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Il Museo della Fauna di Messina e la biodiversità mediterranea

Nato ufficialmente nel 2011 e ospitato presso il Dipartimento di Scienze Veterinarie dell'Università degli Studi di Messina, il Museo della Fauna si è affermato nel tempo come una delle realtà museali e scientifiche più attive del Sud Italia. Un presidio di studio, conservazione e divulgazione del patrimonio faunistico mediterraneo e non solo.

  • di Filippo Spadola, Mauro Cavallaro e Laura Bonfiglio.
  • Maggio 2025
  • Lunedì, 19 Maggio 2025
Medaglia commemorativa su una spiaggia dello Stretto di Messina - Foto A. Cassar Aveta Medaglia commemorativa su una spiaggia dello Stretto di Messina - Foto A. Cassar Aveta

Dal 2017 il Museo della Fauna dell'Università degli Studi di Messina è riconosciuto tra le istituzioni scientifiche accreditate dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, come previsto dalla Convenzione di Washington (CITES). Un riconoscimento che ne consolida il ruolo nella tutela della biodiversità e nella valorizzazione del materiale zoologico e paleontologico.

L'organizzazione del Museo è guidata da un direttore, affiancato da un team di conservatori scientifici: uno per la Sezione Faune Fossili, due per le Sezioni Faune Marine e Faune Terrestri, con il supporto di un Comitato tecnico-scientifico composto da esperti provenienti da musei e università italiane. Accanto all'attività di ricerca accademica, il Museo si distingue per l'impegno nella divulgazione scientifica, rivolta sia al grande pubblico sia al mondo scolastico.

Le collezioni

Nel corso degli anni, le collezioni del Museo si sono arricchite grazie a donazioni e acquisizioni da enti pubblici e privati. Di particolare rilievo sono le raccolte paleontologiche, tra cui spiccano i reperti provenienti dalla Grotta di San Teodoro e dal vicino bacino di Acquedolci (ME): migliaia di fossili appartenenti a hyaenidae, cervidi, altri ungulati, elefanti e soprattutto ippopotami. Merita una menzione anche la storica collezione "A. Berdar", frutto di una raccolta privata, composta da oltre cento reperti fossili ritrovati nelle cave di ghiaia della zona nord di Messina, principalmente ossa di grandi mammiferi, in particolare elefanti.

Le sezioni zoologiche vantano, tra gli altri, la collezione ornitologica "Lauricella" e un prezioso patrimonio ittiologico proveniente dall'Istituto Talassografico di Messina, che comprende oltre 1.100 antichi vasi in vetro contenenti esemplari di grande valore scientifico e storico. Degne di nota anche la collezione malacologica "A. Villari" e quella di pesci abissali "M. Cavallaro", rappresentative delle principali specie presenti nello Stretto di Messina. Nel tempo, il Museo ha inoltre accolto numerose carcasse provenienti da centri di recupero per fauna selvatica, zoo, circhi e bioparchi, tra cui spiccano grandi felini, cetacei, rettili e uccelli. Un episodio di forte impatto mediatico è stato l'arrivo del capodoglio "Siso", vittima dell'inquinamento da plastica: l'esemplare, preparato e installato presso il Castello di Milazzo (ME), è diventato simbolo della lotta per la tutela del mare.

Collaborazioni nazionali e internazionali nella ricerca scientifica

La ricerca scientifica rappresenta uno dei pilastri dell'attività museale. Il Museo è parte attiva di una rete internazionale: collabora con il Natural History Museum di Londra per lo studio dei grandi mammiferi quaternari delle isole mediterranee, con l'Università "La Sapienza" di Roma e l'Università di Milano per le ricerche sui resti di iene e carnivori della Grotta di San Teodoro, e con l'Università di Pisa per lo studio delle faune marine fossili. Altre collaborazioni includono l'Università di Catania e il Museo Civico di Storia Naturale di Comiso per lo studio dei pesci fossili siciliani.

Didattica ed educazione, divulgazione e comunicazione

Ma il Museo della Fauna non è solo scienza: è anche educazione e partecipazione. Oltre alle visite guidate per le scuole, ha promosso corsi di formazione su cetacei e ornitologia, organizzato conferenze pubbliche e preso parte a importanti eventi nazionali come "La Settimana del Pianeta Terra". Tra le sue iniziative educative si distinguono due progetti di rilievo: MEMORI@ATTIVA, un campo estivo STEM rivolto agli studenti delle Eolie, e ImpariAMO il Mare, un programma di educazione ambientale realizzato con la Blue Marine Foundation (UK).

L'attività del Museo si arricchisce grazie a una fitta rete di collaborazioni istituzionali. Numerosi i protocolli d'intesa siglati con enti e associazioni, dal Museo di Zoologia "P. Doderlein" di Palermo al Bioparco di Sicilia, dal Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro al Museo Civico di Comiso: una testimonianza concreta di progettualità dinamica e condivisa.

Di grande rilievo anche l'intensa attività editoriale promossa e patrocinata dal Museo. Spiccano due biografie dedicate a illustri scienziati messinesi: Agostino Scilla, a cura del prof. Italo Di Geronimo, e Anastasio Cocco, scritta a più mani. In campo editoriale, il Museo ha inoltre sostenuto iniziative di divulgazione scientifica a livello regionale, tra cui conferenze, convegni e progetti con le scuole.

Negli ultimi sette anni, il Museo ha avuto un ruolo da protagonista nei festival "La Settimana del Pianeta Terra" e "Le Vie dei Tesori", contribuendo a rendere la scienza accessibile e coinvolgente per tutti.

Membro dell'Associazione Nazionale dei Musei Scientifici (ANMS) sin dalla sua istituzione, il Museo della Fauna è oggi un punto di riferimento per la divulgazione scientifica, la tutela della fauna e l'educazione ambientale nel Mediterraneo. Coniugando rigore scientifico e capacità di visione, continua a crescere come presidio culturale e scientifico, al servizio della conoscenza e del futuro.

La pandemia e la medaglia commemorativa

Il 27 luglio 2020, durante una riunione del Comitato Tecnico-Scientifico del Museo della Fauna, il Direttore ha comunicato ufficialmente la sospensione di tutte le attività didattiche e scientifiche del Museo, a causa della riduzione imposta dalle restrizioni governative legate all'emergenza COVID-19. Sono state temporaneamente chiuse le sale espositive e annullati seminari, corsi, eventi culturali e iniziative di ricerca.

Nonostante le difficoltà logistiche, il Direttore ha espresso la volontà di celebrare comunque il decennale dell'istituzione del Museo (2011-2021). È stata così approvata la proposta di realizzare una medaglia commemorativa, da presentare nel gennaio 2021 durante un evento pubblico o una conferenza stampa dedicata. Il progetto è stato avviato attraverso una campagna di reward crowdfunding, ovvero una raccolta di micro-donazioni finalizzata a coprire i costi di produzione della medaglia e a sostenere le future attività didattico-scientifiche del Museo. La medaglia è stata ideata dal personale del Museo e realizzata dalla ditta Chiron Group di Sulzano (BS), utilizzando una lega a base di nichel. Ne sono state prodotte due versioni: argentata e bronzata, per una tiratura complessiva di 500 esemplari: sul dritto è rappresentato il logo del Museo, con una Caretta caretta stilizzata affiancata dalle iniziali "M" e "F", disegno originale del dott. Angelo Nocera. Sul rovescio, invece, campeggia l'immagine di un cranio fossile di ippopotamo (Hippopotamus pentlandi), a simboleggiare l'importante patrimonio paleontologico custodito dal Museo.

 

Gli articoli "I Musei delle Meraviglie" sono curati da Sabrina Lo Brutto, Università degli Studi di Palermo e National Biodiversity Future Center; Vittorio Ferrero, Università degli Studi di Torino; Franco Andreone, Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Le foto di questo articolo sono state gentilmente concesse dal Museo della Fauna dell'Università di Messina.