Chi si occupa della conservazione del patrimonio vegetale non vede di buon'occhio le persone che raccolgono i fiori nei prati. Una volta tanto si può fare un'eccezione però. L'Ente di gestione delle Aree protette delle Alpi Marittime propone a tutti di collaborare, proprio raccogliendo una piantina che sta per diventare un grave problema per l'agricoltura locale. Si tratta del Senecio inaequidens, il Senecio del Sudafrica, specie erbacea pericolosa perché contiene degli alcaloidi tossici per gli animali a sangue caldo (tra cui uomo, equini, bovini, ecc.), che possono passare al latte in seguito al pascolamento ed anche nel miele attraverso il nettare raccolto dalle api. Nelle nostre zone il Senecio è facilmente osservabile ai bordi delle strade, negli incolti, ai bordi dei campi, nelle zone ruderali, industriali, sui suoli nudi dei cantieri, da Cuneo fino all'interno delle vallate alpine, anche a quote assai elevate, come ad esempio in prossimità del Colle della Maddalena, in Valle Stura.
Il Centro per la Biodiversità Vegetale dell'Ente Aree Protette Alpi Marittime da molti anni controlla il fenomeno e negli ultimi tre ha iniziato interventi di contenimento della diffusione di questa specie nelle aree che ha in tutela. Data l'attuale forte espansione della pianta su tutto il territorio, il Centro invita ora tutti a collaborare per cercare di contenere l'invasività di tale specie.
In che modo? Anzitutto occorre procedendo al riconoscimento con l'aiuto delle molte immagini e descrizioni pubblicate sul sito della Regione Piemonte, poi sradicandolo con una zappetta o comunque estirpandolo e infine eliminandolo nei sacchi di rifiuti dell'indifferenziata e non nel verde o nell'organico, perché la maturazione di semi può contribuire la diffusione della specie altrove.
Il Centro cercherà di attivare gli enti locali per azioni di protezione civile, ma ognuno di noi può fare la sua parte. Tutti insieme, con uno sforzo limitato, possiamo contribuire a salvaguardare la flora locale, minacciata da questa specie, e aiutare concretamente i nostri agricoltori e apicoltori.