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Cammino del Piemontesud, i mulini del Parco Alta Val Borbera

Con la tappa n.4 del Cammino del PiemonteSud si entra nel cuore del Parco Naturale Alta Val Borbera.

  • Lorenzo Vay, Daniela Roveda
  • Gennaio 2023
  • Lunedì, 23 Gennaio 2023
Vegni e Agneto - Carrega Ligure (Parco Naturale Alta Val Borbera)  - Foto G. Gola (Archivio APAP) Vegni e Agneto - Carrega Ligure (Parco Naturale Alta Val Borbera) - Foto G. Gola (Archivio APAP)

Si parte dalla frazione di Fontanachiusa e inizialmente si segue il tracciato del sentiero CAI 241, che dopo un breve tratto su strada asfaltata piega rapidamente a sinistra su una vecchia mulattiera e scende fino a incontrare nuovamente l'asfalto in prossimità del ponte di ferro sul Rio Borbera. Attraversato il ponte si procede ancora per 50 metri su strada asfaltata e poi si riprende sulla sinistra il sentiero che si inoltra nel fiabesco bosco di castagni secolari camera-2112207 960 720. Dopo aver attraversato una piccola forra si continua a salire fino a intercettare una mulattiera che porta all'abitato di Magioncalda (941 m)camera-2112207 960 720. Sempre seguendo i segnavia CAI 241 si entra nella frazione e la si attraversa fino a raggiungere il piccolo parcheggio e la bella fontana frazionale. Si prosegue lungo la strada asfaltata in leggera discesa e in breve si raggiunge un bivio in corrispondenza del quale bisogna svoltare a sinistra per riprendere il sentiero. Poco più sotto è situato il Mulino di Magioncalda camera-2112207 960 720, mulino frazionale recentemente ristrutturato e riportato alla sua funzione originale, che merita di essere visitato con una breve deviazione. Ritornati sul tracciato del sentiero CAI 241 si procede ora su una strada bianca, anticamente utilizzata per congiungere le frazioni di Magioncalda e di Vegni. Seguendo l'orografia del crinale e i richiami bianco-rossi, il percorso tocca i piccoli nuclei disabitati di Casoni dei Risciotti camera-2112207 960 720 e di Chiapparo camera-2112207 960 720 camera-2112207 960 720. Le case, pur abbandonate e cadenti, mostrano una architettura con archi e terrazzini inusuale per le abitazioni dei contadini. Proseguendo si arriva ben presto ad incrociare la strada asfaltata che porta alla frazione di Vegni camera-2112207 960 720 e la si percorre per circa un chilometro fino a raggiungere il borgo dove, in prossimità del parcheggio, il sentiero CAI 241 termina ed è possibile fare rifornimento d'acqua presso l'antico lavatoio camera-2112207 960 720. Il percorso prosegue lungo il sentiero CAI 245, lungo il quale incontra un cancelletto di legno che delimita una proprietà privata e che bisogna ricordare di chiudere bene, e continua in ripida discesa. Tuttavia il sentiero è ampio e non presenta particolari difficoltà. Dopo una deviazione sulla sinistra ben segnalata si giunge al Mulino di Agneto, ristrutturato ma non più funzionante. Lasciando alle spalle il mulino, si prosegue per poche decine di metri sulla sponda destra del Rio Campassi fino a incontrare una scaletta in legno che porta al guado, realizzato con pietre piatte appositamente posizionate. Attraversato il rio si presentano due possibilità: proseguire lungo la sponda sinistra del rio lungo il sentiero CAI 245 oppure risalire direttamente sulla strada asfaltata seguendo il sentiero CAI 245a. Se il rio non è troppo turbolento si consiglia la prima opzione, che porta alla confluenza con un secondo rio che scende da Berga a formare il Torrente Agnellasca. Da qui si risale sulla sinistra per un centinaio di metri, si attraversa il torrente e lasciandolo alle spalle si prosegue su una sterrata fino a raggiungere la strada asfaltata. Abbandonati i sentieri, il cammino prosegue ora su asfalto per un chilometro e trecento metri, fino a raggiungere l'abitato di Agneto camera-2112207 960 720 camera-2112207 960 720, a quota 766 m. In corrispondenza del lavatoio si tiene la sinistra e si sale in direzione della chiesa seguendo il tracciato del percorso CAI 257a per circa due chilometri, fino fino a raggiungere la strada asfaltata che da Dova Superiore sale al Valico di San Fermo (1.129 m), posto al confine con la provincia di Genova e contrassegnato dalla presenza di una chiesetta. Nelle giornate terse, se non si è troppo stanchi, vale la pena effettuare una deviazione e raggiungere il valico, dal quale si gode uno splendido panorama, altrimenti si devia verso valle sulla strada asfaltata e dopo circa tre chilometri si raggiunge l'abitato di Dova Superiore, termine della tappa.

TAPPA 4 Fontanachiusa – Dova Superiore

Segnavia: C.A.I.

Località di partenza: Fontanachiusa 933 m

Località di arrivo: Dova Superiore 946 m

Dislivello in salita: 1.015 m circa

Dislivello in discesa: 997 m circa

Lunghezza: 19,1 Km

Tempo di percorrenza stimato, escluse le soste: 7 h

Difficoltà: Escursionistico

 

Tappa 1: Capanne di Cosola - Montaldo di Cosola

Tappa 2: Montaldo di Cosola - Cartasegna

Tappa 3 - il borgo fantasma di Connio

 

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