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Prima riproduzione di gipeto nella Granda

L'evento avviene a 30 anni dall'inizio dei rilasci dell'avvoltoio nei Parchi Marittime e Mercantour e costituisce la prima nascita in Provincia di Cuneo.

Martedì, 2 Maggio 2023

Il gipeto (Gypaetus barbatus) ha nidificato in alta Valle Maira, nel Comune di Acceglio. Un evento eccezionale atteso da 30 anni. Nel 1993 i Parchi delle Alpi Marittime e del Mercantour, nell'ambito di un Progetto internazionale di reintroduzione nelle Alpi del grande avvoltoio, avviarono una serie di rilasci di giovani animali allevati in cattività presso vari centri di riproduzione. L'operazione andò avanti sino al 2015 con la reintroduzione di 45 esemplari (24 in Italia e 21 in Francia).

Lo scopo del Progetto internazionale di cui il Parco naturale delle Alpi Marittime è stato partner era di riportare sulle Alpi il gipeto che, con la sua presenza, riveste un ruolo fondamentale nella catena alimentare dell'ecosistema alpino, trattandosi di un vero e proprio necrofago, una specie innocua e particolarmente preziosa, che a inizio 1900 si estinse per l'ingiustificata persecuzione dell'uomo a causa di pregiudizi e false credenze.

Con il Progetto di reintroduzione, il gipeto è ora presente (in termini di coppie riproduttive) in 65 territori, di cui diciotto in Italia e, più precisamente dieci nel Parco Nazionale dello Stelvio e in Valle Venosta, sei in Valle d'Aosta e nel Parco Nazionale del Gran Paradiso e almeno due in Piemonte. 

La nascita di un gipeto rappresenta un evento molto atteso in Provincia di Cuneo perché preceduto da diversi tentativi di riproduzione non andati a buon fine per cause diverse. L'ubicazione scelta dalla coppia per il nido non è tuttavia delle più felici, non lontano dal poligono di tiro del Colle del Maurin, solitamente utilizzato per alcune settimane in primavera e in autunno dai reparti della Brigata Alpina Taurinense per attività addestrative con armi. Per scongiurare ogni pericolo, l'Ente di gestione delle Aree Protette delle Alpi Marittime attraverso il proprio personale, in collaborazione con i Carabinieri Forestali e diversi volontari, sta monitorando la riproduzione della coppia. Il personale controlla anche l'eventuale presenza di droni o di altre attività che possano arrecare disturbo al sito (appostamenti per la fotografia e arrampicata in prossimità del nido, ad esempio).

Per approfondimenti:

Sito Aree protette delle Alpi Marittime

 

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