Stampa questa pagina

Balene preistoriche in mostra ad Asti

Per un anno, a partire dal prossimo 17 settembre, il Parco paleontologico Astigiano esporrà i suoi fossili di cetacei con reperti unici a livello internazionale, alcuni dei quali mai mostrati in pubblico prima d'ora.

  • Alessandra Fassio
  • Settembre 2021
  • Lunedì, 13 Settembre 2021
Cura delle collezioni del Museo  | Foto arc Ente parco Cura delle collezioni del Museo | Foto arc Ente parco

Un' esposizione temporanea (e imperdibile) di balene e delfini fossili. Ecco cosa è stato presentato lo scorso 30 agosto, al Museo paleontologico di Asti: un'esposizione paleontologica che per un intero anno (dal 17 settembre 2021 al 17 settembre 2022) verrà esposta nelle sale del museo. 

La mostra "Balene Preistoriche" sarà ospitata nell'Ex Chiesa del Gesù, suggestiva costruzione che è parte integrante del Museo permanente, ospitato nel Palazzo del Michelerio: in origine antico monastero delle Clarisse, risalente alla metà del XVI secolo, contiene gli splendidi affreschi recuperati di Salvatore Bianchi e il principale affresco del noto pittore astigiano Gian Carlo Aliberti, che arricchisce il soffitto della chiesa.

Un vero e proprio viaggio nel passato remoto che arricchirà il percorso museale permanente alla scoperta dell'antico Mare Padano, in un'area espositiva dove verrà proiettato un video animato che ricostruisce la vita di milioni di anni fa nel mare con i suoi protagonisti, dalle balene agli squali: un contenuto per adulti e bambini in un museo che - da sempre - lavora con attenzione, non solo sulla ricerca scientifica ma anche su percorsi educativi e didattici. L'esposizione è gestita dall'Ente Parco Paleontologico Astigiano e si inserisce nel più ampio progetto del Centro Studi sui Cetacei Fossili Piemontesi, il primo a livello europeo, che potrà diventare punto di convergenza per studiosi, oltre che polo di eccellenza nell'ambito della valorizzazione e divulgazione su queste tematiche. Si tratta di un progetto pilota, in vista di un futuro aggiornamento delle informazioni sui resti di Cetacei fossili italiani presenti in tutti i musei italiani e stranieri.
Nella mostra saranno esposti reperti rarissimi, alcuni mai esposti al pubblico in precedenza.

Innanzitutto la Balenottera di San Marzanotto, ribattezzata Tersilla in onore della proprietaria del terreno nel quale fu scoperta. Appartiene alla nuova specie Marzanoptera tersilla di cui  il reperto di Asti costituisce l'unico mai trovato. Gli studi compiuti attraverso la TAC e i dati digitali hanno reso possibile ricostruire le parti del reperto non visualizzabili direttamente e la superficie del cervello. Durante l'esposizione verranno esposti anche numerosi denti di squalo trovati in associazione con il reperto e illustrati i segni di predazione.

Altro reperto da non perdere è quello di Moleto (AL), databile intorno ai 20 milioni di anni fa, e che costituisce la più antica balena del Mediterraneo. Rappresenta inoltre la più datata testimonianza fossile di un misticete con fanoni del Mediterraneo. Il reperto è molto frammentario ma gli studi permettono di ricostruirlo con un buon livello di dettaglio. 

La balenottera di Montafia è uno dei misticeti fossili meglio conservati d'Italia: una balenottera molto arcaica, sulla quale occorre ancora completare la ricerca. Verrà esposto il cranio completo del reperto, con testi esplicativi e immagini con interpretazioni anatomiche e funzionali, incluse le modalità di alimentazione e di nuoto. Sempre in mostra vi saranno i tesori di Valle Andona, reperti associati alla pubblicazione del volume di Piero Damarco dedicato alla geopaleontologia dell'area della Valle Andona e dintorni. Si tratta di fossili significativi del territorio di riferimento, uno su tutti lo scheletro del delfino di Camerano Casasco (forma intermedia tra un delfino e un'orca) sul quale, in particolare, verranno date informazioni relative al nuoto che permettono una ricostruzione accurata dell'animale in vita. Saranno inoltre in mostra anche le conchiglie fossili ritrovate nell'astigiano. 

Accanto all'esposizione temporanea il Museo ospita un'esposizione permanente, nella quale si descrivono i più importanti eventi geo-paleontologici degli ultimi 25 milioni di anni, compresi tra il Miocene ed il Pliocene, con una carrellata sui principali organismi, soprattutto i molluschi, che caratterizzavano gli ambienti del passato.

Quando ad Asti c'era il mare...

In epoca pliocenica, tra 5,3 e 2,6 milioni di anni fa, Asti era circondata dal mare che occupava tutta la Pianura Padana: una distesa di acque che ha regalato a queste località reperti rarissimi, di grande fascino e interesse, in un'area in cui vivevano balene, balenottere, delfini squali e sul fondale molluschi anche di grandi dimensioni. Si pensi che nel territorio di Valleandona sono state contate circa 600 specie diverse di invertebrati fossili, un mare veramente ricco di biodiversità!

Parallelamente all'esposizione, verrà pubblicato un importante volume scientifico dal titolo "Valleandona, Mare e Fossili" a cura di diversi autori, alcuni dei quali studiosi specialisti nei vari aspetti paleontologici trattati nel libro, tra i quali Piero Damarco, curatore della parte tecnico-scientifica di Balene Preistoriche. La pubblicazione, la prima di una collana editoriale intitolata "Identità cultura e territorio", curata dall'Associazione Paleontologica Astensis, è frutto di una intensa attività di ricerca e analizza la realtà del territorio andonese e i suoi giacimenti fossiliferi del Pliocene, molto noti internazionalmente in ambito storico-scientifico-museale fin dalla fine del Settecento. Per la prima volta verranno raccontate in maniera esaustiva, la ricchezza e l'importanza paleontologica della Valle Andona. Il primo volume va ad arricchire un progetto ampio, nel quale si è rivelato fondamentale anche il supporto e il lavoro sinergico con le istituzioni locali.

Verso la candidatura Unesco

"La sinergia tra tutte le istituzioni è importante - ha spiegato il Presidente del Museo Paleontologico Livio Negro - e il Museo compie il primo passo per arrivare alla candidatura Unesco, riconoscimento che avrebbe un'importante ricaduta positiva sull'intero territorio astigiano." L'obiettivo finale è quindi, attraverso l'esposizione, la pubblicazione dei volumi e il lavoro in atto per esporre questi reperti all'estero, costruire un progetto di candidatura del Parco Paleontologico Territoriale Astigiano come Patrimonio Unesco per gli affioramenti fossiliferi di Valle Andona e Valle Botto. 

"Proseguiamo nella valorizzazione dei beni culturali di Asti, con l'obiettivo di renderli sempre più un fattore di attrazione turistica", ha spiegato in conferenza stampa il Sovrintendente Alberto Crosetto.

"Il Museo Paleontologico Territoriale dell'Astigiano, che raccoglie la più importante collezione paleontologica di cetacei dell'Italia Settentrionale, rappresenta un polo d'eccellenza nell'ambito della valorizzazione e divulgazione delle tematiche legate ai cetacei fossili piemontesi e siamo certi che questa esposizione, nello specifico, contribuirà ad accrescere e consolidare ulteriormente la fama di un luogo già prodigo di sorprese e incanto per i visitatori di ogni età. La collaborazione con la Fondazione Asti Musei contribuisce a promuovere e sviluppare un'idea condivisa di fruizione del patrimonio culturale e a rafforzare l'intero sistema museale dell'Astigiano" ha concluso Crosetto.

Il progetto vede inoltre la collaborazione del Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, Fondazione Asti Musei, Soprintendenza Archeologia delle Arti e Paesaggio di Asti, Alessandria e Cuneo, Fondazione Crt e Associazione Paleontologica Astensis.

Orari e giorni di apertura

La mostra sarà aperta dal 17 settembre 2021, per un anno, presso il Museo Paleontologico Territoriale dell'Astigiano, dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 17 e il sabato e la domenica dalle 11 alle 18, unitamente all'esposizione permanente, con un biglietto dal costo di 7 euro (ingresso) o di 10 euro (ingresso con visita guidata).

Nel periodo compreso tra il 17 settembre e il 3 ottobre 2021, coincidente con l'apertura della Douja D'Or, in collaborazione con il Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, partner del progetto, il museo sarà aperto eccezionalmente anche di sera, dalle 20 alle 23 il venerdì e il sabato, e dalle 20 alle 22.30 la domenica, con la possibilità di acquistare un biglietto ridotto rispetto a quello standard.

Nella biglietteria del museo, durante tutta la durata della mostra, sarà anche possibile acquistare il volume scientifico "Valleandona. Mare e Fossili", prima pubblicazione della collana "Identità cultura e territorio", curata dall'Associazione Paleontologica Astensis.

 

Potrebbe interessarti anche...

Al Museo dei Fossili di Asti si trova la più antica balena del Mediterraneo. Si tratta di un rep ...
Solo con un approccio naturalistico è possibile evidenziare il rapporto fra mondo naturale e le ...
Tra i segreti dei profumieri hanno un posto di privilegio le erbe dei prati: come la menta, quell ...
A ogni citazione del Museo civico di Storia naturale di Carmagnola, segue immancabilmente quella ...