Proseguono i lavori finanziati, attraverso il Bando Biodiversità, dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) 2021-2027 che testimoniano l'impegno della Regione Piemonte nella salvaguardia della biodiversità e nella valorizzazione del patrimonio naturale. L'iniziativa ha messo a disposizione 8 milioni di euro per sostenere progetti di conservazione degli habitat, tutela delle specie e riqualificazione ambientale nelle aree protette e nei siti della Rete Natura 2000, con oltre 4 milioni di euro già assegnati a undici interventi distribuiti sul territorio regionale.
Tra gli interventi più significativi finanziati dal bando regionale spicca il progetto di riqualificazione e rinaturalizzazione del Parco del Sabiunè di Chivasso, area precedentemente destinata ad attività estrattive estesa per circa 40 ettari e situata in prossimità della confluenza dei fiumi Po, Orco e Malone. Il Parco rappresenta oggi uno dei più importanti esempi di recupero ambientale di un'ex area produttiva del territorio piemontese. La trasformazione ha preso avvio nel luglio 2025, e ora il Comune ha disposto una riapertura parziale del parco, rendendo nuovamente percorribile il collegamento ciclopedonale che conduce verso la confluenza dei tre corsi d'acqua. Restano temporaneamente chiuse alcune porzioni interessate dagli ultimi interventi di cantiere.
Nel frattempo, sono già stati completati importanti lavori di rinaturalizzazione. Tra questi il recupero delle dune con inerbimento, la messa a dimora di circa 800 arbusti e 200 alberi e la realizzazione di una nuova area umida di oltre 3.400 metri quadrati, progettata per favorire la presenza di anfibi, insetti e fauna legata agli ambienti acquatici. I primi risultati sono particolarmente incoraggianti: a poche settimane dalla realizzazione, la nuova zona umida ospita già numerose specie di libellule e anfibi, segno della rapida capacità degli ecosistemi di ricolonizzare gli habitat opportunamente ricreati. Parallelamente sono stati avviati gli interventi di contenimento ed eradicazione delle specie vegetali invasive, tra cui la zucca matta (Sicyos angulatus) e il bambù, al fine di favorire il ripristino della vegetazione autoctona e migliorare la qualità ecologica dell'area.
L'Ente di gestione delle Aree protette del Po piemontese, in collaborazione con le scuole e con l'amministrazione comunale, ha avviato incontri e percorsi didattici che accompagneranno la piena restituzione dell'area alla comunità.
Il completamento dell'intervento è previsto entro il prossimo mese di ottobre, quando il Sabiunè diventerà un nuovo spazio naturale, ricreativo e didattico.
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