Stampa questa pagina

Cascina Moglioni, memoria di un antico equilibrio fra uomo e natura

Cascina Moglioni sembra essere lì da sempre, con quella bellezza semplice e discreta che ha caratterizzato le architetture rurali del periodo preindustriale. Le sue forme sono in armonia col contesto paesaggistico in cui è inserita: l'altezza non supera quella degli alberi, così da difendersi dal vento (e dalla superbia dell'uomo verso la natura), i muri sono fatti dalle stesse pietre di cui son fatte le montagne.

  • Testo e foto di Giacomo Gola*
  • Febbraio 2025
  • Venerdì, 7 Febbraio 2025
Cascina Moglioni, memoria di un antico equilibrio fra uomo e natura

Osservandola da lontano, si coglie quel senso di equilibrio tra uomo e natura che per secoli, sino all'esodo avvenuto a partire dalla fine della seconda guerra mondiale, ha regnato sul nostro Appennino. Le cascine in quest'area sorgono a una certa distanza le une dalle altre e i campi coltivati, i boschi e i pascoli che le separano sono indizio di un'antica economia di sussistenza. Costruite sulle montagne dell'altopiano di Marcarolo, alle spalle del Golfo di Genova, a qualche ora di cammino dal mare, per quasi cinquecento anni sono rimaste immutate, insieme ai mestieri e alla vita di chi le abitava.

Le aree protette e gli Ecomusei hanno il compito, tra gli altri, di preservare questa memoria fatta di oggetti e tradizioni ma anche di un paesaggio esclusivo, modellato dal lavoro dei contadini, nella consapevolezza che le pratiche agricole di un tempo avevano un impatto minimo sulla natura, e che oggi, molto spesso, sono studiate e riprese per la conservazione della biodiversità.

L'immagine, scattata dalla cima del Monte Tobbio (m. 1.092 s.l.m.), nel cuore del Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, mostra Cascina Moglioni, sede dell'omonimo ecomuseo, la faggeta, i castagni da frutto centenari, la sorgente dell'acqua, il lavatoio, i prati che la circondano.

L'ambiente dell'Ecomuseo e del Parco naturale sono un set speciale per gli appasionati di fotografia, così come il monte Tobbio, dalla cui vetta lo sguardo spazia su tutta l'area protetta e sulle montagne dell'Appennino settentrionale.

 

*Sono nato nel 1972 a Genova . Lì sono cresciuto (se così si può dire, almeno anagraficamente) e mi sono laureato in Lettere moderne. Da quell'incredibile città verticale il mio cuore, i miei occhi, il mio obiettivo fotografico spesso erano rivolti a quei monti dietro casa che presto sarebbero diventati il mio luogo di lavoro. La città di Eugenio Montale e di Giorgio Caproni confina infatti col Parco naturale delle Capanne di Marcarolo, un Parco dai panorami sublimi, un Parco piemontese da cui si vedono il mare, la Corsica, l'arco alpino, dalle Alpi Liguri alle Giulie e le Apuane. Un'area naturale protetta sconosciuta ai più, uno scrigno di Natura da scoprire, anche per chi come me, da trent'anni, ha la fortuna di viverla come Guardaparco. Fin da ragazzo, ho coltivato un'inguaribile passione per la natura che ho sempre cercato di documentare attraverso la fotografia. Amo soffermarmi sui dettagli, sui particolari dei fiori, soprattutto delle orchidee, protagoniste del libro fotografico "Orchidee spontanee tra Marcarolo, la Val Lemme e il Piota", scritto insieme al professor Enrico Martini nel 2010.

Potrebbe interessarti anche...