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Una voce in aiuto del Madagascar

Il Madagascar è un paese caratterizzato da un'enorme ricchezza ambientale ma continuamente messa a rischio. Per questo motivo, Olga del Madagascar - canta per la conservazione della natura nel suo Paese, in particolare per combattere contro la deforestazione e per la conservazione delle tradizioni locali

 

  • Emanuela Celona
  • Maggio 2017
  • Giovedì, 11 Maggio 2017
Una voce in aiuto del Madagascar

Olga è una cantante etno-ambientalista, nata in Madagascar, da tempo residente in Italia. Canta per la conservazione della natura nel suo Paese, in particolare per combattere contro la deforestazione e per la conservazione delle tradizioni locali.
Ha già realizzato due album e il suo terzo lavoro sperimenterà nuove forme di collaborazione con musicisti locali, con l'obiettivo di sensibilizzare la popolazione del Madagascar a proteggere l'ambiente, a partire dalla perdita di biodiversità endemica.

Perché il Madagascar è un paese caratterizzato da un'enorme ricchezza ambientale ma continuamente messa a rischio.
Per questo, il suo nuovo album sarà dedicato alla natura e alla sua salvaguardia. Con il linguaggio della musica, Olga intende sensibilizzare la coscienza dei siti e dei villaggi rurali e tradizionali, altrimenti difficile da raggiungere.  L'abbiamo incontrata per farci raccontare di questo suo ultimo progetto.

Dove nasce l'idea del tuo progetto?

Da anni mi impegno per la conservazione nel mio paese, il Madagascar, cantando. Mi definisco cantante etno-ambientalista e credo di poter riuscire a trasmettere un po' della magia della mia isola. Purtroppo, realizzare un album etnico in Italia e' molto difficile, e allora ho pensato di usare una piattaforma di "crowdfunding" per coinvolgere tutti quelli che amano il Madagascar. 

Perché pensi che la musica arrivi a proporre un messaggio dove altri linguaggi non arrivano?

In Madagascar e' difficile riuscire a trasmettere dei messaggi in modo classico, cioe' con testi, libri, incontri, programmi televisivi. In molte aree gli aspetti tradizionali e la tradizione orale hanno ancora una grande importanza e solo con un approccio emotivo si puo' arrivare al cuore e alla testa della gente. La musica in Madagascar anima la vita quotidiana. Una canzone spesso riesce a trasmettere in breve un messaggio, semplice, ma diretto.

Quali sono gli aspetti più a rischio della biodiversità del Madagascar?

Le foreste che un tempo ricoprivano tutta la costa orientale del Madagascar sono oggi frammentate a causa di un terribile processo di taglio e di utilizzo indiscriminato. Da un lato noi malagasy abbiamo sempre considerato le foreste una risorsa da sfruttare e pressoche' inesauribile. Le abbiamo tagliate e bruciate per centinaia di anni nella pratica del "tavy" per dare maggiore fertilita' alla terra e per ottenere spazio per la coltivazione del riso e per l'allevamento degli zebu'. Negli ultimi anni, poi, le foreste sono anche sotto "attacco" perche' sono ricercate speciali essenze pregiate, fra cui il palissandro o bois de rose. Questi grandi alberi (genere Dalbergia) vengono tagliati illegalmente per essere destinati principalmente al mercato asiatico (ma non solo: la Gibson, famosa azienda costruttrice di chitarre, e' stata condannata per aver favorito il commercio illegale di palissandro). Questo commercio alimenta una "mafia ambientale" che non ha pari al mondo. Il land-grabbing infine interessa ampie aree del paese, come pure l'estrazione di zaffiri di oro e di pietre preziose. Tutto cio' porta a un aumento dell'insicurezza alimentare e dell'accesso alle risorse idriche. La biodiversita' e' la ricchezza principale del paese, su cui si trovano animali e piante endemici, che cioe' non si trovano altrove. Ricordo le oltre 100 specie di lemuri e le oltre 300 specie di anfibi. Molti di questi animali sono in via di estinzione. Io canto per celebrare la loro bellezza e la loro unicita' e per convincere i miei conterranei a curare e rispettare l'ambiente.

La popolazione è consapevole di questi rischi?

Purtroppo no, la popolazione non ne e' troppo consapevole. Chi e' acculturato, come parte della borghesia di Antananarivo, la capitale, sa che l'ambiente sta soffrendo. Ma, paradossalmente, se ne interessa limitatamente, perche' vive lontano dalla natura e perche' pensa di poter facilmente superare i problemi quotidiani con l'agiatezza economica. Gran parte della popolazione, soprattutto degli ambienti rurali,ha invece gravi problemi di sussistenza. La maggioranza della popolazione vive con meno di un euro al giorno! Chiaramente, di fronte a queste problematiche, non c'e' una percezione reale dei problemi di carattere ecologico. Pensa che io stessa, quando sono arrivata in Italia 18 anni fa, pensavo che le foreste in Madagascar non fossero davvero a rischio. Poi ho capito che invece era proprio lì la ferita maggiore che stava facendo morire il mio bellissimo Paese.

Il titolo che ipotizzi per il Cd è una denuncia contro la deforestazione. E' un problema che affligge il Madagascar? E cosa comporta per la popolazione?

Il titolo che ho pensato per il nuovo album e' "Nue contre la deforestation", ma e' un "working title" ed e' possibile che sara' cambiato cammin facendo. Comunque, la mia riposta e' affermativa. La deforestazione e' probabilmente il maggiore problema (ambientale/sociale) per il Madagascar, allo stesso tempo causa e conseguenza della poverta' della popolazione. Perdendo le proprie foreste il Madagascar perde gran parte delle sue risorse e la biodiversita' evapora insieme al fumo delle foreste bruciate ogni anno. Senza piu' copertura vegetale il terreno si denuda e tutto diviene un'enorme distesa di argilla. I fiumi si prosciugano e si creano enormi canyon, denominati in malagasy "lavaka". Le risaie non producono piu' riso e gli zebu' non trovano piu' pascoli. Cosi' i contadini e gli allevatori devono muoversi, ancora e ancora, distruggendo nuove risorse e spesso penetrando all'interno di aree protette. E' un grave problema. Un po' come e' successo per l'Isola di Pasqua, ma per un'isola (il Madagascar) che e' la quarta al mondo per grandezza e che alberga una fetta importante della biodiversita' del pianeta.

Nel raccontare la musica del Madagascar, parli di ritmi salegy e antosy. Ce li puoi descrivere?

La musica del Madagascar deriva dall'incontro fra le musiche africane e quelle asiatiche, declinate con contaminazioni francesi e di musica pop internazionale. Io amo soprattutto le sonorita' tradizionali. In particolare il salegy, perche' sono "nata" musicalmente cantando insieme al maitre Berikely, uno dei grandi musicisti malagasy che hanno fatto di questa musica sincopata una firma caratteristica. Il salegy e' un ritmo polifonico derivato dalla musica antsa, che e' il ritmo che viene suonato nelle cerimonie animiste di possessione, denominate tromba. Purtroppo si tratta di una tradizione "pagana" che sta andando perdendosi nel mio paese in seguito alla diffusione delle confnessioni monoteiste, in primis il cristianesimo. Ho raccontato di questa perdita di tradizioni nel breve racconto pubblicato dal Concorso Linguamadre, intitolato "Mia nonna ravavy". Anche altri ritmi del Madagascar trovano radici nelle 18 etnie (karazana) che popolano la grande isola. Originario della regione di Sofia in provincia di Mahajanga sulla costa nord-ovest del Madagascar, l'antosy è una musica ed una danza originariamente praticate in vari festival e cerimonie tradizionali. L'antosy si sviluppa con strumenti musicali tradizionali come le hazolahy (tamburo cilindrico e membranofono usato nelle cerimonie funebri), il kabosy (piccola chitarra malgascia) e la fisarmonica. Potete sentire queste musiche nelle mie canzoni e nei miei clip.

Per gli appassionati di Madagascar, sabato 27 maggio, a Torino  avrà luogo la settimana edizione della Giornata del Madagascar: una giornata di conferenze e di incontri, con proposte di degustazione della cucina malagasy e musica di Olga alla sera.

Per saperne di più: www.olgadelmadagascar.org


Il video Masoala

 

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