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Uloborus plumipes, l'esperto nella filatura della seta

L'Uloborus plumipes è una specie di ragno originaria del Vecchio Mondo, ormai diffusa in numerosi paesi, compresa l'Italia. La sua presenza si è intensificata grazie all'importazione di piante in vaso, specialmente dall'Olanda. Questa specie prospera nelle serre, dove le temperature invernali sono mantenute ben al di sopra dello zero, svolgendo un ruolo significativo nel controllo naturale di alcuni insetti fitofagi.

  • Testo e foto di Federico Crovetto*
  • Giugno 2026
  • Lunedì, 15 Giugno 2026
Uloboru plumipes durante la filatura della seta Uloboru plumipes durante la filatura della seta

A riposo, Uloborus plumipes si mimetizza efficacemente, somigliando a un piccolo pezzo di vegetazione secca. Questo ragno costruisce una tela orizzontale cribellata di diametro fino a 30 cm, spesso visibile sulla sommità dei vasi delle piante. I suoisacchi con uova (cocoon), che variano dal marrone scuro al crema chiaro e hanno una caratteristica forma a stella, sono solitamente sospesi da una massa di seta cribellata grigiastra, rendendoli il segno più evidente della sua presenza.

Uloborus plumipes si distingue facilmente da Uloborus walckenaerius, grazie ai peli piumati sulla tibia del primo paio di zampe.

Adattamento morfologico del calamistro

Il calamistro è una struttura a pettine situata sulle zampe dei ragni cribellati, fondamentale per l'elaborazione delle fibre di seta. Uno studio recente ha analizzato questa struttura in tre specie: Uloborus plumipes, Zosis geniculata e Deinopis subrufa, rappresentanti delle famiglie Uloboridae e Deinopidae.

I risultati hanno confermato che il modello di produzione del filo cribellato precedentemente proposto per U. plumipes è applicabile ad altre specie, anche a quelle con calamistri morfologicamente diversi. Questo processo prevede un movimento coordinato delle zampe, dei filatoi e del calamistro per estrarre, lavorare e assemblare le nanofibre in un filo funzionale.

Nonostante le differenze morfologiche tra i calamistri delle tre specie studiate, è stata identificata una caratteristica comune: un'area superficiale dove passano le fibre cribellate. Questa zona è situata vicino alla punta delle setole in U. plumipes e Z. geniculata, mentre è posizionata vicino alla loro base in D. subrufa. La variazione nella posizione dell'area è correlata a differenze nell'angolo tra l'opistosoma e il filo prodotto.
Per mantenere un contatto ottimale tra le fibre e il calamistro, Uloborus plumipes e Zosis geniculata abbassano costantemente l'opistosoma durante la produzione del filo.
Deinopis subrufa, invece, mantiene il corpo fermo e regola l'angolo muovendo l'intera rete con le terze zampe. Questo comportamento è probabilmente legato alla necessità di mantenere il contatto costante con la zona di lavorazione.
Un elemento distintivo è la presenza di denti cribellati sul calamistro di D. subrufa, assenti negli Uloboridae. I ricercatori ipotizzano che questi denti facilitino la manipolazione del filo senza l'uso diretto dei filatoi, un adattamento essenziale per i ragni che non si muovono durante la costruzione della rete.

Lo studio dimostra che, nonostante le differenze morfologiche tra le diverse famiglie di ragni cribellati, il processo generale di produzione del filo è molto simile. Le variazioni nella forma del calamistro e nei comportamenti di costruzione delle reti rappresentano adattamenti funzionali che garantiscono un contatto ottimale tra le fibre cribellate e la superficie di lavorazione. Questi adattamenti permettono ai ragni di produrre fili estremamente efficaci, consolidando il loro ruolo di predatori specializzati negli ecosistemi in cui vivono.

 

Chi è Federico Crovetto

Federico Crovetto è nato a Genova nel 1987 dove ha studiato Scienze naturali, laureandosi alla triennale dell'Università con una tesi sui sistemi per indagare la dieta alimentare degli anfibi e una tesi magistrale sull'ecologia della lucertola agile in Piemonte.
Le conoscenze acquisite con gli studi accademici gli hanno permesso di avvicinarsi a soggetti per i più sconosciuti o mal visti, come anfibi, rettili e artropodi, suoi soggetti fotografici principali.
Ha collaborato con diverse testate giornalistiche e ha pubblicato diversi articoli scientifici.
Le sue foto sono state pubblicate in alcuni libri tra cui l'ultimo: Italia in natura - Liguria e Piemonte, dove ha curato un capitolo.
Ha ottenuto diversi riconoscimenti in vari concorsi di fotografia naturalistica internazionali.

Web: www.federicocrovetto.it
Instagram: @federico.crovetto
Facebook: Federico Crovetto Naturalist and Wildlife Photographer

 

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