Nei giorni scorsi alcune segnalazioni avevano lanciato l'allarme, segnalando la formazione di alghe nel Po, in particolare nel tratto casalese. Gli esperti di IPLA e ENEA tuttavia hanno gettato "acqua" sul fuoco. Le alghe individuate, infatti, non appartengono alla specie alloctona invasiva Myriophillum Acquaticum che era stata localizzata nel comune di Torino nel 2016 e poi successivamente eradicata. Dal punto di vista ambientale non c'è dunque da preoccuparsi, si tratta invece di flora spontanea (Myriophyllum Spicatum) che denota viceversa condizioni di buona salute del fiume. Alcuni dei sopralluoghi sono stati effettuati dagli esperti con personale del Parco del Po piemontese. C'è tuttavia un campanello d'allarme: le condizioni climatiche attuali potrebbero favorire la proliferazione di esotiche invasive ma, proprio per scongiurare quest'eventualità, verranno effettuati nuovi sopralluoghi con ulteriori analisi.