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Come "parlano" le marmotte, sentinelle d'alta quota

Con fischi acuti e caratteristici, ci accompagnano in tutte le nostre avventure estive in alta montagna: sono le marmotte.

  • Cecilia Dutto
  • Aprile 2026
  • Martedì, 28 Aprile 2026
Foto Pixabay Foto Pixabay

C'era una volta, in un villaggio di montagna, un giovane pastorello con un ingrato compito: doveva passare la notte a fare la guardia alle pecore del padre. Preso dalla noia, decise di fare uno scherzo agli abitanti del villaggio: "Al lupo, al lupo!" cominciò a gridare in piena notte. Tutto il villaggio si svegliò e accorse per aiutarlo a salvare le pecore, ma si trovarono di fronte solo il ragazzo "burlone" che se la spassava a loro spese. Lo scherzo si ripeté notte dopo notte, fino a quando...

Non occorre davvero raccontare la fine di questa fiaba... Basta sentire "Al lupo, al lupo!" per ritrovarla nella nostra memoria di bambini e ricordare quale morale ci insegna.

Ma cosa c'entra una fiaba con le nostre amiche marmotte? Così come il pastorello, tra le marmotte chi grida "al lupo" troppo spesso finisce per essere ignorato.

Molto più che un semplice fischio

Gli animali, soprattutto i mammiferi, sono tendenzialmente - salvo qualche eccezione - silenziosi: è logico, non essere sentiti aiuta le prede a non essere mangiate e i predatori a mangiare. Ma tra la fauna alpina fa eccezione la marmotta (Marmota marmota). Uno dei miei ricordi di bambina in montagna sulle spalle di mio padre prima e sulle mie gambette poi è proprio il fischio delle marmotte, quel suono acuto che tutti gli amanti delle escursioni conoscono perfettamente. Ma forse non tutti sanno che i fischi non sono sempre uguali e hanno dei significati ben precisi.

Il fischio della marmotta, infatti, non è un semplice verso o un "urlo", ma un vero e proprio sistema di comunicazione referenziale: il suono non solo trasmette lo stato di allarme di chi lo emette, ma soprattutto fornisce informazioni ai conspecifici sulla tipologia di pericolo in avvicinamento.

Le marmotte emettono infatti un fischio singolo, cioè un suono breve e ad alta frequenza, in caso di "allarme aereo", e diversi fischi in serie, suoni ritmati a frequenza più bassa, quando il pericolo arriva da terra. Perché questa differenza? Un suono acuto e breve è molto più difficile da localizzare per un predatore in volo e scatena, tra le marmotte, una fuga immediata alla ricerca della tana più vicina. Un predatore da terra, invece, si muove più lentamente, così, quando le marmotte avvertono una sequenza di fischi da parte di un conspecifico, hanno il tempo di valutare la situazione: si alzano nella classica posizione "a candela" per individuare il predatore e allontanarsi con cautela dal pericolo, dirigendosi verso la tana.

Ma non solo: oltre a indicare la tipologia del predatore, con il fischio le marmotte sono in grado anche di comunicare il grado di urgenza: se un predatore terrestre è molto vicino, la serie di fischi diventa più rapida e intensa, per comunicare alle compagne non solo che "c'è una volpe", ma che "c'è una volpe ed è molto, troppo vicina, a meno di 10 metri".

Il fischio è però solo l'inizio. Una volta dato l'allarme, la colonia comunica attraverso segnali visivi (coda alzata, direzione dello sguardo) che aiutano il gruppo a capire esattamente dove si trova la minaccia.

Una questione di fiducia... E di età

La reazione al fischio dipende anche da chi lo emette. Non tutte le marmotte, infatti, hanno la stessa autorevolezza quando fischiano. Lo studio "Social organization and communication in the Alpine marmot" di Louis e Le Berre (2000) ha mappato per la prima volta come la struttura sociale influenza la risposta al fischio. Gli individui "alpha" (maschio e femmina) tendono a fischiare con minore frequenza, ma quando lo fanno è il panico! La colonia reagisce con un'intensità e una rapidità maggiori. Quando invece a fischiare è una marmotta "sentinella", si verifica quello che la scienza definisce comportamento di trasmissione dell'allarme: le altre marmotte assumono la posizione "a candela" e aspettano una prova visiva del pericolo o un secondo fischio, possibilmente da un soggetto diverso dal primo che ha dato l'allarme, che conferma la presenza effettiva del rischio imminente. Così evitano i falsi allarmi che hanno la sola conseguenza di sprecare energie, tempo e cibo.

Anche l'età di chi fischia sembra essere rilevante. È stata osservata una risposta più forte (interruzione immediata del pasto e aumento della vigilanza) quando fischiare è un piccolo. I cuccioli sono più vulnerabili e la loro percezione del pericolo, anche se meno "raffinata", indica spesso una minaccia immediata per i membri più fragili della colonia.

Le marmotte distinguono quindi i richiami dei diversi individui del loro gruppo sociale e riconoscono gli altri membri della colonia proprio grazie al loro fischio, capacità fondamentale per valutare se il segnale arriva da un compagno affidabile oppure no.

Tramite la metodologia Habituation-Recovery (abituazione-recupero), uno studio ha dimostrato che le marmotte, nello specifico le marmotte dal ventre giallo (Marmota flaviventris), distinguono i singoli individui e tendono a ignorare coloro considerati inaffidabili poiché danno troppo spesso falsi allarmi (vi ricorda qualche pastorello di nostra conoscenza?).
Al gruppo sperimentale è stato fatto ascoltare ripetutamente il segnale della marmotta A, fino a quando il gruppo smetteva di reagire a quel fischio (fase di habituation). Hanno poi trasmesso il fischio della marmotta B e hanno osservato che le marmotte tornavano improvvisamente in allerta (fase di recovery), dimostrando così che il gruppo percepiva correttamente la marmotta B come individuo diverso dalla marmotta A.

Le marmotte valutano quindi la fonte dell'informazione prima di agire. A seconda che il fischio provenga da un individuo inaffidabile, da un giovane o dalla coppia alpha, la risposta sarà diversa.

E quando il pericolo è passato? Non esiste un fischio di "cessato allarme", semplicemente uno dei soggetti leader del gruppo ricomincia a mangiare, un segnale visivo molto chiaro che indica che la situazione e sicura, così anche il resto del gruppo torna alla sue normali attività.

Una piccola curiosità

La marmotta, a differenza nostra, non fischia con le labbra: il suono è prodotto dalla laringe. Come noi emettiamo le vocali, così le marmotte fischiano, ma con una pressione d'aria tale da trasformarlo in un fischio ad alta frequenza estremamente potente che può superare il chilometro di distanza.