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I dieci anni del Parco Gesso e Stura. Intervista al direttore Luca Gautero

Ripristinare la funzione sociale dei fiumi, mediante la riqualificazione degli ambienti fluviali, è uno degli obiettivi più importanti che si è posto il Parco fluviale Gesso e Stura. A dieci anni dalla sua istutuzione, avvenuta con Legge regionale, facciamo il punto sugli obiettivi raggiunti e quelli futuri con il direttore, Luca Gautero

  • Emanuela Celona
  • Febbraio 2017
  • Martedì, 14 Febbraio 2017

Il parco nasce da un'ambizione nobile, ovvero ripristinare la funzione sociale dei fiumi. A distanza di 10 anni, l'obiettivo è stato raggiunto?

I risultati che abbiamo raccolto in questi 10 anni sembrano suggerire che l'obiettivo sia stato raggiunto. Tra l'altro, proprio sulla funzione sociale dei fiumi, il parco ha realizzato un studio-documentario, che ha dato origine a un film di testimonianze, "Il fiume sotto casa", che lavora su questo tema e restituisce materiale davvero molto interessante, anche sulla funzione sociale passata dei fiumi.

Comunque sull'obiettivo rispristino funzione sociale dei fiumi resta ancora molto da fare e da migliorare, ma i dati ci confortano e ci suggeriscono che la strada intrapresa è quella giusta. Ce lo suggeriscono i 500.000 passaggi l'anno lungo le piste ciclo-naturalistiche segnalate, che prima della nascita del parco erano di circa 6 km e ora sono 60. Ma anche la partecipazione sempre crescente ai nostri eventi - abbiamo superato le 100.000 presenze nelle iniziative che abbiamo organizzato in questi 10 anni - e alle attività didattiche che proponiamo alle scuole. Riavvicinare la gente ai fiumi e restituire loro un territorio che era stato completamente dimenticato era l'obiettivo con cui il progetto Parco fluviale è partito e tutta questa gente ne è la risposta, dopo 10 anni di storia. Anzi, se siamo partiti riportando verso i fiumi i cuneesi, ora, 10 anni dopo la nostra nascita, ci stiamo portando anche i turisti e stiamo crescendo anche nell'offerta turistica e promozione del territorio. Uno sviluppo di quel primo obiettivo che quindi direi centrato.

L'ingresso di altri nove Comuni, rispetto il progetto iniziale, è stato una valore aggiunto o una complicazione per la mission del parco?

Va detto che in realtà con gli altri comuni limitrofi abbiamo sempre avuto un rapporto di collaborazione e confronto, anche prima dell'ampliamento formale del parco. Per prassi lavoriamo condividendo sempre con gli altri soggetti del territorio, va da sé che non potevamo non farlo con i comuni confinanti. Inoltre l'ampliamento è stato solo la conseguenza di una richiesta formale fatta dai comuni, quindi si capisce quanto fosse un passaggio condiviso. L'ingresso formale di 9 nuovi comuni ha poi significato allargamento del territorio e inglobamento di aree anche di grande pregio naturalistico, per far un esempio su tutte l'Oasi della Madonnina, ma potrei citarne molte altre. Un valore aggiunto importante, anche perché si è ampliata la nostra rete di percorsi ciclo-naturalistici, quindi l'offerta ai visitatori, che si sta facendo sempre più ricca e diversificata. Nel contempo anche la nostra funzione principale, che non va mai dimenticata, di tutela e salvaguardia dell'ambiente, della sua flora e della sua fauna, si è fatta più capillare ed efficace, potendo fare sistema e unificando le modalità. Certo, le complicazioni burocratiche e legate all'aumento di soggetti interessati alla gestione esistono, e questo accade ovunque credo, ma finora sono state davvero minima cosa rispetto ai vantaggi.

In dieci anni il parco ha organizzato un ricco calendario di eventi, ma soprattutto ha dato la possibilità di svolgere numerose attività di educazione ambientale con le scuole del territorio. Quanto è importante per un parco nato da poco?

Da sempre consideriamo l'educazione ambientale una delle nostre vocazioni principali, perché siamo convinti che trasmettere i concetti di uno stile di vita più naturalmente sostenibile agli adulti di domani sia il modo migliore per contribuire a rendere il nostro mondo più verde e salvaguardare la natura che ci circonda, partendo da quella che abbiamo sotto casa. Inoltre i bambini sono un canale importantissimo di trasmissione verso gli adulti, quindi coinvolgerli significa arrivare alle loro famiglie e questo ci ha aiutato certamente molto nei primi anni, quando ancora dovevamo farci conoscere.

La presenza di un territorio tutelato ha peggiorato o agevolato i rapporti con la comunità locale?

Una caratteristica importante che va tenuta sempre ben presente per capire meglio il parco, è quella che si tratta di un progetto "nato dal basso". La sua nascita è stata sollecitata dal territorio, con lettere e petizioni, e la stessa legge regionale che lo ha istituita è di iniziativa locale, presentata dal Consiglio Comunale di Cuneo alla Regione Piemonte. Quindi partivamo comunque avvantaggiati, per così dire, formalizzando qualcosa che era in risposta a una esigenza concreta e manifestata del territorio. Certo, ci sono stati negli anni dei piccoli scontri o qualche polemica, ma credo di poter dire che sono stati abbastanza rari e comunque limitati. In generale non siamo stati protagonisti di situazioni altamente conflittuali come è capitato invece ad altri parchi nel resto del paese o dell'Europa, di cui abbiamo notizia ogni tanto. In generale, la comunità locale ci è stata sempre vicina e con molte categorie si è anzi instaurato un bel rapporto di collaborazione. Molte attività locali e molti soggetti lavorano grazie o sul territorio del parco e anche questo è stato un tassello importante. Inoltre la nostra politica, fin dall'inizio, è stato il coinvolgimento della comunità locale, a tutti i livelli, e credo questa strategia abbia pagato perché in effetti condividere le decisioni permette di prenderne di migliori e di crescere insieme.

Infine, quali sono i prossimi obiettivi? E ci può anticipare qualcuna delle sorprese che sono in serbo per festeggiare i 10 anni dall'istituzione?

Come dicevo, nei prossimi anni continueremo di certo sul percorso che abbiamo intrapreso, perché in questi primi dieci anni ha dato frutti francamente anche migliori di quanto ci aspettassimo. Continueremo con la tutela dell'ambiente e con l'educazione ambientale, che sono le nostre vocazioni principali, e questo va da sé, ma apriremo i nostri orizzonti anche verso altri scenari, come dicevo il cicloturismo e l'offerta turistica sono i temi su cui focalizzeremo la nostra attenzione. Del resto il 2017 è anche l'anno internazionale del turismo sostenibile e chi meglio di un parco può avere qualcosa da dire in questo senso?
Naturalmente poi ci sono altre grosse tematiche che non possiamo tralasciare: la questione cambiamenti climatici, ad esempio, un problema di cui molti sanno, ma spesso poco o male. Su questo tema è incentrato un progetto europeo che abbiamo presentato e di cui stiamo aspettando esito di valutazione. Per quanto riguarda le sorprese... Posso dire che ci sarà il modo per tirare le fila di questi dieci anni, sia con momenti istituzionali, che con un libro che vuole ripercorrere la nostra storia e soprattutto riscoprire un territorio. Sia con momenti più informali, tra iniziative ed eventi speciali, sia con una mostra un po' particolare. Per non dimenticare la parte scientifica naturalmente: ad aprile ospiteremo, infatti, il Convegno Nazionale sugli Odonati nel nostro centro di educazione ambientale, la Casa del Fiume.

 Il fiume sotto casa - film documentario realizzato dal Parco fluviale Gesso e Stura

 

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