Nei giorni scorsi l'Università di Torino ha presentato il resoconto delle attività svolte nel 2025 nell'ambito del progetto Indagine sull'espansione geografica di zecche Ixodidae e ricerca biomolecolare di agenti di zoonosi trasmessi da zecche nel Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand e nel Parco Orsiera Rocciavré.
Le indagini mirano a valutare il rischio per i fruitori dei parchi (personale interno, turisti, escursionisti, cercatori di funghi...) di venire a contatto con zecche vettori di patogeni come Borrelia burgdorferi, agente della malattia di Lyme nell'uomo.
Le zecche vengono raccolte lungo transetti di 100 metri individuati in aree considerate "a rischio" in quanto molto frequentate da visitatori, utilizzando la tecnica del dragging (che consiste nel trascinare sull'erba e sulla vegetazione bassa un panno bianco delle dimensioni di circa 1 m² simulando il passaggio di un ospite, animale o uomo, a cui le zecche, appostate sulle foglie, si aggrappano), e registrando la presenza di zecche sull'operatore, per valutare la probabilità di attaccamento nei diversi siti.
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