Il santuario di Santa Cristina sorge a 1340 metri su di uno strapiombante sperone roccioso, ultima elevazione della dorsale centrale che separa la Valle di Ala da quella Grande. L'attuale costruzione è il rifacimento ottocentesco di preesistenti strutture edificate sulla cima a partire da una primitiva edicola votiva esistente sulla rupe già a partire dal Quattrocento. Non si può tuttavia escludere che il luogo fosse frequentato dalla gente delle valli prima della loro cristianizzazione. Dell'edificio originario si conservano, nell'attuale chiesa, tracce degli affreschi. Interessanti sono anche gli ex voto, alcuni risalenti al XIX secolo, che ci raccontano della religiosità popolare, delle speranze e delle tragedie quotidiane. Il santuario è aperto normalmente il 24 di luglio, giorno della festa patronale coincidente con la data del martirio della Santa avvenuto all'epoca delle persecuzioni di Diocleziano, in occasione della festa si svolge una partecipata processione che sale alla cima da Cantoira.
Cristina, vergine e martire bolsenese ricordata nei mosaici di Sant'Apollinare nuovo a Ravenna, fa parte accanto ai più famosi Agnese, Lucia, Sebastiano etc. di quella schiera di santi che ha glorificato i primi secoli della Chiesa.
Al santuario di Santa Cristina convergono tre sentieri principali provenienti rispettivamente da Cantoira in Val Grande, dalla frazione Monti di Voragno e dal capoluogo comunale di Ceres. Quest'ultima è un'escursione che si snoda in bei boschi, cedui in basso e di conifere più in alto, e richiede poco più di due ore di cammino per coprire gli oltre 700 metri di dislivello. L'itinerario tocca anche la Cappella degli Appestati con affreschi cinquecenteschi di Olderico della Novalesa. Il sacello si trova nei pressi del nucleo abitato più antico di Ceres e si chiama così perché nel periodo delle pestilenze era officiata la messa tenendo i fedeli a debita distanza. Dal culmine si gode un bel panorama sui monti delle Valli di Lanzo, con l'Uja di Mondrone a due passi.
Ceres si trova all'inizio della Valle di Ala ed è raggiungibile con i mezzi pubblici mediante la linea ferroviaria realizzata a partire dal 1866 (Torino-Venaria) e completata durante il primo conflitto mondiale utilizzando prigionieri di guerra austriaci. Opera per l'epoca assai ardita, elettrificata con la trifase già nel 1913 vista la difficoltà delle locomotive a vapore nel superare le ripide pendenze del tratto montano. Parzialmente dismessa dopo l'alluvione del 1993 che ha causato gravi danni asportando diversi tratti di massicciata, la ferrovia ha visto il ritorno dei treni a Ceres nell'autunno del 2008. Da Ceres (la stazione ferroviaria si trova appena a monte del capoluogo) si percorre la centrale via Roma per svoltare a sinistra dopo circa 200 metri (fontanella, segnavia sentiero 242), in via Cavalieri di Vittorio Veneto (poco più avanti è la torre campanaria, del XII secolo, interessante costruzione lombarda quadrangolare cuspidata). Al suo termine si continua sul largo sentiero semipianeggiante che si lascia dopo pochissimi metri per svoltare a destra (cartello).
La mulattiera acciottolata sale nell'ombroso bosco di castagni, lascia a destra un sentiero e raggiunge ripida una baita diroccata. Poco oltre si attraversa una pista forestale e si giunge a Pian Ceres. La traccia continua nel bosco e passa accanto ad altre baite dove sulla destra è la cinquecentesca Cappella degli Appestati. Poi la mulattiera riprende a salire nel bosco incontrando alcune balme, ripari sotto roccia parzialmente riadattati e utilizzati dai pastori e dai contadini come ricoveri di emergenza: spettacolari quelli sulla destra alla base di un ciclopico masso. Trascurata una traccia che scende (indicazione l'Aran), in breve si giunge al poggio dove si trova la chiesetta della Madonna degli Angeli (1080 m) nei cui pressi sgorga una fontanella. Si prosegue sempre verso l'alto con lunghi traversi. Al bosco di latifoglie si sostituiscono le conifere, si transita nei pressi di una sorgente (sedile litico), si tralascia il sentiero che va dritto per piegare a destra e si approda alla spianata del Colle della Balmetta (1280 m circa). Una breve digressione sulla destra porta a un dosso panoramico che permette di ammirare il lato più scosceso del roccioso dirupo con in cima, apparentemente sospesa sul vuoto, Santa Cristina. Dall'insellatura si scende di pochi metri, si trascura il sentiero per i "Monti di Voragno" e con una breve ma ripida risalita si raggiunge la cresta e l'erta finale. Non resta che superare la scalinata di pietra e guadagnare il sagrato del Santuario (1340 m).
Si ridiscende lungo il medesimo itinerario; disponendo però di idonei mezzi di trasporto, è piuttosto interessante compiere la traversata su Cantoira o viceversa. Dalla strada provinciale poco più avanti della stazione ferroviaria di Ceres, una mulattiera conduce in pochi minuti al Ponte della Vana, simbolo del paese. Si tratta di un manufatto a schiena d'asino realizzato nel 1740 in sostituzione di una passerella travolta da una delle piene della Stura. Merita una digressione.