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L’acqua alla ricerca del Re

I laghi alpini, con il loro fascino senza tempo, ci inducono a riflettere sulla complessità della biodiversità in montagna.

  • Testo e immagini di Bruno Usseglio
  • Ottobre 2025
  • Mercoledì, 8 Ottobre 2025
L’acqua alla ricerca del Re

Mete di molte passeggiate in montagna, i laghi alpini rappresentano un punto di arrivo sempre più frequentato dai turisti, anche se richiedono un percorso di avvicinamento a piedi.

Un tempo alcuni ricercatori individuarono i laghi alpini come dei "non luoghi" - in quanto era difficile trovare una spiegazione alla loro esistenza -  che spesso evocavano figure positive o negative.

Ora però sono ambiti e ricercati dagli escursionisti e, se sono raggiungibili a piedi, richiamano altri concetti come il camminare, il silenzio, il rispetto, l'osservazione e il fermarsi.

Se sono collocati in alto, lungo le dorsali delle vallate piemontesi, inevitabilmente lo sguardo si indirizza alla ricerca di un punto di riferimento, soggettivo.

 

"Dov'è?"

"Eccolo! Oggi è senza nuvole"

 

Il Monviso, con i suoi 3.841 metri caratterizza la skyline dell'arco alpino occidentale. La foto tenta di fondere due elementi: i laghi alpini e il Re di Pietra, come viene anche definito il Monviso.

Inevitabilmente non siamo i soli a essere incuriositi da questi aspetti: uno stambecco gode di questi panorami tutti i giorni dell'anno.

Poi, un bizzarro gioco di luci disegna una figura inconfondibile sull'ultimo specchio d'acqua che abbiamo davanti, una forma che pulsa e che ci ricorda il complesso funzionamento di questi delicati ambienti.