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La Natrice tassellata, esempio di adattamento e resilienza

Si tratta di una biscia relativamente diffusa che ama gli ambienti umidi e si caratterizza per la sua capacità di adattamento all'ambiente.

  • Testo e foto di Federico Crovetto
  • Giugno 2026
  • Martedì, 23 Giugno 2026
La Natrice tassellata, esempio di adattamento e resilienza

La biscia tassellata (Natrix tessellata) è una specie eurasiatica distribuita in un vasto territorio che va dalla Germania e dalla Svizzera fino alla Cina, al Pakistan e all'Egitto. Questo rettile acquatico si adatta facilmente a diversi habitat, inclusi ambienti urbani. Spesso viene avvistata in piena città a Roma, e predilige ecosistemi acquatici o paludosi, comprese le acque salmastre.

Grazie alla sua ampia distribuzione e alla presumibilmente grande popolazione, il suo stato di conservazione è classificato come "meno preoccupante" dalla IUCN, nonostante sia elencato negli allegati di protezione della Convenzione di Berna e della Direttiva Habitat.

La dieta

E' molto varia, riflettendo la sua capacità di adattarsi a condizioni locali diverse. Studi condotti su scala globale, dalla Svizzera al Pakistan e alla Cina, hanno identificato un totale di 113 taxa animali preda appartenenti a tre phyla principali: molluschi, artropodi e vertebrati. Tra questi, i pesci rappresentano l'80% della dieta, seguiti da anfibi, rettili, mammiferi, gasteropodi e insetti.

In generale pesci e anfibi costituiscono le prede dominanti in tutto il suo areale anche se ci sono eccezioni legate proprio alla loro reperibilità. Le popolazioni che vivono oltre i mille metri di altitudine, ad esempio, si nutrono prevalentemente di larve e anfibi adulti. Nei corpi idrici temporanei o stagionali il serpente dimostra una maggiore flessibilità alimentare, includendo specie terrestri nella dieta.
Questa diversità alimentare spiega in parte la sua capacità di colonizzare un territorio così vasto e diversificato.

Strategie di difesa

Tra le strategie di difesa adottate da questa specie, la tanatosi (finta morte) è una delle più peculiari. Questo comportamento anti-predatorio è spesso accompagnato da altre azioni, come la defecazione e l'autoemorragia (rilascio di sangue attraverso la bocca o il naso).

Uno studio condotto su 263 serpenti ha evidenziato che comportamenti come l'autoemorragia e la defecazione aumentano l'efficacia della tanatosi, riducendone la durata e consentendo una fuga più rapida. Questi comportamenti risultano meno comuni nei giovani serpenti, probabilmente a causa dei rischi associati.

Un rettile che ama le immersioni

Recenti osservazioni nel Lago d'Orta, in Italia, hanno documentato immersioni di questa specie fino a una profondità di 17 metri, superando il limite precedentemente conosciuto. Sebbene le ragioni di queste immersioni non siano ancora completamente chiare, si ipotizza che la termoregolazione possa giocare un ruolo chiave. Le acque più profonde, con temperature significativamente più basse, potrebbero offrire refrigerio durante periodi di aumento della temperatura negli strati superficiali.

Uno studio condotto sul Lago Balaton, in Ungheria, ha evidenziato come l'urbanizzazione possa influenzare positivamente l'abbondanza dei serpenti d'acqua. Fattori come la presenza di strutture artificiali, la copertura stradale e la vicinanza alle città forniscono rifugi, microhabitat e risorse alimentari più abbondanti.

Nonostante questi benefici, restano necessari ulteriori studi per valutare gli effetti a lungo termine dell'urbanizzazione sulle popolazioni di serpenti, considerando gli ormai conosciuti impatti sulla biodiversità e sull'equilibrio degli ecosistemi.

La natrice tassellata rappresenta un esempio straordinario di adattamento e resilienza. La sua dieta diversificata, i comportamenti anti-predatori complessi e la capacità di sfruttare habitat urbani e naturali dimostrano l'importanza di questa specie negli ecosistemi acquatici. Continuare a studiare le sue abitudini e le sue interazioni con l'ambiente è essenziale per garantirne la conservazione e comprendere meglio gli effetti dei cambiamenti climatici e dell'urbanizzazione sulla fauna selvatica.

 

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