Stampa questa pagina

Dal Polo Nord al Piemonte, lungo la corsa delle plastiche

Si intitola 'Innesti Artici' la mostra ospitata negli uffici dell'Urp del Consiglio regionale che racconta l'inquinamento da plastica che ha raggiunto l'Artico.

  • Emanuela Celona
  • Gennaio 2019
  • Venerdì, 18 Gennaio 2019
Una bustina di snickers intrappolata nel ghiaccio della banchisa artica  (Foto F. Borgogno) Una bustina di snickers intrappolata nel ghiaccio della banchisa artica (Foto F. Borgogno)

E' stato lo scorso luglio - durante la spedizione di geofisica marina High North18 in Artico (7-26 luglio) - che Franco Borgogno, giornalista prestato alla divulgazione scientifica, ha osservato e documentato la presenza massiccia di oggetti o grandi frammenti di plastica vicino o dentro la banchisa polare, oltre 81° di latitudine nord, più di 130 chilometri a settentrione delle Isole Svalbard: una osservazione senza precedenti in Artico.

«Ci siamo spinti fin dove Google Maps finisce, afferma Borgogno. Nella spedizione a cui avevo partecipato nel 2016, sempre in Artico ma nel Passaggio a Nord Ovest e con gli americani del 5 Grey Institute, avevamo documentato per la prima volta la presenza di micro-plastiche (frammenti di 0,3-5mm) ma non di macro-plastica ( > 5 mm)» spiega il giornalista, mentre nella sua ultima spedizione sono stati ben 160 i frammenti documentati.

Frammenti che sono immortalati nelle foto della mostra del Consiglio regionale (in via dell'Arsenale 14/g, a Torino, aperta al pubblico fino al 15 febbraio 2019) che racconta come innesti della civiltà umana abbiano raggiunta la natura forte, assoluta e potente dell'estremo nord: «Veri e propri fantasmi o mostri che mettono a rischio la salute dell'intero oceano globale, fondamentale per la vita (non solo umana) sulla Terra», spiega Borgogno.

 

La plastica rinvenuta

La spedizione High North18 ha rinvenuto dal 16 al 19 luglio - dunque per tre giorni continuativi - grossi frammenti grossi di plastica dentro la banchisa. Il che significa un oggetto ogni 8 minuti, nell'arco di 300 metri di distanza.

I 160 oggetti rintracciati sono stati tutti localizzati, raccolti e distinti per tipologia e verranno analizzati dal dipartimento di Scienza applicata e tecnologia del Politecnico di Torino.
Il ruolo di Borgogno, come rappresentante dell'European Research Institute, è stato quello di campionare le microplastiche con il manta trawl (una sorta di pesca a strascico che è un sistema per il campionamento della superficie dell'oceano), documentarle, per poi divulgare e sensibilizzare la popolazione sul tema dell'inquinamento da plastica che ha raggiunto l'Artico.

«Certamente le macro-plastiche colpiscono di più l'immaginario collettivo, ma sono le micro-plastiche a essere più dannose perché riescono a entrare nel circuito alimentare. Per non parlare delle microfibre, quelle rilasciate, ad esempio, dagli indumenti nelle lavatrici», spiega il giornalista. Non tutti sanno, infatti che mentre le fibre di lana o cotone si sciolgono più facilmente, non si può dire lo stesso dei preparati sintetici.

 

La spedizione

Durante la spedizione geofisica High North18, guidata dall'Istituto idrografico della Marina italiana e parte di un programma pluriennale di ricerca della stessa Marina che coinvolge istituti nazionali come CNR, ENEA, OGS, INGV, ERI, sono stati pianificati una serie di rilevamenti e campionamenti (correnti, temperatura, ossigeno, fluorescenza, salinità, geologia...) per studiare le condizioni di salute dell'Artico, importanti per la salute dell'area del Mediterraneo ma anche per tutto l'oceano globale.

Il video

Oggi siamo talmente abituati a convivere con la plastica che siamo portati a pensare che possa trovarsi ovunque ma il paesaggio e la biodiversità dell'Antartide non sono ovunque. «Scendendo a -433 metri si scopre la straordinaria quantità di organismi che affollano le buie profondità dell'inospitale (per noi) Oceano Artico» racconta Borgogno. Una biodiversità che è in pericolo se si stima che, entro il 2050, la plastica presente in mare supererà il numero di pesci.

In un video che ci accompagna proprio in queste profondità artiche, è raccontata la vita che abita gli abissi, che più si scende e più diventa fitta.

 

 

Il buon esempio del Consiglio regionale

Per sensibilizzare la collettività sul problema dell'inquinamento da plastica, oltre alla mostra fotografica allestita presso i locali dell'Urp - peccato per la qualità della stampa delle immagini non sempre così nitida - il Consiglio regionale del Piemonte ha deciso di aderire alla campagna lanciata dal ministero dell'Ambiente denominata PlasticFree e, mentre già scoraggia l'uso di oggetti di plastica monouso nei propri uffici, esorta le scolaresche in visita nella sede legislativa a limitarne l'uso, obbligandole alla raccolta differenziata.
Una mozione per eliminare del tutto la plastica monouso dal grattacielo, futura sede dell'Ente regionale, è stata anche approvata di recente dallo stesso Consiglio regionale: c'è solo da augurasi che venga inaugurata quanto prima, poichè l'invasione della plastica non aspetta tempo.

Per saperne di più

Franco Borgogno ha raccontato la sua prima spedizione in Artico, avvenuta nel Passaggio a Nord Ovest con gli americani del 5 Grey Institute, in un volume intitolato 'Un mare di palstica - Gli sconvolgenti risultati di una missione scientifica attraverso il passaggio a Nord Ovest' che abbiamo segnalato nella nostra rubrica 'Il Segna-Libro'.

Questo, invece, il mini documentario sulla prima spedizione in Artico.

 

 

Potrebbe interessarti anche...

La crisi indotta dalla pandemia ha colpito duramente il turismo montano, in particolare l'industr ...
Le città del Piemonte sono più sostenibili che in passato e anche la qualità delle acque dei f ...
Un gruppo di abitanti e appassionati delle montagne della Val Varaita sta promuovendo la riscoper ...
La Direttiva Biodiversità 2021 impone alle Aree protette nazionali di incrementare le azioni di ...