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Una giornata europea per l'osservazione del gipeto barbuto

Il gipeto barbuto si annovera tra i rapaci più grandi del continente europeo. Si tratta di una specie fortemente minacciata, sia per cause antropiche , sia per caratteristiche imputabili al suo ciclo di vita ( è un animale che si riproduce molto lentamente). Il 14 ottobre, in tutta Europa, è stata organizzata una giornata dedicata all'osservazione di questo affascinante uccello. 

Giovedì, 19 Ottobre 2023

Gypaetus barbatusè questo il nome scientifico dell'avvoltoio che in passato popolava le nostre montagne. Per lungo tempo considerato come un feroce predatore e soggetto per questo motivo a una caccia indiscriminata (basti pensare che nel diciannovesimo secolo lo studioso tedesco Gotthilf Heinrich Von Schubert scriveva a riguardo: «... ha una forza muscolare incredibile, tanto che può con facilità trasportare agnelli, capre, persino bambini tra i suoi artigli da una montagna all'altra»). Si tratta in realtà di una convinzione assolutamente priva di qualsivoglia fondamento scientifico: il gipeto si pone sì all'apice della catena alimentare, ma si nutre esclusivamente di carcasse.

A inizio del secolo scorso il gipeto era completamente scomparso dalle Alpi. Solo nel 1986, tramite un progetto di reintroduzione finanziato dal progetto LIFE dell'Unione Europea e dalla Fondation Prince Albert II de Monaco, la popolazione ha cominciato a ricomparire, arrivando a raggiungere un range compreso tra i 288 e i 377 individui. Secondo la IUCN, oggi la specie si colloca nella categoria a rischio di near threatened (letteralmente "quasi a rischio"). In questo contesto si è tenuta una giornata di monitoraggio e avvistamenti, alla quale ha partecipato anche un biologo del Parco del Monviso osservando il settore della valle Varaita dove è noto che alcuni individui di gipeti presenzino in maniera stabile .

In occasione della Giornata Internazionale di osservazione del gipeto tenutasi l'anno scorso, la partecipazione è stata assai numerosa: più di  1.167 volontari sparsi su oltre 700 siti di monitoraggio ubicati in tutta Europa. 

Per approfondimenti: 

Sito Parco Monviso

IUCN Red List

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