Stampa questa pagina

L'oca egiziana... tutt'altro che giuliva!

Come dice il detto popolare "A ciascuno le proprie oche sembrano cigni", ma occhio a non confondersi! Impariamo dunque a riconoscere questa intrusa, considerata sacra dagli antichi egizi, ma inserita tra le specie esotiche invasive nel nostro territorio.

  • Serena Fornò, Alice Gado
  • Marzo 2025
  • Martedì, 6 Maggio 2025
Oca egiziana - Alopochen aegyptiaca Wikimedia - Alexis Lours Oca egiziana - Alopochen aegyptiaca Wikimedia - Alexis Lours

Dall'Africa all'Europa e non solo...in un batter d'ali!

L'oca egiziana (Alopochen aegyptiaca) presenta un areale molto ampio che si colloca principalmente nella Valle del Nilo e nell'Africa subsahariana. Può effettuare migrazioni in risposta alle condizioni stagionali fino ad avvicinarsi alle coste del Mediterraneo meridionale. La sua introduzione in Italia è relativamente recente e principalmente dovuta all'importazione di esemplari per scopi ornamentali e di collezione all'interno di parchi e giardini privati. Nel corso degli anni, alcuni esemplari sono sfuggiti o sono stati intenzionalmente rilasciati nell'ambiente naturale, portando alla formazione di popolazioni selvatiche stabili, soprattutto nei pressi delle aree umide del Nord Italia. I primi avvistamenti in Italia risalgono al 1936 mentre l'osservazione della prima coppia nidificante risale al 1998, in provincia di Cuneo, dimostrando quindi l'adattabilità di questo uccello ai nostri climi.

Secondo i dati del sito di ISPRA sulle specie invasive, questa specie è stata osservata in numerose regioni italiane, dove si è adattata bene alle condizioni locali.

Come riconoscerla

Il nome generico, Alopochen, viene dal greco alōpēx ossia "volpe", e chēn ossia "oca", in riferimento al colore rossastro del dorso. Nel complesso questi animali sono di piccole dimensioni: apertura alare media di 130-150 cm e lunghezza becco-coda di 63-73 cm.

Le ali presentano sfumature brune e bande verdi e bianche. Il collo è beige nella parte superiore e grigio chiaro nel sottogola. Peculiari sono l'anello scuro, color rosso mattone, intorno agli occhi e l'attaccatura del becco marrone scuro, caratteristiche che le rendono piuttosto facili da riconoscere. Negli esemplari adulti i colori del manto sono più definiti, mentre non si manifesta un dimorfismo sessuale evidente come invece accade in altre specie comuni di uccelli acquatici camera-2112207 960 720.

Biologia e Habitat

L'oca egiziana potendo vivere in un'ampia varietà di habitat, risulta essere una specie estremamente adattabile. E' un uccello acquatico legato ad aree umide come laghi, paludi e fiumi ma, ad eccezione delle aree boscate, è solita frequentare anche spazi aperti. Principalmente erbivora, si nutre di erba, semi e foglie, integrando occasionalmente la dieta anche con piccoli invertebrati. La specie è nota per formare coppie monogame durature e difendere aggressivamente il proprio territorio, specialmente durante la stagione riproduttiva che si concentra tra aprile e luglio. I nidi, in cui vengono deposte fino a 16 uova, vengono solitamente costruiti a terra, vicino all'acqua, nascosti in anfratti fra la vegetazione, ma non è da escludersi la nidificazione sugli alberi, alla biforcazione dei rami.

Un intrusa dal carattere nervoso!

Gli impatti che questa specie potrebbe generare sui territori colonizzati riguardano diversi aspetti. L'eccessiva concentrazione di individui può causare danni all'ecosistema per calpestio da pascolamento, per l'accumulo di deiezioni e danni economici alle colture agricole. Inoltre, anche l'etologia della specie durante il periodo riproduttivo può creare disagio per i frequentatori dei parchi urbani e dei territori in cui l'oca egiziana si riproduce. L'estrema aggressività e territorialità della specie nel periodo riproduttivo è nota, tanto che sono state osservate addirittura delle coppie attaccare oggetti aerei, come droni, entrati nel territorio di cova. Le coppie vicine possono persino uccidere la prole di un'altra coppia per garantire la sopravvivenza dei propri pulcini e avere più risorse per sfamarli. L'oca egiziana si è anche rivelata opportunista, insediandosi spesso nei nidi di altre specie ed entrando quindi in competizione diretta con animali già presenti sul territorio, provocando in certi casi, l'abbandono dello spazio di covata.

Un'oca non vale un'altra!

A livello nazionale, sono presenti numerose specie di oche, sia residenti che migratrici. Tra le principali citiamo l'Oca selvatica (Anser anser) che è l'unica specie di oca autoctona nidificante in Italia, l'Oca lombardella (Anser albifrons): si tratta di una specie migratrice che sverna in Italia e, infine, l'Oca granaiola (Anser fabalis), presente come migratrice e svernante.

Queste specie contribuiscono alla ricchezza della fauna italiana e sono oggetto di interesse sia per gli ambientalisti che per gli appassionati di birdwatching. Viene quindi spontaneo chiedersi quali effetti potrà avere l'affermarsi dell'oca egizia sulle popolazioni di oche ed uccelli acquatici considerati stabilmente presenti nel nostro territorio. ISPRA, informa come siano già stati rilevati casi di ibridazione con altre specie di anatre e oche, solitamente con la produzione di ibridi sterili.

In Italia, l'oca egiziana è riconosciuta come specie esotica invasiva e poiché secondo le direttive europee e nazionali, le specie esotiche invasive possono rappresentare una minaccia per la biodiversità locale, la loro detenzione è soggetta a restrizioni per prevenire la diffusione incontrollata e l'impatto sugli ecosistemi nativi.

Per segnalazioni di avvistamenti sul territorio piemontese: INaturalist e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Per approfondimenti:

Piano Nazionale di gestione dell'Oca egiziana 2021