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Parchi ed ecomusei per un'educazione alla cittadinanza

Lo scorso 16 settembre si è svolto il workshop dedicato alla didattica per lo sviluppo delle "competenze chiave" di cittadinanza nelle scuole, organizzato dalla Rete Ecomusei del Piemonte, in collaborazione con il Polo CittAttiva Astigiano-Albese e l'AIMC, soggetto qualificato per la formazione del personale docente

  • Lorenzo Vay
  • Martedì, 26 Settembre 2017
Parchi ed ecomusei per un'educazione alla cittadinanza

Si è tenuto lo scorso 6 settembre, all'Ecomuseo del Freidano di Settimo Torinese, il workshop della Rete degli ecomusei dei Piemonte, intitolato "Ecomusei e didattica - Percorsi per lo sviluppo delle competenze chiave di cittadinanza", tema molto caro a questi enti presenti sul territorio regionale.

Sin dalla loro istituzione gli ecomusei piemontesi hanno prestato molta attenzione alle attività didattiche. Una funzione declinata nelle modalità più disparate: dalle visite guidate ai laboratori nei contesti ecomuseali per scolaresche; dai viaggi d'istruzione a interventi e attività dirette nelle classi; dalla progettazione e allestimento di luoghi e percorsi ecomuseali "a misura di bambino" al lavoro di ricerca sul campo intorno agli innumerevoli aspetti del patrimonio culturale locale. Negli ecomusei del Piemonte sono stati organizzati eventi, allestite mostre e spettacoli, realizzati video e pubblicazioni; si è dato corso a progetti di ri-funzionalizzazione di luoghi di comunità, di mestieri e pratiche artigianali e agricole: hanno ritrovato vitalità riti, feste e tradizioni. Senza dimenticare le attività formative per gli insegnanti, la predisposizione di unità didattiche, l'accompagnamento e il tutoraggio in percorsi esperienziali multidisciplinari in classe e sul territorio.

L'incontro che è stata un'occasione per fare un bilancio di questa molteplicità di iniziative e per restituire e documentare il lavoro svolto, presentando le esperienze più significative a insegnanti e dirigenti scolastici, associazioni e operatori culturali, amministratori locali. Ma la giornata ha voluto anche rappresentare un momento di riflessione sul rapporto tra ecomusei e istituzioni scolastiche. A partire dalla scolarità dell'obbligo, dove una didattica per competenze, ispirata al "saper fare" e alla costruzione dei saperi, collaborativa e laboratoriale, attenta anche agli aspetti metacognitivi e affettivo-motivazionali, trova nell'indagine sul luogo di vita degli studenti, nella scoperta della sua storia, del suo paesaggio, del suo patrimonio culturale materiale e immateriale, il contesto ideale e più immediato. Un approccio che rappresenta uno stimolo importante per gli ecomusei, chiamati non solo a fornire un contributo in contenuti e competenze ma soprattutto ad "aprire" il territorio alla scuola, a garantirle centralità nella rete di relazioni presenti, strategicità nel complessivo percorso intrapreso dalla comunità per un futuro vitale e sostenibile.

I percorsi per lo sviluppo delle "competenze chiave" di cittadinanza – sottotitolo del workshop – ha indicato solo una delle possibili direzioni da prendere: strada che si fa però urgente di fronte alla condizione sempre più diffusa di omologazione e perdita di memoria, di semplificazione e superficialità, di invenzioni identitarie frutto di ignoranza, di rifiuto dell'alterità e dei processi globali della storia. La collaborazione degli ecomusei all'azione della scuola può rappresentare un'esperienza interessante per la formazione di cittadini attivi e consapevoli.

A questi argomenti è stata dedicata la giornata dove, insieme all'Università, a dirigenti e insegnanti, si è tentato di delineare alcuni possibili percorsi curricolari da attuare nelle scuole nei cui territori insistono ecomusei. Considerando obiettivi, attività di documentazione, interpretazione e valutazione, ma anche gli aspetti più prosaici ma dirimenti dell'organizzazione e dell'orario scolastici. Tutto quanto occorra, insomma, per ovviare al ricorrente configurarsi di queste attività come aggiuntive e dunque, se non estemporanee, demandate all'iniziativa dei singoli insegnanti. Alcuni degli enti gestori degli ecomusei del Piemonte coincidono con gli enti parco. Alcune delle esperienze didattiche realizzate in questi territori sono state illustrate in occasione del workshop.

Ecomuseo di Cascina Moglioni

L'Ecomuseo di Cascina Moglioni, gestito dall'Ente di gestione delle Aree protette dell'Appennino Piemontese, ha presentato ad esempio alcuni progetti rivolti alle scuole secondarie di secondo grado, sottolineando l'importanza della formazione ed educazione non solo per i bambini, ma anche per i ragazzi. Le possibili sinergie tra il mondo scolastico e la Rete Ecomusei Piemonte consentirebbero di "mettere in pratica" l'eccellente preparazione scolastica dei ragazzi nell'ambito delle attività degli ecomusei, per esempio con progetti di alternanza scuola-lavoro.
L'Ecomuseo ha nell'ambito del programma BIODIVERSITY, proposto un progetto dedicato alle lingue a rischio di estinzione partendo dall'analisi della distribuzione attuale dei dialetti, mettendo in relazione la biodiversità naturale con la biodiversità linguistica culturale.
Altro progetto è quello dedicato a Don Luigi Mazzarello, parroco locale eletto recentemente "Giusto tra le nazioni" da Yad Vashem di Gerusalemme per aver salvato, fra il 1943 e il 1945, quattro ebrei nascondendoli nella cripta della chiesa: in questo percorso didattico la storia locale diventa presupposto per la conoscenza della storia mondiale, per un'educazione alla pace.
Nel progetto FILATURA i ragazzi hanno potuto "avvicinarsi" alla filatura della lana, in uso, fino a non molti anni fa, a Capanne di Marcarolo e più in generale nel mondo contadino dell'Appennino ligure-piemontese, con riferimenti alla letteratura che in qualche modo l'hanno citata. In ultimo, l'attenzione è stata posta sul progetto ARTENATURA, dove l'arte è ispirata alla bellezza della Natura.

Ecomuseo Colombano Romean

L'Ecomuseo Colombano Romean, gestito dall'Ente di gestione delle Aree naturali delle Alpi Cozie è impegnato in attività di ricerca e documentazione, svolte sul lavoro e le tradizioni dell'Alta Val di Susa. La didattica rappresenta per l'ecomuseo un punto di forza, un luogo "contenitore" di competenze.
Il percorso ecomuseale è stato un lavoro di comunità, condiviso con diversi interlocutori, quindi rappresenta oggi una autentica risorsa del territorio. La pubblicazione di due quaderni didattici e una collezione mussale hanno raccolto testimonianze e immagini d'epoca chee oggi sono utilizzati come strumento didattico per far conoscere la vita contadina attraverso la vita dei bambini di un tempo. L'Associazione ArTeMuDa ha anche messo in scena uno spettacolo teatrale ispirato ai due quaderni didattici.
Utilizzando fondi della legge 482/99 è stato creato un laboratorio linguistico e realizzato il progetto "La scuola di un tempo" con prove di bella calligrafia e antichi giochi. Altro progetto interessante attivato dall'ecomuseo, "Scrivo Faccio Imparo", realizzato in collaborazione con il Museo della Preistorio di Vaie, che ha coniugato gli aspetti archeologici con gli aspetti naturalistici.

Parchi ed ecomusei per un'educazione alla cittadinanza

Dato comune delle Aree protette e degli Ecomusei è il coinvolgimento di molte scuole del territorio con le quali si sono costruite sinergie didattiche-educative per la costituzione di laboratori di competenze territoriali. La scuola è molto attenta alle indicazioni di programma ministeriali ma con difficoltà riesce a creare una relazione con il territorio. Anche il filosofo Bauman ha descritto l'attuale società come quella dell'omologazione e della perdita di identità, e la scuola non è riuscita ancora a riconoscere l'attuale complessità sociale e i giovani, senza distinzioni di ceto, cultura, origini, hanno spesso un rapporto di mera fruizione dei luoghi dove vivono.

I parchi e gli ecomusei, in collaborazione con le scuole, potrebbero contribuite a una didattica educativa per competenze con la predisposizione di percorsi traversali che permettano di aggiornare la percezione del patrimonio comune da parte dei bambini/ragazzi trattando sia tematiche umanistiche che scientifiche. Da qui la possibilità di istituzione di un tavolo che coinvolga tutto il territorio regionale sulla educazione alla cittadinanza con il coinvolgimento del mondo scolastico, rendendo le esperienze proposte trasferibili nel contesto della ricerca educativa, costruendo anche modelli teorici.

A tal fine si potrebbe partire dai documenti di sintesi dei tavoli di lavoro "Parchi e Rete INFEA" (del Settore Biodiversità e Aree naturali della Regione Piemonte -  2010) e dal documento SIQUA (Sistema Indicatori per la valutazione delle progettualità nell'ambito dell'Educazione Ambientale e alla Sostenibilità - 2010) elaborato nell'ambito dei "Laboratori Territoriali della Rete INFEA".

 

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