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A Entracque, nel cuore delle Alpi marittime

tra sci, leggende e "Parlate"

  • Aldo Molino
  • febbraio 2015
Mercoledì, 11 Febbraio 2015
il Gesso a Entracque foto A.Molino il Gesso a Entracque foto A.Molino

Entracque, situato in uno dei rami laterali del Gesso, è uno dei paesi più importanti tra quelli del Parco naturale delle Alpi Marittime. In passato quando per motivi geopolitici, il Colle di Tenda non era l'unico collegamento praticato con l'altro versante delle Alpi Marittime ma anche il Colle del Sabbione e quello delle Finestre erano valichi importanti percorsi oltre che da contrabbandieri, commercianti e soldataglie anche dai pastori transumanti che avevano nella vicina Roaschia un loro importante centro di raccolta . Il nome di Entracque deriva dal dal latino "Intra aquas", a significare località posta tra le acque essendo bagnata da ben tre torrenti: il Gesso, il Bousset, e il Pramalbert con quest'ultimo che taglia in due il paese. Storicamente la valle di Entracque, prima di entrare nell'orbita dei Savoia, fece parte del Marchesato di Saluzzo e poi della contea provenzale degli Angiò. Nipote del "buon Re Roberto", fu infatti quella Giovanna regina di Napoli che divenne in queste zone il personaggio mitico raccontato da mille leggende. Nell'ottocento Entracque fu un importante centro della lavorazione della lana: 50 lanifici davano impiego ad almeno 300 operai che fabbricavano apprezzati drappi e panni di vari colori, le donne invece filavano a mano la lana stessa
Poi le cacce reali e il declino ma meno accentuato che in altre comunità alpine.
Entracque oltre che ospitare la sede operativa del Parco Alpi Marittime con il Centro e il museo del Lupo e a essere uno dei siti di reintroduzione del Gipeto, riveste importanza nel contesto della cultura popolare per la persistenza di un evento organizzato ogni 5 anni in tempo di Pasqua: "Le Parlate".
Si tratta della la completa rievocazione scenica della Passione e morte di Gesù Cristo, dalla preghiera nell'Orto dei Getzemani fino alla sua sepoltura narrata in dialetto locale occitano.

"Il dramma risale al lontano Medioevo ed è stato rappresentato durante la Settimana Santaprima a cadenza triennale e successivamente quinquennale; attori locali si calano nei vari personaggi, in una suggestiva interpretazione in costume.
La recita ha luogo nella Confraternita di Santa Croce, dove viene allestito un ampio palcoscenico con artistici scenari. Particolarmente significativa è la giornata del Venerdì Santo, quando al dramma religioso si affiancano, con sentita partecipazione, altre figure della tradizione locale: "al Timbajer" (l'Araldo), che fin dalle prime ore del mattino percorre il paese e le sue borgate annunciando a gran voce il programma della rievocazione; "al Capitani" (il Capitano), il quale viene investito solennemente durante la celebrazione della Domenica delle Palme, ha il comando della parte folkloristica e, nel primo pomeriggio in sella al suo cavallo bianco, coadiuvato da "al Tenent" (il Tenente), presenta tutti i personaggi al Sindaco per chiedere l'autorizzazione allo svolgimento della rappresentazione sacra de "Le Parlate"; I "Trëzë Cavajer" (i tredici Cavalieri) rappresentano ciascuno il rione di appartenenza, vengono investiti dell'ambito titolo nella Confraternita di S. Croce dal "Capitani" in carica durante la precedente edizione. Indossano frac e feluca e portano bandiere recanti una croce d'argento in campo nero. Tra essi si distingue "al Trezë" (il Tredici), primo fra i Cavalieri, comandante della Guardia d'Onore alla Sacra Urna."

L'edizione del 2015 che segue quella del 2010 avverrà dal 26 marzo all'8 di aprile.
Nella piana del Gesso a valle della diga si trova uno dei più importanti centri per lo sci nordico del Piemonte: il Centro Fondo Gelas. Gli inizi del centro risalgono agli anni '80 del secolo scorso ma il suo sviluppo è avvenuto nel decennio successivo ospitando diverse gare di rilevanza nazionale e internazionale. Il Centro è oggi dotato di centro sportivo polivalente con palestra e piscina e possibilità di solarium e ristorazione. L'handicap maggiore è rappresentato dalla quota relativamente modesta (poco più di 800 m), un anello a innevamento artificiale è comunque attivato anche nelle annate più secche. Il comprensorio sciabile si articola in una trentina di chilometri di piste battute, alcune piuttosto impegnative, altre più docili (come l'Oltre Gesso). Piuttosto interessante è la Sartaria che si inoltra per diversi chilometri nel Vallone del Bousset e che alterna continui cambi di pendenza con un tracciato molto variato. Per quanto riguarda l'altopiano di Esternate che consentirebbe un prolungamento della stagione, il progetto non è per il momento stato ancora attuato.

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