Una casetta-nido per gli uccelli, un hotel per api solitarie... ci sono mille soluzioni diverse per favorire la natura nelle nostre città. A seconda dello spazio a disposizione, possiamo adottare interventi differenti, portando più biodiversità e benessere nelle nostre abitazioni.
In un mondo in cui ogni giorno ci sentiamo sopraffatti dalle notizie negative, è facile pensare di non poter fare nulla di concreto. Eppure, anche le piccole azioni possono avere un grande impatto, soprattutto se portate avanti da tante persone insieme. Le soluzioni basate sulla natura, in inglese Nature-based Solutions (NbS), sono interventi semplici e ispirati ai processi naturali che ci aiutano a incrementare la biodiversità attorno a noi e offrire un aiuto concreto alle centinaia di forme di vita che condividono la città con noi.
Ma perché la biodiversità è importante per noi?
Sentiamo spesso parlare di biodiversità, ma altrettanto spesso ci viene presentata come qualcosa di lontano: savane africane, foreste amazzoniche e così via.
E invece la biodiversità (ovvero la varietà di tutte le forme di vita) è molto più vicina di quanto immaginiamo: gli uccelli che cinguettano nel parco cittadino, le farfalle che visitano i nostri fiori sul balcone, i pipistrelli che banchettano intorno al lampione in cortile. In città, biodiversità significa proprio questo: le specie animali che condividono con noi la strada di casa o il cielo
(Gabbiani in volo su Torino - Foto S. Apicella).
La biodiversità è fondamentale perché porta con sé i servizi ecosistemici, cioè i benefici che la natura offre all'uomo, senza i quali la nostra stessa vita sarebbe compromessa. Alcuni sono quasi scontati, come la fornitura di Le acqua potabile, cibo e materiali. Altri riguardano la regolazione climatica, come l'assorbimento della CO₂ e il raffrescamento garantito dagli alberi (chi non cerca l'ombra in un afoso pomeriggio estivo?). E poi l'impollinazione: non viene svolta solo dalle api da miele, ma da tantissime altre specie selvatiche e fondamentali come bombi
(un bombo coperto di polline visita un fiore - Foto S. Apicella), api solitarie, vespe, farfalle, coleotteri e perfino alcuni uccelli.
La natura offre poi habitat diversi che ospitano altrettante specie: dai boschi periurbani agli ecosistemi fluviali incastonati nel tessuto cittadino. E ci regala benefici difficili da quantificare, ma forse tra i più importanti per noi, che vanno da quelli ricreativi a quelli estetici ed educativi. Sentire il canto degli uccelli, vedere fiori e farfalle colorate contribuisce enormemente al nostro benessere psicologico. Per questo è fondamentale integrare la natura in città e nella nostra vita quotidiana.
Architettura ispirata alla natura
Come fare quindi per portare più biodiversità nel quotidiano? Qui entrano in gioco le Nature-based Solutions, che possono consistere in interventi importanti, come tetti e pareti verdi o vegetazione integrata nei palazzi, ma anche micro-azioni in micro-spazi urbani (come balconi e terrazzi), facili da realizzare e alla portata di tutti.
Ecco alcune soluzioni basate sulla natura semplici da realizzare. Innanzitutto le cassette nido e le bat-box aiutano uccelli e pipistrelli a trovare un luogo sicuro per riposare e nidificare, soprattutto in città, dove i rifugi naturali scarseggiano. E i pipistrelli, oltre a essere affascinanti, fanno vere e proprie razzie di zanzare. Poi vi sono gli "hotel per insetti" che offrono rifugio a farfalle, coccinelle e api solitarie: un modo semplice per favorire ed osservare queste specie più da vicino, direttamente dal nostro balcone di casa, e per aiutare gli insetti che soffrono le temperature sempre più irregolari e la mancanza di siti naturali per nidificare o svernare.
Le cassette nido e gli hotel per insetti possono essere realizzati anche con materiali di recupero: vecchi bancali in legno, canne di bambù, cocci di terracotta, pigne o paglia... Un'attività divertente e sostenibile per creare un B&B per insetti cittadini.
E' semplice anche creare un'oasi per gli impollinatori. Basta scegliere piante con forme, colori e periodi di fioritura diversi per offrire polline e nettare durante tutto l'anno, anche sul balcone. Tra gli impollinatori non ci sono solo api e farfalle, ma anche vespe e coleotteri, meno amati ma importantissimi
(uno sfingide in visita su un balcone fiorito - Foto S. Apicella).
Si possono adottare anche altre buone pratiche ispirate alla natura. Innanzitutto piantare specie autoctone che favoriscano gli impollinatori, come timo, rosmarino e lavanda, oppure arbusti come rosa canina e biancospino, che forniscono bacche agli uccelli durante l'inverno. Offrire mangiatoie per uccelli nei mesi freddi e ciotole d'acqua fresca in estate, è utile a numerose specie, non solo agli uccelli.
Curare un orto urbano insieme a vicini e amici, permette inoltre di trasformare uno spazio comune in un piccolo angolo verde condiviso, evitando l'uso di pesticidi dannosi per gli impollinatori.
Partecipare a progetti di citizen science attivi sul territorio consente ai cittadini di conoscere meglio la biodiversità e contribuire alla raccolta di dati preziosi per i ricercatori.
Occorre ricordare che tutto ciò che a noi può sembrare "disordinato" in natura è spesso una risorsa: lasciare qualche zona di rifugio naturale, come cespugli o cumuli di legno e foglie secche, può offrire riparo a insetti e ad altri animali, come i ricci, arricchendo ulteriormente la biodiversità cittadina.
Il progetto UrbanBEE
È il progetto dell'Università di Torino per il monitoraggio delle api solitarie in città, che utilizza come NbS proprio i bee hotels. Per la primavera 2026 si cercano nuovi volontari che vogliano ospitare un hotel per api sul proprio balcone o giardino, all'interno della città metropolitana di Torino, e diventare cittadini scienziati.
Non sono necessarie competenze specifiche, serve solo un po' di curiosità: il bee hotel rimarrà a chi aderisce, come ringraziamento per la partecipazione. Occorre solo disporre di uno spazio esterno, mandare una foto del proprio bee hotel ogni settimana e avere tanta voglia di conoscere gli ospiti dell'albergo cittadino.
Vista la forte manifestazione di interesse, le iscrizioni al progetto UrbanBEE sono state prorogate e resteranno aperte fino al 10 febbraio 2026, termine ultimo per partecipare. Le candidature avvengono tramite un Google Form dedicato disponibile anche sulla pagina Instagram. L'obiettivo è coinvolgere ogni zona della città, così da costruire una mappa dettagliata della biodiversità urbana. La speranza è quella di vedere ogni quartiere di Torino coinvolto.
* Francesca Cochis è dottoranda all'Università di Torino, dove porta avanti il progetto UrbanBEE. Si occupa di biodiversità urbana, Nature-based Solutions e citizen science, con l'obiettivo di rendere le città più sostenibili e a misura di biodiversità. Segui il progetto UrbanBEE su Instagram (@myurbanbee_turin) per i prossimi aggiornamenti!