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Acque del Piemonte: fare il bagno si può, però...

Anche per quest'anno, Arpa Piemonte conferma che nelle acque della nostra regione ci si può bagnare, ma avverte: gli ultimi fenomeni di contaminazione hanno determinato, già in questo quadriennio, la diminuzione della classe di qualità di tutte le acque, mettendo a rischio la balneazione nel prossimo futuro se  il problema non verrà seriamente affrontato.

  • Emanuela Celona
  • Giugno 2018
  • Lunedì, 11 Giugno 2018
 (Foto Pixabay) (Foto Pixabay)

L'elevata qualità delle acque di balneazione del Piemonte viene confermata anche per la stagione 2017. Una verifica - quella della qualità delle acque - che passa non solo attraverso il monitoraggio puntuale della singola spiaggia durante la stagione balneare, ma anche attraverso una valutazione più ampia e complessiva delle cause che possono impedirne la fruizione.

In particolare, Arpa Piemonte è impegnata in una valutazione sull'intero corpo idrico di tutte le pressioni antropiche che insistono sulle singole acque di balneazione, attraverso la redazione di profili specifici e da queste premesse deriva il Rapporto (svolto nel 2017) per la per il monitoraggio e la classificazione delle 94 zone utilizzabili ai fini balneari in Piemonte afferenti a sette laghi e a due corsi d'acqua.

I campioni sono stati prelevati da tecnici ARPA del Dipartimento provinciale del Piemonte Nord Est (sede di Biella per Lago di Viverone e sede di Omegna per Lago Maggiore, Orta, Mergozzo e torrenti Cannobino e San Bernardino) e del Piemonte Nord Ovest (sede di Ivrea per Lago di Avigliana grande, Sirio e Candia).

Cosa dicono i dati raccolti

Nessuna zona lacustre è stata assegnata alla classe scarsa, confermando quindi il raggiungimento dell'obiettivo della Direttiva europea 2006/7/CE, che prescriveva che tutte le acque di balneazione fossero come minimo sufficienti entro la fine della stagione balneare 2015. Tuttavia si è rilevato nel corso di questo quadriennio, per le 90 zone lacustri, una diminuzione dei punti in classe eccellente che sono passati da 78 (87%) a 72 (80%). Sono invece aumentate le zone di qualità buona che passano da 7 (8%) a 13 (14%) mentre si confermano solo 5 zone (5%) di qualità sufficiente pur con differente distribuzione rispetto agli anni precedenti.

Le zone ubicate su corsi d'acqua sono collocate nella classe di qualità buona o nella classe sufficiente.
Le zone di qualità inferiore all'elevata, e in particolar modo le zone classificate come sufficienti e quelle che hanno visto la diminuzione dello stato di qualità nel corso di questo quadriennio, dovranno essere oggetto di particolare attenzione da parte dei comuni e dei gestori nella verifica della funzionalità delle infrastrutture fognarie e depurative per evitare declassamenti verso lo stato scarso per cui si prevede la perdita dell'idoneità alla balneazione.

Come stanno i nostri laghi

Si confermano in classe eccellente tutte le acque di balneazione sui Laghi Viverone, Avigliana Grande e Sirio, in generale con valori di 95° percentile significativamente inferiori al dato di discrimine tra classe eccellente e classe buona per entrambi i parametri descrittori. Delle 51 zone monitorate del Lago Maggiore, 40 sono risultate di qualità eccellente, 8 di qualità buona (Lido Arona, Spiaggia Cicognola, Spiaggia Repubblica Ossola, Spiaggia Camping, Villa Pallavicino, Villa Taranto, Rigoletto e la Rotta) e 2 di qualità sufficiente (Villa Volpi e Regina Blu) mentre nessuna zona si colloca nella classe scarsa.

Rispetto al quadriennio precedente, emerge un cambiamento complesso, con una diminuzione sia delle zone in classe eccellente che in classe sufficiente a vantaggio di quelle in classe buona. Per la zona di balneazione Buon Rimedio, in Comune di Verbania, non è stato possibile effettuare il calcolo della classificazione essendo stata inserita nella rete di monitoraggio nella stagione balneare 2017.

Sul Lago d'Orta, 13 zone sono risultate di qualità eccellente, 3 di qualità buona (Campeggio Allegro, Spiaggia Lido Centro Sportivo, Villa Motta) ed una, Area attuale Sede Canottieri, in qualità sufficiente. Tranne che per Villa Motta, che è passata da uno stato di qualità Eccellente a Buona, per tutte le altre zone si riconferma la classifica zione del precedente quadriennio.

Sul Lago di Mergozzo, 4 zone risultano di qualità Eccellente mentre una, Montalbano - La Quartina, conferma lo stato Buono del precedente quadriennio. Sul Torrente Cannobino, si conferma lo stato di qualità buona per Orrido S. Anna, mentre Ossidi Metallici viene declassato a stato di qualità sufficiente. 

Sul Torrente San Bernardino invece, si conferma lo stato di qualità ottenuto nel quadriennio precedente. Sul Lago di Candia, la zona di balneazione Canottieri scende dalla classe eccellente a quella buona, mentre le zone di Lido e Barcaccia scendono di due livelli alla classe sufficiente. Questa marcata diminuzione della classe di qualità è legata a problemi significativi di apporto fognario dai corsi d'acqua recapitanti a lago.

Come sono state campionate le acquee

Nel corso della stagione 2017 si è ritenuto di promuovere da un lato una modulazione delle frequenze di campionamento, passando da 8 a 6 campioni stagionali per le zone che si trovano in stato di qualità eccellente e con non più di un inquinamento di breve durata nelle tre stagioni precedenti e dall'altro approfondimenti volti alla ulteriore razionalizzazione della rete tramite il raggruppamento di acque di balneazione contigue come previsto dalla normativa (D.Lgs. 116/08, art. 7, comma 6).
Nell'ottica di procedere al raggruppamento si sono prodotti due report, uno "Costruzione di un indicatore per la valutazione dell'impatto di fonti di inquinamento sulle acque di balneazione finalizzato all'individuazione di aree omogenee sui Laghi Piemontesi " (ARPA – Aprile 2017) che ha consentito l'individuazione di aree omogenee sui laghi in funzione degli impatti determinati dalle fonti di inquinamento e l'altro, "Proposta di raggruppamento acque di balneazione dei Laghi Piemontesi sulla base di quanto previsto dall'Art. 7 comma 6 del D.Lgs. 116/08 " (ARPA – Aprile 2017) che individua le zone che presentano i requisiti per il raggruppamento.

La costruzione dell'indicatore e le successive valutazioni per il raggruppamento, hanno messo in evidenza come in molti casi l'estensione delle spiagge come riportata sui profili delle singole acque di balneazione e sul database ministeriale, non siano rispondenti alle situazioni reali. Terminata la stagione è stato iniziato un lavoro di revisione delle aree di pertinenza e delle linee di costa che dovrebbe fornire una fotografia della rete di monitoraggio delle acque di balneazione che sia più corretta nel definire le aree in cui realmente vi è fruizione balneare, senza portare a variazioni dei punti di campionamento.
La proposta dei raggruppamenti, ulteriormente integrata con la revisione delle aree di pertinenza, sarà discussa dal Ministero della Salute, che ha evidenziato, rispetto ai report proposti, la stringenza della condizione di contiguità, unita alla valutazione di qualità ed alla presenza di fatto di rischio simili, per poter effettivamente procedere al raggruppamento delle zone.

Cianobatteri, la minaccia che viene dall'acqua

I rischi per la salute umana possono arrivare dalla presenza di cianobatteri nelle acque, per i quali è stato effettuato uno specifico monitoraggio nel corso della stagione balneare 2017, in modo da adottare immediate misure precauzionali per prevenire l'esposizione dei bagnanti. 

Tale monitoraggio è stato effettuato in zone balneari rappresentative dei corpi idrici soggetti a fioriture e consiste nel prelievo di campioni di acqua superficiale al fine di effettuare il conteggio e l'identificazione delle diverse specie di cianobatteri. I risultati del monitoraggio si trovano all'interno del bollettino acque di balneazione del sito di Arpa Piemonte con la segnalazione di eventuali superamenti delle soglie previstedalla normativa. In nessuno dei campioni analizzati è stata però rilevata una concentrazione di cianobatteri pericolosa e di conseguenza, visti i modesti valori riscontrati che non deponevano per una situazione di rischio per la salute pubblica, durante l'intera stagione balneare non è mai stata effettua ta la ricerca di biotossine.

Nei cinque laghi a potenziale rischio di fioriture di cianobatteri (Maggiore, Viverone, Avigliana, Sirio e Candia) è stato condotto, come nei precedenti anni, un monitoraggio specifico al fine di prevenire eventuali rischi per la salute dei bagnanti riconducibili alla presenza di biotossine in concentrazioni superiori ai limiti normativi (> 25 μg/L). Il monitoraggio della componente cianobatterica è stato
effettuato anche quest'anno sulle zone di balneazione del Lago di Mergozzo a seguito di un episodio di presenza di schiume verificatosi nella stagione 2016.
Nel corso di questa stagione balneare non sono mai state rilevate in nessuno dei laghi monitorati, concentrazioni di cianobatteri superiori alla soglia di attenzione di 20.000 cell/ml e di conseguenza non è mai stata effettuata la ricerca di microcistine.

Sul Lago di Candia si sono confermati, a partire dal mese di luglio, i problemi evidenziati già nel corso della stagione 2016, con contaminazione determinata da Enterococchi. Il lago è stato oggetto
di specifici approfondimenti in particolare per quanto riguarda l'apporto di contaminanti da parte del reticolo superficiale recapitante nel lago stesso.

 

Scarica il rapporto integrale di Arpa Piemonte

 

 

 

 

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