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Dalla meditazione all'oblio e poi... il loisir

A Collegno il parco della Certosa reale dedicato al "Generale Dalla Chiesa" è uno scrigno di sorprese.

  • Rosanna Carnisio
  • maggio 2012
  • Lunedì, 7 Maggio 2012

L'ingresso principale è situato al civico 30 in viale Martiri XXX aprile. E' un parco ricco di possibilità per tutte le esigenze: sportive, storico-culturali, ludiche e per dirla alla francese semplicemente per il "loisir". E pensare che fino al 1979, prima della legge Basaglia del 1978, tutto era chiuso da un muro tetro, dietro il quale si celavano le tristi miserie dei malati di mente. Chi vive a Collegno ed ha un po' di memoria storica può veramente stupirsi di quanto sia possibile realizzare a seconda delle scelte politiche dell'Amministrazione comunale. Numerose funzioni pubbliche si sono infatti svolte nell'area destinata a parco. L'apertura degli spazi del parco determinante per il mutamento delle relazioni con i Collegnesi che vinsero le loro paure e divennero utilizzatori delle varie strutture associative da vivere nel verde. Il parco ha un'area di 400.000 mq, di cui 60.000 occupati da costruzioni. Già tra il 1931 e il 1934 furono costruiti otto edifici denominati "Ville della Regina Margherita", concepiti come manufatti isolati nel verde sul modello della "garden city" di tradizione anglosassone. In queste strutture trovano oggi collocazione il Liceo scientifico e psicopedagogico "Maria Curie" in villa 4, la Villa Comunale, il Museo della Città, la Casa delle donne in villa 5, e altre associazioni che denotano la vitalità del mondo sociale collegnese. Villa Rosa è la sede della centrale operativa del Comando di Polizia Municipale per garantire maggior sicurezza nel parco, e dell'ASL TO 3. Sul lato di corso Pastrengo un elegante recupero della ex-lavanderia a vapore è stato effettuato per ospitare il polo regionale coreutico per la danza, diretto da Loredana Furno. La peculiarità di questo territorio pubblico è però la storia interessante che non possiamo tralasciare, e chedal 1641 ad oggi si traduce nell'espressione "una città nella città". Il Parco è l'eredità della Certosa reale fondata da Maria Cristina di Savoia per adempiere un voto fatto in pellegrinaggio alla Grande Chartreuse, madre di tutte le certose, fondata da S. Brunone nel 1084, nello splendido massiccio nei pressi di Grenoble. Dopo varie peregrinazioni, (da Madonna della Losa, a Montebenedetto e Banda, Abbazie situate sul versante nord della bassa valle di Susa soggetta ai Savoia), i Certosini giunsero a Collegno su richiesta di Maria Cristina che nel 1641 acquistò i terreni della villa di piacere appartenuta a Bernardino Data, tesoriere di Carlo Emanuele I. Bernardino Data aveva frodato l'erario, e perciò fu condannato a morte. La pena fu commutata in esilio, i suoi beni confiscati e rivenduti al Conte Francesco Provana di Collegno, Gran Cancelliere dei Savoia. La duchessa ingrandirà poi i possedimenti acquistando altri terreni dalla comunità di Collegno e da piccoli proprietari locali, tanto che i possedimenti dei Certosini raggiunsero una superficie di 3810 mq. I certosini acquistarono in seguito altre proprietà ed acquisirono notevole potere nella vita economica di Collegno, causando veri e propri attriti con la Comunità. Fu Carlo Emanuele II nel 1652 a porre freno ai possedimenti dei Certosini ormai troppo potenti. La costruzione della Certosa iniziò subito dopo l'acquisto dei terreni e il progetto fu assegnato all'architetto Maurizio Valperga che pose la prima pietra dove oggi c'è l'ingresso monumentale di Juvarra, mentre l'ingresso principale, a quel tempo, era l'ingresso rivolto a nord della villa di Bernardino Data. Solo nel 1736 fu costruito il portale monumentale da Filippo Juvarra che è stato recentemente restaurato. La distribuzione degli ambienti destinati alla vita monastica doveva ovviamente ispirarsi al modello della Grande Chartreuse. I possedimenti dei certosini cominciarono a crescere a dismisura tanto che le loro proprietà si estendevano fino a Rivoli, Avigliana, Rivera, Barge, Envie e Revello, oltre a Montebenedetto, insediamento abbandonato a seguito delle frequenti esondazioni del torrente Gravio. Con Napoleone le istituzioni religiose videro confiscate le loro proprietà e anche i certosini dovettero lasciare Collegno. L'Ordine conservò però la farmacia del convento perché di pubblica utilità. Ritornati i Savoia, dopo il Congresso di Vienna i certosini rientrarono nel monastero e ripresero la loro attività avendo comunque perso tutte le proprietà fuori Collegno, ma il loro numero decrebbe. Nel 1851, su proposta del dott. Bonacossa, psichiatra e direttore del manicomio di Torino, alcuni ammalati furono trasferiti nella Certosa, considerato luogo adatto per questo tipo di pazienti. Nel 1855 con la legge Rattazzi che abrogava le corporazioni religiose, la Certosa di Collegno venne soppressa e l'immobile fu acquistato dal Regio Manicomio che più tardi acquisirà la denominazione di Ospedale Psichiatrico. Dopo i bombardamenti della Seconda Guerra mondiale il numero dei pazienti ricoverati crebbe fino a diventare una vera e propria città all'interno della Città di Collegno. Con la legge Basaglia del 1978 si avvia la chiusura degli ospedali psichiatrici e il muro di cinta venne abbattuto nel 1979, con pareri discordi sull'opportunità di mettere in comunicazione l'ospedale dei "matti" con la popolazione collegnese. Fu una scelta di civiltà perché i pazienti erano sottoposti a trattamenti talvolta indegni di una società civile, anche se questa scelta fu compiuta con molto coraggio e con gravi rischi. Nel 1993 gli ultimi quattro reparti furono definitivamente chiusi e gli ultimi pazienti, circa un centinaio, furono collocati in comunità terapeutiche. Entrando nello specifico del verde pubblico e delle attività ludico-sportive che si praticano all'aperto, il Parco Dalla Chiesa accoglie i visitatori nell'area centrale con molteplici attività ed iniziative. Sono disponibili campi da bocce, posizionati in zona ombreggiata nei pressi del grazioso "Chalet del Parco" e di un Chiosco che offre diversi servizi, tra cui l'apertura al "labirinto" formato da siepi di 1,5 metri di altezza dove i bambini devono ritrovare l'uscita; poco distante si trova un'area per il gioco del calcio e per tutte le attività che hanno bisogno di grandi spazi, mentre nella Piazza della Pace c'è un'area con i canestri per il gioco libero del basket. All'interno si trovano tracciati percorribili in bici e, essendo limitato il traffico veicolare, queste piste sono anche adatte ai bambini. Sulle stradine laterali è possibile praticare "running" e nelle aree erbose sono state posizionate attrezzature ginniche per completare l'allenamento. Curioso è anche il "fitwalking" in compagnia di esperti per combattere la sedentarietà ed incrementare il livello di attività fisica. Anche i bambini possono sperimentare le loro doti di scalatori, con equilibrio ed abilità motoria utilizzando i giochi ed i castelli, costruiti appositamente per loro. Particolare è il percorso di "Il Miglio Rosa", un tracciato segnalato, dedicato alle donne che si snoda lungo i viali alberati della Certosa. È dotato di illuminazione ed è contraddistinto da un simpatico simbolo raffigurante due piante dei piedi rosa, logo dell'iniziativa. Numerose sono le specie di uccelli che popolano il Parco Dalla Chiesa e che si possono vedere con un po' di pazienza e di cautela. L'elenco è davvero lungo: la capinera, il cardellino, la cinciallegra, la cincia mora, il codibugnolo, il codirosso, lo spazzacamino, il fringuello, il verdone, il regolo, il piccione selvatico, il colombaccio, la cornacchia grigia, la gazza, il gheppio, il merlo, la passera d'Italia, la passera mattugia, il pettirosso, il picchio rosso maggiore, la rondine, il rondone, lo scricciolo e lo storno. Gli appassionati di birdwatching e di fotografia naturalistica sono avvertiti. Altrettanto numerose sono le specie arboree: l'abete rosso, l'abete di sitka, l'abete della Numidia, l'acero americano, l'acero saccarino, il bagolaro, la betulla, il cedro dell'Atlante, il glauco, il cedro dell'Himalaja, il cedrus deodara, il cipresso, il cipresso dell'Arizona e il cipresso di Lawson, il ciliegio, il faggio e il faggio rosso, il fico, il frassino, il ginkgo, l'ippocastano, il lagerstroemia, il lauroceraso, il libocedro, il ligustro giapponese e il ligustro aureo, la magnolia, la palma, il pino silvestre, il pino strobo, il platano, la quercia rossa, la robinia, il salice contorto e il salice piangente, il sequoiadendron gigante, il susino da fiore, il tiglio argentato e il tiglio europeo, il liriodendro e la tuia. E tra gli arbusti ecco il biancospino, il bosso, il cotonastro, la denunzia, la forstizia, il ginepro cinese, il ligustro cinese, la palla di neve, la rosa selvatica, il sambuco e la spirea bianca. Tutte queste specie, come pure quelle dell'avifauna sono illustrate da numerose bacheche esplicative, che periodicamente sono rinnovate. Diverisificate e molteplici sono le associazioni legate all'ambiente, allo sport, alla cultura, alla musica, all'arte che hanno luogo qui e nelle serate estive, senza contare le manifestazioni annuali organizzate come la Giornata della Pace che si celebra a metà settembre: con percorsi guidati e stand a tema. Vengono organizzate attività varie programmate allo scopo di sviluppare la sensibilità all'ambiente negli studenti delle diverse scuole di Collegno. A metà maggio si svolge la Festa dedicata all'Ambiente e allo Sport, organizzata dalla UISP di Rivoli, con le associazioni sportive del Parco, con attività e gare sportive anche qui rivolte alle scuole. Vi sono poi giochi ambientali per i più piccoli e l'orienteering per i più grandi. Nelle calde giornate primaverili e nelle serate estive il parco diventa sede di importanti manifestazioni musicali (attenti alle zanzare) e d'inverno si può passeggiare persino con gli sci dopo le nevicate in città. Un parco per tutte le stagioni, per tutte le età, dove persino i cani hanno un'apposita area attrezzata. Non resta che visitare questo curioso parco raggiungibile agevolmente anche da Torino con la metropolitana (e un breve tratto a piedi) oppure con la linea di bus 33 che parte da Porta Nuova.

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