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Gesso e Stura, liberata una donnola nel parco

L'animale era stato curato e ospitato nel Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo

Mercoledì, 31 Agosto 2016

Una giovane femmina di donnola è stata liberata ieri sera dai volontari del Centro Recupero Animali Selvatici di Bernezzo nel Parco fluviale Gesso e Stura, dopo essere stata curata e ospitata nel centro fino a che ha raggiunto l'età adatta ad iniziare una vita indipendente. Nel centro la donnola è stata curata avendo l'accortezza di mantenerne le caratteristiche di selvaticità e non abituarla alla presenza dell'uomo: questo requisito è indispensabile per permetterle di fuggire le insidie che, volontariamente o distrattamente, gli uomini portano sul territorio.

La donnola (Mustela nivalis) è un carnivoro dalla forma allungata e flessuosa. Questo mustelide è specializzato nella caccia in tana ai topi e ai piccoli roditori. All'occorrenza può predare anche lucertole e perfino serpenti come il biacco. È in grado addirittura di cacciare le minilepri, nonostante la sua piccola taglia. Ne esistono diverse sottospecie ancora in fase di studio: alcune hanno la caratteristica di diventare bianche in inverno.

Prima della sua liberazione il Parco fluviale Gesso e Stura aveva piazzato foto-trappole e esaminato vari ambienti alla ricerca del sito migliore dove liberarla. Il lavoro dei volontari del Servizio Civile Nazionale in forza al Parco, del suo ricercatore scientifico e del personale di entrambe le strutture è servito ad individuare il luogo più adatto alla liberazione, in un'area composta di prati aridi, con cespugli e alcuni alberi nelle vicinanze, con abbondanza di prede di vario tipo, dove, senza rischi dovuti al traffico veicolare o all'eccessiva presenza dell'uomo, potrà vivere al sicuro.

Quando è stata liberata, dopo aver lungamente esaminato con grande prudenza i dintorni della gabbietta, la giovane donnola si è timidamente avventurata verso la sua nuova vita in libertà.

Un tempo le donnole erano molto più comuni di oggi. Questa liberazione è un piccolo ma importante passo per ripristinare l'originaria biodiversità dell'area, reso possibile dalla collaborazione fra le ricerche del Parco fluviale e il paziente, attento e continuo lavoro del C.R.A.S. di Bernezzo.

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