La dorsale che divide la Val di Susa dalla Val Chisone ha visto nel corso della storia lo svolgersi di diversi eventi, alcuni drammatici. Tra questi, quello più famoso, è sicuramente la sanguinosa battaglia dell'Assietta del 19 luglio 1747.
Noi concentreremo invece la nostra attenzione a quello che succede più di un secolo dopo.
Il 21 luglio del 1878 viene infatti inaugurata sul posto, dalla sezione CAI di Pinerolo, una lapide che ricorda la celeberrima battaglia e la morte di moltissimi giovani provenienti da molte nazioni europee, avvenuta su una ondulata prateria alpina fino a quel punto della storia poco conosciuta. Nel 1881 la lapide viene trovata infranta e la scultura d'aquila spezzata. Si pensa subito a un'azione promossa dai francesi, desiderosi di dimenticare quei tragici momenti, ma la realtà è ben diversa. I vicini d'oltralpe sono infatti innocenti. Vengono promosse delle inchieste che fanno luce sull'accaduto: si tratta di un atto vandalico compiuto da "inconscia ragazzaglia che, in baraonda, dal trar d'un ciottolo si lasciò trarre a sua volta alla rovina di civile lavoro su quelle selvagge balze".
La "bravata" era stata compiuta da nove ragazzi della zona, dai 14 ai 17 anni, che, non sapendo come vincere la noia, si erano dati al tiro al bersaglio.
La costruzione del monumento
Le sezioni del CAI di Pinerolo, Susa e Torino si attivano per reperire le risorse necessarie alla costruzione di una nuova opera. Ben presto si raccolgono oltre 5.000 lire.
Ecco come viene descritto il nuovo manufatto: "Tale progetto, in cui fu sviluppato il concetto di una piramide emesso sin dalla scorsa estate dal socio Cherubini Claudio capitano d'artiglieria, consta di una piramide quadrangolare dagli spigoli smussati (...) Base e piramide saranno costrutti in pietra del Malanaggio (valle del Chisone, inferiormente a Fenestrelle) lavorata a martellina grossolana, ed a martellina fina sugli spigoli".
In tutto si tratta di 120 blocchi formanti 22 corsi regolari che devono essere trasportati dal fondovalle alle creste dell'Assietta.
Terminata la piramide, sulla cima trova posto l'emblema sociale del CAI: un aquila con le ali spiegate per il volo.
Il 23 luglio 1882 il monumento viene inaugurato.
Sono presenti diversi rappresentanti della Reale Casa dei Savoia, dell'esercito e delle amministrazioni pubbliche locali, l'ingegnere Riccardo Brayda (autore del progetto), l'impresario Giuseppe Maggia (esecutore), il direttore dei lavori Blotto, lo scultore Davide Calandra, i rappresentanti di diversi stati in ricordo dei loro soldati coinvolti nella battaglia del 1747. A questi dobbiamo aggiungere circa 160 soci del CAI, 450 uomini di due compagnie alpine, 20 carabinieri, la banda musicale di Pinerolo e "le parecchie migliaia di alpigiani e la non piccola turba cittadina tratta colassù da ogni parte". Si stima complessivamente 5.000 presenti.
Oggi le testimonianze delle vecchie opere militari, con il monumento tardo-ottocentesco, sono inserite all'interno del Parco Naturale del Gran Bosco di Salbetrand (Parchi Alpi Cozie).