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Valsesia, crescono i siti di Rete Natura 2000 gestiti dall'Ente

Adesso sono saliti a quota sei. L'incremento stabilito recentemente dalla Regione

Lunedì, 17 Luglio 2017

 

Sono saliti a sei i siti "Rete Natura 2000" interessanti il territorio valsesiano gestiti direttamente dall'Ente di gestione delle Aree protette della Valle Sesia.

L'incremento è stato recentemente stabilito dalla Regione Piemonte che ha affidato all'Ente questi Siti di Importanza Comunitaria (S.I.C.) e Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.):

-Z.P.S. IT1120027 "Alta Valsesia, Valli Otro, Vogna, Artogna, Gronda e Sorba"

-Z.P.S. IT1120016 "Laghetto di Sant'Agostino"

-S.I.C. IT1140003 "Campello Monti"

-S.I.C. IT1140020 "Alta Valstrona e Val Segnara"

 

A questi si aggiungono i siti assegnati in gestione all'Ente già dal 2010: S.I.C./Z.P.S. IT 1120006 "Val Mastallone" e S.I.C. IT 1120003 "Monte Fenera"; mentre il S.I.C. Alta Valsesia è del tutto ricompreso nella Z.P.S. Alta Valsesia e Valli Otro, Vogna, Artogna, Gronda e Sorba.

La Rete Natura 2000 è il principale strumento della politica dell'Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

Ad eccezione dei siti già compresi all'interno dei parchi, S.I.C. e Z.P.S. non sono aree protette nel senso tradizionale del termine e non rientrano nella legge quadro n.394/91, ma sono individuati per tutelare la biodiversità attraverso misure di conservazione.

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«Questo comporta» sottolinea Ermanno De Biaggi, Presidentedell'Ente «che in queste aree vengano previste azioni di tutela e valorizzazione specifiche, che prevedono non solo il perseguimento di azioni umane impattanti, ma anche e soprattutto la sensibilizzazione delle comunità e delle amministrazioni locali circa la loro importanza, per il mantenimento di quelle caratteristiche ambientali e paesaggistiche che rendono particolari e unici i nostri territori e quindi interessanti e appetibili dal punto di vista turistico».

«Al fine della tutela e della valorizzazione di questi siti» prosegue De Biaggi «l'Unione Europea e la Regione Piemonte hanno attivato vari strumenti finanziari per il sostegno di azioni promosse sia dai soggetti gestori, che dalle amministrazioni locali, che dai privati».

Sono 13 i Comuni, due le Province (Vercelli e Verbano Cusio Ossola) e tre le Unioni Montane (Valsesia, della Valle Strona e delle Quarne, delle Valli dell'Ossola) coinvolti all'interno dei siti che l'Ente ha provveduto ad informare e aggiornare in merito al cambiamento gestionale; ora infatti le procedure di "Valutazione di Incidenza Ambientale", applicate a interventi o progetti che interessano tali aree, precedentemente in capo alla Regione Piemonte, sono delegate all'Ente.

A testimonianza della straordinaria ricchezza del patrimonio naturalistico e ambientale del territorio, solo nei siti Alta Valsesia e Val Mastallone sono stati osservati e rilevati circa 30 habitat di interesse comunitario, che ne comprendono alcuni di particolare pregio, come le "praterie montane da fieno, ma che sono anche soggette a rischio di conservazione e di alterazione.

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