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Biodiversità, lavorare in sinergia per il “Massimo Impatto”

Quando la natura viene isolata e frammentata si indebolisce, proprio come avviene alle persone divise da guerre o calamità naturali. Per questo è nato il progetto "Massimo Impatto" che intende rafforzare e armonizzare le reti ecologiche di Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta e dare attuazione alla Nature Restoration Law. Vediamo insieme di che cosa si tratta in concreto.

  • Alessandro Paolini
  • Luglio 2026
  • Giovedì, 17 Settembre 2026
Immagine dalla pagina Facebook LIPU Immagine dalla pagina Facebook LIPU

Per capire il progetto occorre fare un passo indietro, al 17 giugno 2024, data in cui è stata finalmente approvata la Nature Restoration Law (Regolamento UE 2024/1991) per il ripristino degli habitat degradati in Europa, dopo un iter tortuoso e sofferto che ne ha in parte indebolito l'efficacia. Un risultato comunque importante per garantire la resilienza degli ecosistemi ai cambiamenti climatici e affrontare le sfide del futuro. Ma cosa comporta in concreto la norma?

La Nature Restoration Law e le reti ecologiche

Attualmente l'81% degli habitat europei è degradato da agricoltura intensiva, urbanizzazione, sfruttamento eccessivo delle risorse e inquinamento di aria, acqua e suolo. Uno degli obiettivi principali della Nature Restoration Law è quello di ripristinare almeno il 20% degli habitat degradati entro il 2030, per arrivare al 90% nel 2050. Fino al 2030 le attività si dovranno concentrare prevalentemente nelle aree protette a livello europeo, quelle che fanno parte della Rete Natura 2000, istituite sulla base della Direttiva Habitat e della Direttiva Uccelli. In seguito alla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione Europea la norma è diventata operativa dal 18 agosto 2024, con l'obbligo per gli stati membri, Italia compresa, di redigere i Piani nazionali per il ripristino ambientale.

Uno degli strumenti fondamentali per ottenere i risultati attesi è quello della rete ecologica.

Con questo termine si indica un sistema di aree e corridoi naturali che collega tra loro diversi blocchi di un certo habitat, permettendo agli animali e alle piante di muoversi, nutrirsi e riprodursi, con il fine ultimo di tutelare la biodiversità.

"Le popolazioni di flora e fauna fluttuano in base a diversi fattori" spiega Giuseppe Bogliani, zoologo già docente presso l'Università degli Studi di Pavia. "Per evitare estinzioni in alcune aree o densità di individui elevate in altre, occorre che vi sia uno scambio fra queste diverse aree, anche quando non contigue, secondo il principio dei vasi comunicanti. Questa funzione viene appunto assolta dalle reti ecologiche. Per permettere questa osmosi occorre stabilire delle fasce di minor resistenza, che consistono in porzioni di territorio permeabili agli spostamenti e percorribili dagli individui in dispersione da un frammento di habitat a un altro".  

Il legame fra Nature Restoration Law e reti ecologiche è strutturale: per raggiungere i target della prima, infatti, non basta proteggere singoli frammenti isolati, ma è necessario ricostruire la connettività ecologica attraverso corridoi che permettano il movimento delle specie, lo scambio genetico e la resilienza climatica.

Il Progetto Massimo Impatto

Dedicato alla memoria di Massimo Soldarini, storico responsabile dell'Ufficio Volontariato, Bilancio sociale e Progetti della Lipu e animatore di progetti legati alle reti ecologiche, scomparso nel dicembre 2024, il progetto Massimo Impatto si inserisce proprio in questo quadro. L'iniziativa si propone di promuovere la tutela della biodiversità attraverso il rafforzamento delle reti ecologiche con l'armonizzazione dei diversi disegni di rete in tre regioni diverse (Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta) in un unico studio di fattibilità.

Tale studio sarà finalizzato a trovare gli strumenti per mantenere e migliorare lo stato di conservazione di habitat e specie, così come previsto dalla Strategia europea per la Biodiversità al 2030, garantendone la piena funzionalità e connettività. Ma non basta: occorre sostenere l'applicazione della Nature Restoration Law a livello regionale, individuando aree di intervento all'interno delle reti ecologiche (aree prioritarie e connettività); integrare le esigenze di salvaguardia della biodiversità con quelle della pianificazione territoriale (a scala regionale, provinciale, comunale o dei parchi); comunicare e divulgare l'importanza del concetto di rete ecologica per il futuro della biodiversità, quale strumento di adattamento ai cambiamenti climatici.

L'iniziativa, guidata dalla Lega Italiana Protezione Uccelli Odv (LIPU) è promossa da Regione Piemonte, Valle d'Aosta e Lombardia e sostenuta da quattro Fondazioni bancarie delle regioni interessate (Le Fondazioni Cariplo, Compagnia di San Paolo, Cassa di Risparmio di Torino, Cassa di Risparmio di Cuneo) oltre che dalla Consulta delle Fondazioni di origine bancaria del Piemonte e Liguria.

"Il disegno di individuazione delle reti ecologiche è partito nel 2007 in Lombardia per proseguire poi in Piemonte e Valle d'Aosta, anche grazie al sostegno di progetti europei come LIFE NatConnect2030 e Interreg" spiega Claudio Celada, Direttore Area Conservazione della Natura della LIPU. "Massimo Impatto si propone di colmare i vuoti rimasti, armonizzando i disegni di reti ecologiche delle tre regioni interessate e, in futuro si auspica anche della Regione Liguria, collaborando con ISPRA e ripartendo in molti casi dagli studi e dai lavori già intrapresi in molte province. Il mondo è assai cambiato negli ultimi anni: la transizione verde è più difficile per il contesto geopolitico internazionale, il cambiamento climatico, il declino della biodiversità e delle risorse naturali. Secondo i dati del WWF la fauna mondiale è diminuita numericamente del 73% negli ultimi cinquant'anni. Tuttavia ambiente e biodiversità sono in cima a tutte le agende politiche, grazie alla crescente consapevolezza che occorre occuparsi delle tematiche ambientali anche per l'avvicinarsi dei cosiddetti "tipping points", ovvero dei punti di non ritorno oltre ai quali si innescano cambiamenti rapidi, autoalimentati e spesso irreversibili per l'ecosistema".

L'importanza della comunicazione

Fondamentale per il progetto "Massimo Impatto" è anche la comunicazione, che verrà sviluppata attraverso una campagna di comunicazione battezzata "Ben connessi".

In quest'ottica si colloca l'evento di lancio del progetto, svoltosi lo scorso 30 giugno al Museo regionale di Scienze naturali di Torino alla presenza dei principali attori come fondazioni bancarie, istituzioni, docenti, ricercatori e studenti universitari, enti territoriali e organizzazioni ambientalistiche.

"L'aspetto della comunicazione e della condivisione delle conoscenze e delle esperienze è centrale anche per Ispra, che da anni pubblica la rivista tecnico-scientifica online quadrimestrale Reticula, specializzata nei temi legati alla connettività ecologica, alle infrastrutture verdi, ai servizi ecosistemici e alla governance ambientale" racconta Serena D'Ambrogi di ISPRA. "Attraverso Reticula descriviamo esperienze che implementano le principali strategie europee come quella per le infrastrutture verdi, quelle europea e nazionale per la Biodiversità al 2030, e la Nature Restoration Law. ISPRA inoltre pubblica lo stato dell'arte qualitativo e quantitativo della connettività ecologica nelle diverse Regioni e Province autonome italiane. Tale quadro appare, al momento, molto disomogeneo a livello nazionale in riferimento ad approcci, strumenti, norme, strategie. Una disomogeneità che non è solo nazionale ma anche transfrontaliera e la cui risoluzione appare come la vera sfide per il futuro".

Per approfondimenti:

Una grande rete ecologica per il nord-ovest, parte il progetto Massimo Impatto (da Piemonte Parchi del 2/7/2026)

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