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L’inverno arretra in Val Troncea e libera i resti di un grande cervo,

L'emergenza sanitaria ha sconvolto la nostra vita e per le aree protette significa un forte e brusco stop alle attività di fruizione, di ricerca, di territorio. Si mantiene però l'attività dei guardiaparco con funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, chiamati a controllare che non si verifichino pericolosi assemblamenti e a vigilare sul rispetto di tutte le misure di contenimento. Ed è nell'espletare funzioni indifferibili che, a volte, accadono eventi sorprendenti. 

  • Nadia Faure
  • Marzo 2020
Venerdì, 27 Marzo 2020
Ritrovamento in Val Troncea  | Foto D. Rosselli Ritrovamento in Val Troncea | Foto D. Rosselli

L'emergenza sanitaria ha sconvolto la nostra vita, in queste settimane l'ordinario e il quotidiano si sono velocemente e necessariamente adattati a nuove coordinate. L'emergenza dichiarata già a fine gennaio, solo a inizio marzo si traduce in misure di contenimento via via sempre più stringenti e imperative. Per le aree protette significa un forte e brusco stop alle attività di fruizione, di ricerca, di territorio; sospesa la didattica, gli stages, i tirocini, l'informazione turistica e di contatto al pubblico, le attività commerciali, l'allestimento delle mostre, i convegni, le missioni, le trasferte, i sopraluoghi tecnici e tutto quanto non essenziale e indifferibile o che non si possa essere realizzato in isolamento e da remoto.

Attivato il lavoro agile per la maggior parte del personale si mantiene il presidio del territorio attraverso l'attività dei guardiaparco con funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, chiamati a controllare che non si verifichino pericolosi assemblamenti e a vigilare sul rispetto di tutte le misure di contenimento.

Se nel Parco naturale dei Laghi di Avigliana è più difficile contenere con massimo rigore i numerosi fruitori abituati allo sport in natura, tanto che si è dovuto ricorrere anche a un'ordinanza comunale per vietare l'accesso al lungo lago, nei Parchi di montagna le condizioni sono più tranquille e rispettose. In questi momenti di limitazioni sociali, di dolore e anche di nostalgia, la natura sa regalare emozioni, spunti, storie e pensieri che è importante, proprio in questo triste momento, condividere.

Domenico Rosselli, responsabile della vigilanza dei Parchi Alpi Cozie, in attività sul territorio della Val Chisone racconta di un insolito ritrovamento. 

Leggi qui tutta la storia. 

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