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Gli anfibi che respirano senza polmoni

Alla scoperta dei Plethodontidae, anfibi dalle caratteristiche e dalle abitudini peculiari e curiose di cui in Italia abitano otto specie, tutte di terraferma ma amanti dei luoghi umidi.

  • Federico Crovetto
  • Maggio 2023
Venerdì, 12 Maggio 2023
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Foto F. Crovetto Foto F. Crovetto

I Plethodontidae sono una famiglia di anfibi caudati che include quasi 500 specie e con l'abitudine comune di frequentare luoghi freschi e umidi. Questo è necessario loro per respirare, infatti sono caratterizzati dall'assenza di polmoni; la respirazione avviene per mezzo della cavità boccale e della cute, entrambe molto vascolarizzate, da qui la necessità di vivere in luoghi umidi poiché, in mancanza di umidità, la pelle diventerebbe secca e sarebbe per loro impossibile riuscire ad assorbire ossigeno.
Ma non è solo questo a rendere questi animali unici: vi sono alcune specie in grado di estroflettere la lingua e parte degli organi interni per circa l'80% della lunghezza del proprio corpo, a ricordare un po' i camaleonti, riuscendo così a catturare con più facilità le prede.
In Italia ci sono diverse specie di questi anfibi, tre sulla terraferma (Hydromantes strinatii, H. ambrosii, e H. italicus) e cinque in Sardegna (Hydromantes supramontis, H. imperialis, H. flavus, H. genei e H. sarrabusensis).
Come già accennato prima frequentano habitat umidi, di conseguenza uno dei luoghi prediletti sono le grotte e i sottoboschi umidi, in particolar modo vicini agli alvei dei torrenti di zone montuose. Ma vi sono specie in America prettamente arboricole.
Delle centinaia di specie presenti al mondo, nel continente paleartico vivono solo otto specie in Europa e una in Corea, scoperta nel 2005, la Karsenia koreana.
Le restanti sono distribuite tra il Nord America e l'America centrale e meridionale.
Anche il corteggiamento è unico: il maschio, dotato di solito di una ghiandola sotto il mento, chiamata appunto ghiandola mentoniera, sfrega energicamente il capo sulla testa della femmina, questo serve a trasmettere direttamente i feromoni tra i due individui.
Dopo alcuni movimenti rituali il maschio deposita una spermatofora, nella quale sono contenuti gli spermatozoi, vicino alla femmina, la quale avvicinandosi la "assorbirà" attraverso la cloaca.
La femmina poi deporrà delle uova, nella maggior parte delle specie sul terreno, in anfratti nascosti, in altre invece la deposizione avviene in ambiente acquatico. Ma vi sono anche specie vivipare.
Le specie italiane sono tutte terrestri, qui sono state studiate le cure parentali in soggetti sorvegliati da videocamere, le quali hanno registrato le femmine proteggere prima le uova, poi i giovani, da conspecifici.
Oltre a questo sono stati osservati spesso i piccoli sul dorso della madre e si è dedotto che questo comportamento serva a mantenere alta l'umidità della pelle dei giovani e a mantenere lontani batteri e funghi.

Pagina Instagram: @federico_crovetto

 

Foto F. Crovetto
Foto F. Crovetto

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