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Qualità dell'aria, ecco come la percepiscono i piemontesi

Alle porte dell'inverno, si attendono quei provvedimenti ammnistrativi che limiteranno il traffico automobilistico in città, in favore di un miglioramento dell'aria che respiriamo. E i piemontesi ne conoscono bene l'importanza.

  • Stefano De Cesare
  • Settembre 2019
  • Lunedì, 9 Settembre 2019
Foto Pixabay Foto Pixabay

 

E' netta e chiara la presa di coscienza da parte della popolazione sulla qualità dell'aria in Piemonte. A rivelarlo è il nuovo piano regionale della qualità dell'aria approvato lo scorso 25 marzo il Consiglio regionale piemontese. Il documento, che prova a imprimere una svolta nel controllo dell'inquinamento atmosferico, aggiorna quello precedente del 2000 passando la parola anche ai piemontesi.

La consultazione pubblica online partita nel 2015 e resa pubblica in occasione della presentazione del nuovo piano regionale, ha infatti mostrato come la percezione dei cittadini sul problema dell'inquinamento atmosferico sia molto lucida.
I piemontesi interpellati si sono mostrati consapevoli dei grandi rischi per la salute derivanti dall'esposizione all'inquinamento e hanno individuato, quale miglior comportamento utile a diminuirne l'impatto, l'utilizzo di mezzi di trasporto alternativi all'auto.
Contemporaneamente, però, è emerso che solo il 37% degli intervistati utilizza i mezzi pubblici: l'auto privata viene infatti ancora ritenuta più sicura della bicicletta, più comoda di autobus e treni e, in alcuni casi, anche meno costosa di auto di nuova generazione. Non a caso le richieste principali rivolte alle istituzioni in fatto di mobilità sono di aumentare le corse dei mezzi pubblici, e ampliare e rendere più sicura la rete di piste ciclabili.

Com'è la qualità dell'aria regionale

Nonostante negli ultimi decenni la qualità dell'aria sia significativamente migliorata, i giorni di superamento dei valori limite dei principali inquinanti atmosferici - particolato PM10 e ozono - rimangono ancora numerosi in diverse zone piemontesi.
Questa situazione è frutto di una combinazione di diversi fattori: alla presenza di troppe fonti inquinanti si aggiungono alcuni eventi climatici sfavorevoli quali la scarsità di vento e il fenomeno dell'inversione termica invernale che porta alla formazione di nebbie e al ristagno di aria carica di sostanze dannose, soprattutto nelle aree urbane.

Il Piemonte, insieme ad altre regioni della Pianura padana che presentano gli stessi problemi, è già stata condannata dalla Corte di giustizia europea nel 2006 e nel 2007 per aver superato i valori limite del particolato PM10 ed è tuttora sottoposta a due procedure di infrazione per la stessa inadempienza, che potrebbe anche condurre a pesanti sanzioni economiche per l'Italia.

Il nuovo piano della qualità dell'aria

Il nuovo piano di qualità dell'aria, tenendo conto della consultazione popolare e delle indicazioni dell'Unione europea, mette in campo 47 misure di intervento, tutte molto specifiche e destinate a intervenire in diversi settori: trasporti e mobilità, energia, industria, agricoltura, riqualificazione urbana e comunicazione. Gli obiettivi principali sono due: razionalizzare il consumo di energia derivante da fonti inquinanti e ammodernare le strutture e gli apparati produttivi, quali sistemi di riscaldamento domestico e impianti industriali.

Nella stessa ottica si muove l'accordo che le Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna hanno siglato a Bologna lo scorso 9 giugno 2017 con il ministero dell'Ambiente: l'accordo punta a intervenire, in particolare, sulla limitazione del traffico automobilistico nelle aree urbane, sulla concessione di contributi per la sostituzione di veicoli obsoleti e sulla riduzione delle emissioni in ambito agricolo.

 

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