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Un altro inverno con poche precipitazioni atmosferiche nel Parco del Monviso

L'inverno che si è appena concluso ha fatto registrare dati di piovosità molto scarsa sul territorio in cui ricadono le aree naturali protette del Monviso, con conseguenze su specie d'interesse per il territorio, come i chirotteri, la salamandra di Lanza, e i rari boschi di querco-carpineto in pianura.

Venerdì, 28 Aprile 2023

L'inverno che si è appena concluso ha fatto registrare precipitazioni atmosferiche molto scarse sul territorio in cui ricadono le aree naturali protette del Monviso: nel periodo gennaio-marzo 2023 sono caduti complessivamente 63mm di pioggia, pari al 43% della norma del periodo calcolata sulla media dei dati raccolti tra il 1991 e il 2020. Un dato che non rappresenta un "record" ma che si inserisce comunque in un andamento già evidenziato negli scorsi anni: quello dello scorso anno, ad esempio, è stato l'inverno più siccitoso di sempre per il nostro territorio. I dati, forniti dalla Società Meteorologica Italiana che elabora per il Parco del Monviso il servizio di previsioni MeteoMonviso, sono quelli rilevati dalla stazione Arpa Piemonte installata presso il lago di Castello di Pontechianale, attiva dal 1943.

La mancanza o la scarsità di precipitazioni in piena stagione invernale, in particolare di nevicate, ha ricadute pratiche molto concrete in termini di disponibilità di acqua nel periodo estivo;  nel 2021 ha fatto notizia la chiusura anticipata del rifugio Quintino Sella per l'esaurimento delle risorse di acqua potabile. Le conseguenze di questa estrema situazione climatica dell'inverno si ripercuotono anche su specie di notevole interesse per l'Ente di Gestione delle Aree Protette del Monviso, specialmente se le condizioni di siccità perdureranno anche nella stagione estiva.

Un esempio è costituito dai chirotteri che svernano nella grotta di Rio Martino, censiti ogni anno a partire dal 1992. Il censimento effettuato nel febbraio 2022 ha invece individuato una diminuzione nel numero di individui di Barbastello, la specie di pipistrelli più rappresentativa nel sito.  

Anche la salamandra di Lanza, specie iconografica del massiccio del Monviso, endemica e riconosciuta quale specie a priorità di conservazione dalla Direttiva Habitat, potrebbe risentire di questa situazione climatica. 

Proprio per andare a capire come gli attuali cambiamenti climatici in atto andranno a influire sulla sopravvivenza a lungo termine della specie, il l'Egap Monviso , in collaborazione con gli enti che gestiscono i territori in cui è presente la salamandra di Lanza (Parco Alpi Cozie, Città Metropolitana di Torino, Parc Naturel Regional du Queyras e Réserve Naturelle Nationale Ristolas Mont Viso) e nell'ambito del progetto a finanziamento europeo PITEM Biodiv'Alp, ha realizzato una mappa di idoneità ambientale della specie. Partendo dai parametri ambientali caratteristici dell'habitat della salamandra, modellizandoli con i diversi scenari previsti di cambiamento climatico, si intende trarre utili informazioni per la gestione futura della specie.

Spostandosi in pianura, una diversa distribuzione stagionale delle piogge e un aumento delle temperature medie, in aggiunta all'abbassamento della falda, sta creando problematiche di deperimento delle farnie e dei rari querco-carpineti di pianura, habitat forestali ormai relegati in pochissime aree a livello regionale.

Per approfondimenti:

Sito parco del Monviso

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