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Una foresta per due parchi

La foresta condivisa è l'ambizioso progetto definito dagli Enti di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino e del Po torinese che, a partire dal 1 gennaio 2021, si uniranno nel Parco del Po piemontese. Una bel progetto da raccontare, anche in occasione della Settimana di educazione alla sostenibilità, voluta dal Comitato per l'Educazione alla Sostenibilità - Agenda 2030 della Commissione Nazionale Italiana per l'UNESCO, che si celebra dal 23 al 29 novembre. 

  • Raffaella Amelotti
  • Novembre 2020
Venerdì, 20 Novembre 2020
Nella foto, ai lati Isola Colonia a Palazzolo vercellese; al centro un bosco nel parco  Nella foto, ai lati Isola Colonia a Palazzolo vercellese; al centro un bosco nel parco

 

Per fare un tavolo ci vuole il legno
per fare il legno ci vuole l'albero
per fare l'albero ci vuole il seme
per fare il seme ci vuole il frutto
per fare il frutto ci vuole il fiore
ci vuole il fiore, ci vuole il fiore,
per fare tutto ci vuole un fiore.

(Gianni Rodari e Sergio Endrigo)

 

Come non canticchiare subito il ritornello, nel leggere queste poche strofe? Una canzone che è stata  la colonna sonora di molti bambini cresciuti negli Anni '70, scritta da Gianni Rodari e con la musica di Sergio Endrigo, una canzone dal forte valore simbolico e che spiega come tutte le cose siano collegate tra loro. Un po' lo stesso valore simbolico che racchiude il progetto della foresta condivisa, diventata quasi una dote nuziale in vista del prossimo "matrimonio" tra gli Enti di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino e del Po torinese, ma anche un bel traguardo dopo un percorso di tutela del Fiume Po iniziato 30 anni fa. 

Gli attori

La realizzazione di una grande foresta lungo il Po piemontese è l'obiettivo e il coinvolgimento dei soggetti pubblici e privati - dagli Enti locali al semplice cittadino, dalle aziende agricole ad altre imprese private - è la modalità di esecuzione.

Ciascuno di noi può diventare partner della realizzazione, ognuno per le sue competenze e sensibilità; le Istituzioni rivestono un ruolo strategico di supporto dell'iniziativa e i Comuni sono il tramite nella comunicazione ai cittadini e forniscono i terreni in concessione.

I singoli cittadini e le associazioni possono essere ingaggiati come volontari per la piantumazione o per la custodia delle aree, mentre le aziende agricole contribuiscono destinando alcuni terreni alla riforestazione, all'arboricoltura da legno e alla formazione di praterie, oppure creando siepi e filari, usufruendo dei finanziamenti messi a disposizione dal Piano di Sviluppo Rurale. Possono inoltre essere convolte nella gestione delle praterie con interventi di sfalcio per la produzione di foraggi e pascolamento con il bestiame.

La presenza di fruitori e visitatori presso la foresta potrà favorire attività di vendita diretta dei prodotti e creare occasioni di ospitalità in azienda.

Un progetto sostenibile

L'idea è quella di piantare un albero per ogni abitante delle aree protette da qui ai prossimi 10 anni, andando a costruire 200 chilometri di "foresta di vicinato", raggiungibile dai cittadini dei centri abitati, situati nella fascia fluviale, con mezzi di trasporto "lenti", sostenibili.

L'obiettivo però non è semplicemente piantare alberi, bensì riqualificare il territorio secondo un approccio di infrastruttura verde e corridoio ecologico nell'ottica di riqualificazione ambientale della fascia fluviale del Po e della aree circostanti.

Il termine "foresta" comprende, dunque, un vasto sistema di aree naturali e seminaturali connesse tra loro: aree verdi periurbane, boschi naturaliformi, piantagioni potenzialmente permanenti di arboricoltura da legno, ma anche praterie con alberi, siepi campestri e boschetti, radure e zone umide di vario genere.

La strategia di azione si attua con l'individuazione e il recupero dei terreni necessari tramite accordi con le Amministrazioni locali, con la Regione Piemonte e con i privati, proprietari di terreni, investendo su spazi localizzati in luoghi strategici per la fruizione.

Gli alberi e gli arbusti messi a dimora appartengono alle specie autoctone tipiche dei boschi ripariali, quali, ad esempio pioppo bianco e pioppo nero, farnia, cerro, frassino maggiore, olmo campestre e olmo bianco, salice bianco, ontano nero, melo e pero selvatico, nocciolo e biancospino.

Gli obiettivi  

L'incremento della qualità ambientale e paesaggistica contribuisce al benessere psico-fisico dei residenti e determina sviluppo socio-economico, oltre che migliorare le condizioni ambientali del sito attraverso l'aumento di biodiversità, l'assorbimento della CO2 e il miglioramento della qualità dell'aria, la fitodepurazione delle acque, la laminazione delle piene, la stabilità idrogeologica dei terreni...

L'iniziativa è propedeutica alla realizzazione della dorsale cicloturistica "VENTO" (Venezia-Torino): è un progetto di territorio, così come la realizzazione di VENTO. Entrambe coinvolgono un bacino ampio con l'obiettivo di rigenerarlo attivando recuperi, occupazione, identità, dignità, socialità e urbanità.

Le due iniziative hanno l'obiettivo di ricucire la bellezza dei territori interessati.

L'iniziativa inoltre attua le indicazioni progettuali del Piano d'area e del Piano paesaggistico regionale, oltre che del Piano Forestale Regionale in materia di obiettivi ambientali, di protezione del territorio dai dissesti idrogeologici, di qualità ecologica del paesaggio, di offerta di fruizione pubblica.

I primi risultati  

E a circa un anno dalla presentazione del progetto ci sono i primi interventi concreti: a inizio ottobre, presso il Bosco Musolino di Valenza, sono state messe a dimora 500 piantine dedicate ai neonati della città. Querce, olmi, pioppi bianchi e aceri ampliano il bosco collocato sulle sponde del Po, nato nel 1996 e da allora sempre in espansione: un progetto dell'Amministrazione comunale, che ha trovato nell'Ent parco un convinto sostenitore.

Durante l'autunno nuove piantumazioni coinvolgeranno altre zone grazie all'interesse mostrato dalle Amministrazioni comunali impegnate nella realizzazione della foresta condivisa del Po piemontese con alcune aziende private che hanno già garantito il loro contributo.

L'azienda SandenVendo Europe di Coniolo ha concretizzato il suo sostegno al progetto con un primo contributo utile per la piantumazione di 300 alberi destinati al sito di Isola Colonia, a Palazzolo: qui, il 24 novembre, sono iniziati i lavori per la messa a dimora degli alberelli su di un terreno che il parco ha acquistato per questo progetto.

Sono in fase di apertura i cantieri nelle aree di Crescentino, Palazzolo Vercellese, Gabiano, Valenza, Bassignana, Alluvioni-Piovera e Castelnuovo Scriva, cui sono destinate 5200 piante.

SandenVendo ha deciso di dar vita al progetto Carbon Neutral, tramite il quale si propone di compensare l'inquinamento atmosferico dovuto all'attività aziendale in termini di tonnellate equivalenti di anidride carbonica. Ha deciso di finanziare il rimboschimento della zona con piante autoctone tramite un ente di protezione del territorio e ha scelto proprio le Aree protette del Po. 

La collaborazione proseguirà per consentire la compensazione delle emissioni proprie e improprie, ossia quelle emissioni non dirette dello stabilimento, ma che comunque partecipano al ciclo produttivo, seguendo gli standards e gli ambiti dettati dal Protocollo GHG (Greenhouse Gas).

Il 24 novembre 2020 parte così, a Palazzolo Vercellese, questo programma di sostenibilità con cui l'azienda spera di portare beneficio alla biodiversità della zona, alle comunità locali e alla qualità dell'aria, assolvendo anche a 3 obiettivi del programma ONU "Agenda 2030".

 

 

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