenere traccia dei movimenti del giovane gipeto e così, mentre Roman trova una compagna in Valle Maira e insieme portano con successo all'involo il primo – e anche il secondo e il terzo per il momento – gipeto nato nelle Alpi cuneesi, Herculis scompare letteralmente dai radar per quasi dieci lunghi anni.
Qualche anno dopo, a più di 300 km di distanza...
Facciamo un salto nel tempo, al 2020, e geografico, nel Cantone del Ticino. Si forma una coppia di gipeti composta da una femmina adulta e da un maschio giovane, dal piumaggio si presume che possa avere circa cinque o sei anni di età. La coppia viene monitorata con attenzione fin da subito perché la zona scelta da questi due gipeti è geograficamente molto distante dai due nuclei riproduttivi principali formatisi nell'ambito del progetto di reintroduzione della specie sulle Alpi: il nucleo Vallese/Aosta e Alta Savoia a ovest e il nucleo dei Grigioni e dello Stelvio a est.
Per diversi anni l'identificazione dei membri della coppia non è stata possibile, fino al dicembre scorso, quando è stato possibile leggere il numero identificativo presente sull'anello apposto alla zampa del maschio: ed ecco Herculis, vivo, vegeto e padre di due giovani già involati, Lepontino I e Lepontino II.
A ritrovarlo dopo tanto tempo e molto lontano dal luogo dell'ultimo avvistamento è stato Patrick Scimè della Associazione Ornitologica della Svizzera italiana Ficedula. La scoperta è stata confermata ufficialmente da Franziska Lörcher della Fondazione Pro Gipeto. La stessa ricercatrice che dieci anni prima aveva marcato un giovanissimo Herculis al momento del suo rilascio in natura!
La storia di Herculis, così come quella di Roman, è una testimonianza del successo del progetto di reintroduzione del gipeto nelle Alpi: dimostra come, grazie alla ricerca scientifica, al monitoraggio e a una buona dose di pazienza, una specie estinta per colpa dell'uomo può tornare a volare libera, riprendendo il suo ruolo fondamentale nell'equilibrio di un ecosistema.
