Il fascino della Duchessa

Misteriosa e poco conosciuta, la storia della Riserva naturale Montagne della Duchessa ha il fascino delle terre di confine, oggi tra Lazio e Abruzzo, ieri tra Stato Pontificio e Regno di Napoli.

  • Ludovica Schiaroli
  • Maggio 2019
  • Venerdì, 19 Aprile 2019
Il Lago della Duchessa  (Foto arc. RNR Montagne della Duchessa) Il Lago della Duchessa (Foto arc. RNR Montagne della Duchessa)

La Riserva naturale Montagne della Duchessa è caratterizzata da un territorio montuoso aspro e selvaggio, dominato dal Monte Morrone (2141 m) e dal Murolungo (2184 m) e da due valloni che portano al Lago della Duchessa, uno dei più alti del centro Italia con i suoi 1788 metri.

Il nome "Montagne della Duchessa" fu coniato dall'ingegnere bolognese Francesco De Marchi nel XVI secolo in omaggio a Margherita d'Austria, duchessa di Parma, Piacenza, Leonessa e Cittaducale. 

Nella terra dei briganti

Si era persa la memoria di quanto accaduto su queste montagne, un tempo luogo di pastorizia e brigantaggio, "perché la storia alla fine la raccontano sempre i vincitori", spiega Luca Gianotti, modenese trapiantato in Abruzzo, che ha recuperato il Cammino del Briganti, un itinerario lungo 100 km sulle orme dei briganti della Banda di Cartore, dove il viaggio diventa l'espediente per scoprire quanto accaduto 150 anni fa.

"Camminando ho imparato storie che i nostri libri di Storia non raccontano. E lungo il Cammino dei Briganti, di storie ce ne sono tante. Belle e brutte - racconta Gianotti - ma soprattutto ho voluto recuperare la memoria di questi uomini e queste donne chiamati briganti e brigantesse perché non accettavano l'invasore, e si davano alla macchia, entravano in clandestinità, diventando, in qualche modo, partigiani". Si ribellavano all'idea di diventare soldati che comportava, automaticamente, l'abbandono della loro terra per essere arruolati nell'esercito. Fu una guerra feroce quella combattuta prima contro i francesi nel 1810 e poi contro i sabaudi nel 1860: "I briganti erano molto abili anche perché la popolazione era dalla loro parte - continua Gianotti - presto però i sabaudi iniziarono a capire come si combatteva la guerriglia sulle montagne e nel giro di qualche anno li presero tutti".
Oggi le loro gesta sono ricordate dai tantissimi viaggiatori che intraprendono il Cammino e contribuiscono a sostenere un'economia basata sul rispetto della natura "ma si potrebbe fare di più se ci fosse un supporto migliore da parte delle istituzioni, soprattutto dal punto di vista delle ricettività", conclude Gianotti ricordando che sul Cammino dei Briganti passano circa 2500 camminatori all'anno "ed è il terzo più frequentato in Italia".

Lotte ambientaliste e potentati politici

Bisogna andare indietro nel tempo, agli albori delle lotte ambientaliste, per raccontare come il comprensorio delle Montagne della Duchessa evitò la costruzione di un impianto sciistico che ne avrebbe compromesso il paesaggio e iniziò il percorso per l'istituzione della riserva.

L'idea era venuta, negli anni Sessanta, al famoso alpinista e scalatore abruzzese Gigi Panei, che vedeva nella stazione sciistica un'opportunità di sviluppo per il territorio. Ma ancora una volta sono i confini a giocare un ruolo determinante, così come il peso di due potenti politici abruzzesi, avversari di corrente, pur dello stesso partito democristiano: Lorenzo Natali, che l'impianto lo voleva sulle Montagne della Duchessa e il sedici volte ministro e campione di preferenze Remo Gaspari, che spingeva per costruirlo a Campo Felice. E così fu. Gli impianti furono costruirono a Campo Felice nel 1970, a 10 km di distanza dalle Montagne della Duchessa, una volta Abruzzo e dal 1927 Lazio.

"È stato un fatto accidentale, ma le Montagne della Duchessa si salvarono in tutta la loro bellezza". Lo racconta Gianni, uno dei protagonisti negli anni Ottanta della lotta per l'istituzione della riserva, che vuole essere chiamato solo per nome, "perché fu una battaglia collettiva: con me c'erano anche Maria, Checchino, Mino, Lucia, Celestino e altri ragazzi allora legati alla sinistra". "Eravamo tignosi, continua Gianni, giravamo per i paesi a raccontare l'importanza della salvaguardia del territorio, facevamo sit-in, manifestazioni, andavamo nelle scuole, preparavamo documenti che portavamo nei Consigli comunali, ci scontravamo soprattutto con i cacciatori, eravamo giovani e pieni di passione". Alla fine la battaglia la vinsero e nel 1990 fu istituita la Riserva Montagne della Duchessa.

Moro e il volantino delle Brigate Rosse

Sono passati 41 anni da quando il laghetto della Duchessa assurse agli onori delle cronache per un fatto di cronaca nera: l'allora presidente della Dc Aldo Moro era stato rapito da poco più di un mese quando dentro un cestino in zona Trastevere venne trovato un volantino della Brigate rosse che annunciava "l'avvenuta esecuzione" di Aldo Moro, e indicava come luogo per recuperare la salma il laghetto della Duchessa. Vista la zona impervia e non raggiungibile con mezzi motorizzati furono mandati elicotteri, mentre sommozzatori facevano saltare parte del laghetto ghiacciato per esaminarne i fondali. Il corpo del presidente della Dc non fu trovato, presto si capì che si trattava di un depistaggio, e improvvisamente il laghetto tornò alla sua quieta atmosfera.

La Riserva Montagne della Duchessa

È il 1990 quando la Riserva Montagne della Duchessa viene istituita con legge regionale e affidata in gestione a una cooperativa locale e successivamente, con la legge regionale sui parchi nel 1997, viene integrata nel sistema regionale delle aree protette.
"La Riserva ha sempre dato una grande importanza all'escursionismo come forma di fruizione sostenibile della montagna - racconta Silvia Scozzafava tecnico naturalista presso la Riserva Montagne della Duchessa - per questo abbiamo cercato, per quanto possibile, di ripristinare e valorizzare i vecchi sentieri per non andare ad impattare sull'ambiente". Con questo spirito sono nati due progetti: il Cammino dei Briganti e il Cammino naturale dei parchi che come spiega Silvia nascono entrambi "dal basso": "quello dei Briganti grazie all'intuizione di Luca Gianotti che da solo, senza l'aiuto delle istituzioni è riuscito a farne un esempio di successo, mentre il Cammino naturale dei parchi è nato nel 2016, nell'anno nazionale dei Cammini, grazie alla passione di operatori, guide e ragazzi impegnati nel servizio civile ed è un valido esempio di come parchi e aree protette possano contagiare anche le aree esterne con un modello di sviluppo sostenibile".
Nella riuscita del progetto risulta evidente come oltre al parco che ha messo manodopera, materiale e fondi, "sia stato fondamentale la partecipazione di chi pur non rientrando nell'area protetta ha creduto nel Cammino facendosi coinvolgere", conclude Silvia che con orgoglio annuncia che il Cammino naturale dei parchi sarà presentato insieme alla Guida edita da Montura a fine aprile al Trento Film Festival, kermesse dedicata alla montagna.

Scoprire il parco attraverso gli itinerari

Il Cammino dei Briganti

Il cammino parte da Sante Marie (AQ) e si snoda tra paesi medievali e natura selvaggia tra Abruzzo e Lazio, sulle orme dei briganti della Banda di Cartore. È lungo 100 km ed è stato suddiviso in 7 tappe. È percorribile tutto l'anno e le quote non sono mai troppo alte, massimo 1.300 metri (a parte la tappa di montagna del Lago della Duchessa dove d'inverno sono consigliate le ciaspole d'emergenza). Il Cammino è tutto segnato con segni bianco-rossi e con targhette di metallo. È disponibile una guida edita da Edizioni dei Cammini, che contiene le descrizioni dettagliate e le info pratiche. All'arrivo si ottiene anche un "salvacondotto", su richiesta.

Il Cammino naturale dei parchi

Lungo 430 km attraversa alcuni dei territori più belli del centro Italia partendo da Roma e arrivando all'Aquila incontrando il Parco Regionale dell'Appia Antica, il Parco Regionale dei Castelli Romani, il Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili, il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini, la Riserva Naturale Monti Navegna e Cervia, la Riserva Naturale Montagne della Duchessa e il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un percorso lungo e impegnativo, adatto a escursionisti esperti dal momento che per completarlo è necessario 1 mese di cammino con una previsione media di 100 km a settimana.

 

Link utili

www.riservaduchessa.it 


http://www.camminonaturaledeiparchi.it 


https://camminobriganti.wordpress.com 

 

 

 

 

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