È avvenuto con successo l'involo e lo svezzamento del giovane della coppia di falco pellegrino (Falco peregrinus) nidificante presso la falesia di arrampicata di Andonno.
Un risultato straordinario che permette la riapertura del settore centrale della palestra di roccia, non sussistendo più elementi di criticità per il giovane rapace. Il parere favorevole alla riapertura dell'arrampicata arriva dall'Ente Aree Protette Alpi Marittime che ha in gestione la Zona Speciale di Conservazione e la Zona di Protezione Speciale, aree protette a livello europeo, in cui ricade la falesia. La scelta dei tecnici di APAM è stata di consentire la ripresa della scalata al completamento della fase successiva all'involo, in cui il nido continua a essere utilizzato come posatoio dai giovani.
Questo traguardo rappresenta un successo corale e condiviso, frutto di una sinergia tra istituzioni, sportivi e comunità locale. L'efficacia delle misure di conservazione della specie protetta è stata amplificata dalla risposta straordinaria del mondo dell'arrampicata. I "climbers" si sono dimostrati sensibili e collaborativi: un risultato di cui l'Ente APAM era certo, ben sapendo che gli scalatori sono per definizione autentici amanti della natura, dell'ambiente e dei suoi delicati equilibri. Rispettando le indicazioni date, hanno confermato che la convivenza tra sport e biodiversità è possibile.
Altrettanto fondamentale è stato il ruolo dei residenti e cittadini di Andonno, che hanno affiancato e accompagnato l'Ente in questo percorso. Il monitoraggio scientifico è stato supportato con continuità dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell'Università di Torino, grazie ai sopralluoghi sul campo del ricercatore Fabio Marcolin.
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