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Là dove c'era una cava, ora è tornata la natura

Grazie a una esemplare collaborazione fra privato e pubblico, un'area fluviale di 90 ettari è tornata a vivere nel Parco naturale del Po piemontese con effetti vantaggiosi per tutti, a cominciare dalla biodiversità vegetale e animale. 

  • Raffaella Amelotti
  • Dicembre 2021
Giovedì, 20 Gennaio 2022
Po nei pressi di Casale Monferrato   - Foto I. Ostellino Po nei pressi di Casale Monferrato - Foto I. Ostellino

È giunta alla fase conclusiva, dopo oltre vent'anni, la rinaturazione di un'area di oltre 90 ettari, in località Baraccone a Casale Monferrato, all'interno del Parco naturale del Po piemontese.

Questa porzione di territorio alle porte della città fu interessata da un'attività estrattiva di tipo tradizionale fin dagli Anni '50 del secolo scorso – ancora è riconoscibile il lago da cui iniziò l'escavazione della ghiaia – ma è solo dalla fine degli Anni '90 che all'aspetto produttivo si è sovrapposta la finalità del recupero ambientale e della valorizzazione della biodiversità.

Il Gruppo Allara, coinvolto nell'azione congiunta della Regione Piemonte e dell'Ente parco, ha compreso le motivazioni che stavano alla base della legge istitutiva dell'area protetta e del suo Piano d'Area, che prevedeva la possibilità di proseguire le attività estrattive già avviate nell'ottica della rinaturazione.

Il valore aggiunto di un'area protetta

L'istituzione di quello che allora era denominato "Sistema delle Aree protette della Fascia fluviale del Po" portò con sé un valore aggiunto a un'attività prima esclusivamente legata al suo valore economico, conferendole una rinnovata vocazione e una nuova utilità sociale, se condotta in sintonia con il contesto ambientale circostante. L'escavazione di ghiaia e sabbia non era più soltanto finalizzata all'approvvigionamento di materie prime per l'edilizia o per la viabilità, ma diventava il tramite per restituire spazi al fiume, con la ricostruzione degli habitat tipici dell'area golenale.

Il connubio pubblico-privato - ovvero la collaborazione tra il Gruppo Allara e il parco che prevede che tutta l'area interessata dal progetto sia ceduta a quest'ultimo – ha consentito di recuperare antiche forme fluviali abbandonate dal corso principale, in cui sono state riportate specie vegetali originarie di quei luoghi e sono tornate spontaneamente specie animali presenti in passato.

Nel tempo sono stati collocati a dimora, su consiglio dei tecnici dell'ente di gestione dell'area protetta, alberi e arbusti tipici della pianura e degli ambienti umidi: farnia, roverella, ciliegio, acero campestre, frassino, carpino, nocciolo, ligustro, corniolo, sanguinello, pioppo bianco, pioppo nero, ontano e molte altre specie che offrono ospitalità a uccelli, rettili, mammiferi e invertebrati, con un graduale passaggio agli anfibi e ai pesci man mano che le acque diventano prevalenti.

Gli animali, in questo paradiso, ci sono arrivati per conto proprio: è un'area molto vasta in cui si registrano presenze faunistiche importanti durante tutto l'anno. Gli uccelli, ad esempio, utilizzano l'area per la nidificazione, per la sosta durante le migrazioni o per lo svernamento.

Un'area da scoprire in bicicletta

A margine dell'area passa la traccia della ciclovia VENTO che, quando sarà completata, vedrà certamente un gran numero di cicloturisti. Oltre ai casalesi, che hanno rivolto nuovamente il loro sguardo verso il fiume, potranno beneficiare delle parti più accessibili di questa grande oasi naturale anche i turisti che arriveranno da più lontano. La porzione più selvaggia sarà, invece, dedicata alla salvaguardia della ritrovata biodiversità e potrà ospitare visite naturalistiche volte all'educazione ambientale o attività di ricerca e monitoraggio scientifico.

La valenza collettiva dell'intervento del Baraccone discende anche dalla sua funzione come potenziale area di laminazione delle acque del Po in piena, che può contribuire al contenimento dei danni provocati da eventi alluvionali.

Ora non ci resta che attendere la conclusione delle attività di riqualificazione ambientale, comprendenti anche lo smantellamento e il recupero della vasta area occupata dal cantiere, per vedere completata una grande operazione che vede sullo stesso piano gli interessi della natura e quelli umani.

 

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